Il clima del terrore
In pratica ieri, a San Francisco, c'è stata la tanto temuta rainstorm.
Fa paura pensare ad una "tempesta di pioggia", vero? Credo sia la parola tempesta a fare paura... eppure questo è il termine che hanno utilizzato per definire quella che sembrava dovesse essere una sorta di apocalisse di vento e pioggia battente.
Le scuole sono state chiuse preventivamente, tutte.
I voli dirottati altrove.
Annullati i corsi all'università.
Cancellati gli appuntamenti.
Insomma, si temeva il peggio...
Nei giorni precedenti siamo stati bombardati da e-mail allarmanti che hanno creato un vero e proprio clima di terrore nell'attesa di quella che effettivamente pare sia stata la peggiore tempesta degli ultimi venticinque anni.
Ho letto anche numerosi articoli contenenti informazioni utili a prepararsi all'arrivo di questa benedetta pioggia: suggerivano innanzitutto di avere riserve di acqua e di cibo, già pronto (perché si temeva la mancanza di energia elettrica); invitavano a non farsi mancare candele o pile sufficienti per illuminare la notte e ad avere assolutamente i telefoni carichi.
Quindi ieri, alla fine, com'è andata?
Beh, intanto visto che sono qui a raccontarvelo, evidentemente sono sopravvissuta!
Poi in pratica questa famigerata tempesta di pioggia... era pioggia!! Null'altro che pioggia! Senza il tanto temuto vento... Una pioggia battente che è iniziata al mattino ed è durata tutto il giorno e anche tutta la notte. Ma nient'altro che pioggia!
Ed è vero che qui non si è abituati a così tanta acqua tutta insieme. Come vi raccontavo qualche giorno fa, la California ha sofferto moltissimo la siccità quest'anno, quindi si temeva particolarmente per gli alberi, i famosi redwood trees (= sequoie), che essendo secchi avrebbero potuto spezzarsi, ostruire le strade o distruggere le case, specialmente fuori dalla città. E infatti la provincia ha sofferto di più: per quel che ne so, ci sono stati molti allagamenti in Napa Valley e a Redwood City per esempio.
Qui a San Francisco invece ci sono stati sì degli allagamenti sia nelle tangenziali che in città ed effettivamente l'elettricità è mancata, in tutta la parte nord al mattino e nel mio quartiere solo verso l'ora di cena (giusto quando nel forno si stava cuocendo la mia torta salata!), ma il problema alla Maison Jaune è durato credo 10 minuti in tutto (e la torta salata è arrivata sui nostri piatti giusto in tempo per la cena!). Siamo stati forzati a restare in casa ma mica perché non ci si potesse muovere, semplicemente perché io non mi volevo bagnare fino all'osso! =)
Tanto allarmismo quindi, ma non credo per niente...
Durante il giorno pensavo che fossero stati esagerati e avessero spaventato eccessivamente la città, ma quando è mancata l'elettricità... in quei 10 minuti al buio... ho pensato che fortunatamente il mio telefono era carico e ho utilizzato la pila integrata per muovermi in casa. Quindi, in qualche modo, l'essere preparata mi ha aiutato! E devo anche dire che l'essere preparata al peggio ha mi ha anche fatto avere una maggiore leggerezza nel cuore nel vedere che la situazione qui non era poi così grave!
Mi sono pertanto ritrovata a rivalutare quell'allarmismo di cui mi ero quasi un po' presa gioco all'inizio pensando che "come al solito gli americani ingigantiscono la cosa!". Gli americani invece, preparandosi al peggio, sono risultati organizzati, con i pompieri impegnati nelle situazioni più difficili, e sono stati pronti ad affrontare i piccoli e grandi disagi che la pioggia ha provocato. Gli italiani invece, che l'hanno presa alla leggera, si sono ritrovati a benedire il telefono carico nel momento del bisogno!
Questo per dire che, a volte, prepararsi al peggio aiuta e per dire anche che si può sempre cambiare idea sul significato che può avere quel clima di terrore creato! Chiudere le scuole, annullare i corsi all'università, cancellare gli appuntamenti ha fatto sì che molte meno persone si siano mosse durante la giornata, con l'auto e con i mezzi, e questo sicuramente ha avuto un effetto sul traffico e quindi sugli incidenti possibili con un clima del genere, a cui nessuno del resto è abituato. Quindi a volte sì, il clima del terrore può salvare!
E in Italia come siamo messi con la prevenzione?
Fa paura pensare ad una "tempesta di pioggia", vero? Credo sia la parola tempesta a fare paura... eppure questo è il termine che hanno utilizzato per definire quella che sembrava dovesse essere una sorta di apocalisse di vento e pioggia battente.
Le scuole sono state chiuse preventivamente, tutte.
I voli dirottati altrove.
Annullati i corsi all'università.
Cancellati gli appuntamenti.
Insomma, si temeva il peggio...
Nei giorni precedenti siamo stati bombardati da e-mail allarmanti che hanno creato un vero e proprio clima di terrore nell'attesa di quella che effettivamente pare sia stata la peggiore tempesta degli ultimi venticinque anni.
Ho letto anche numerosi articoli contenenti informazioni utili a prepararsi all'arrivo di questa benedetta pioggia: suggerivano innanzitutto di avere riserve di acqua e di cibo, già pronto (perché si temeva la mancanza di energia elettrica); invitavano a non farsi mancare candele o pile sufficienti per illuminare la notte e ad avere assolutamente i telefoni carichi.
Quindi ieri, alla fine, com'è andata?
Beh, intanto visto che sono qui a raccontarvelo, evidentemente sono sopravvissuta!
![]() |
The New York Times |
Ed è vero che qui non si è abituati a così tanta acqua tutta insieme. Come vi raccontavo qualche giorno fa, la California ha sofferto moltissimo la siccità quest'anno, quindi si temeva particolarmente per gli alberi, i famosi redwood trees (= sequoie), che essendo secchi avrebbero potuto spezzarsi, ostruire le strade o distruggere le case, specialmente fuori dalla città. E infatti la provincia ha sofferto di più: per quel che ne so, ci sono stati molti allagamenti in Napa Valley e a Redwood City per esempio.
Qui a San Francisco invece ci sono stati sì degli allagamenti sia nelle tangenziali che in città ed effettivamente l'elettricità è mancata, in tutta la parte nord al mattino e nel mio quartiere solo verso l'ora di cena (giusto quando nel forno si stava cuocendo la mia torta salata!), ma il problema alla Maison Jaune è durato credo 10 minuti in tutto (e la torta salata è arrivata sui nostri piatti giusto in tempo per la cena!). Siamo stati forzati a restare in casa ma mica perché non ci si potesse muovere, semplicemente perché io non mi volevo bagnare fino all'osso! =)
Tanto allarmismo quindi, ma non credo per niente...
Durante il giorno pensavo che fossero stati esagerati e avessero spaventato eccessivamente la città, ma quando è mancata l'elettricità... in quei 10 minuti al buio... ho pensato che fortunatamente il mio telefono era carico e ho utilizzato la pila integrata per muovermi in casa. Quindi, in qualche modo, l'essere preparata mi ha aiutato! E devo anche dire che l'essere preparata al peggio ha mi ha anche fatto avere una maggiore leggerezza nel cuore nel vedere che la situazione qui non era poi così grave!
Mi sono pertanto ritrovata a rivalutare quell'allarmismo di cui mi ero quasi un po' presa gioco all'inizio pensando che "come al solito gli americani ingigantiscono la cosa!". Gli americani invece, preparandosi al peggio, sono risultati organizzati, con i pompieri impegnati nelle situazioni più difficili, e sono stati pronti ad affrontare i piccoli e grandi disagi che la pioggia ha provocato. Gli italiani invece, che l'hanno presa alla leggera, si sono ritrovati a benedire il telefono carico nel momento del bisogno!
Questo per dire che, a volte, prepararsi al peggio aiuta e per dire anche che si può sempre cambiare idea sul significato che può avere quel clima di terrore creato! Chiudere le scuole, annullare i corsi all'università, cancellare gli appuntamenti ha fatto sì che molte meno persone si siano mosse durante la giornata, con l'auto e con i mezzi, e questo sicuramente ha avuto un effetto sul traffico e quindi sugli incidenti possibili con un clima del genere, a cui nessuno del resto è abituato. Quindi a volte sì, il clima del terrore può salvare!
E in Italia come siamo messi con la prevenzione?
Commenti
Un mesetto fa è stata prevista una "bomba d'acqua" qui a Roma, e il sindaco ha fatto scattare alcune misure preventive, tra cui la chiusura delle scuole e i consigli di non mettersi in viaggio.
Il giorno successivo la tanto temuta bomba d'acqua è arrivata, ma è durata "solo" dieci minuti - per farti capire, pioveva a vento molto storm e scendeva giù grandine grossa come i Tarallucci del Mulino del Bianco - e poiché il disagio è stato minimo e i danni limitati... la gente - oh, la gente! - si è lamentata dell'eccessivo allarmismo.
Sembra che aspettino tutti la catastrofe per accusare qualcuno.
Molto molto meglio prevenire, no??
Ciao ciao!
Per quel che riguarda le case, qui come sai sono di legno perché siamo a rischio terremoti sulla faglia di S. Andrea... e può essere che fossero preoccupati anche per le infiltrazioni d'acqua nel legno!