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Visualizzazione dei post da Luglio, 2012

The San Francisco Marathon 2012

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Il grande giorno è arrivato e, come bambini in trepidante attesa, con un misto di coraggio leonico e paura adrenalinica, siamo arrivati alla San Francisco Marathon 2012 (http://www.thesfmarathon.com/).  Non che io dovessi correre - per carità, non sono ancora così spavalda - ma avevo comunque un arduo compito: sostenere il mio corridore incallito e il suo amico e fedele compagno di maratone giunto a San Francisco apposta per l'occasione, con tutta la famiglia al seguito!
Sabato, ritiro della borsa per la gara poco distante dal luogo della partenza dove avevano allestito un capannone su due livelli: al piano superiore la zona destinata al ritiro numero, maglia, bracciale e fascetta con cip interno da legare ai lacci della scarpa per permettere la registrazione dei tempi di corsa ai singoli partecipanti e agli spettatori di seguire passo passo il procedere del corridore, magari comodamente seduti sul divano di casa e pure dall'altra parte dell'Oceano, in alcuni casi.
Come potet…

Un tuffo nel passato

Siamo così abituati a vivere nel presente e a proiettarci nel futuro, che di ciò che vediamo quotidianamente non ci chiediamo quasi mai come doveva essere 50 o 100 anni fa. Pure quei luoghi che abbiamo visto diversi, li continuiamo a guardare con gli occhi di oggi, mettendo in qualche modo da parte i ricordi in un angolo del nostro cervello. Succede quindi che frequentiamo abitualmente un piccolo centro commerciale sorto in periferia circa venti anni fa e mica ogni volta che ci andiamo pensiamo che in quella zona un tempo c'era solo campagna e le pecore vi pascolavano beate. E non pensiamo nemmeno a quanto avanguardistico doveva sembrare al tempo quel centro che ospitava, sotto lo stesso tetto, addirittura dieci negozi diversi. Beh, io ogni tanto ci penso a come dovevano essere certi posti qualche tempo fa, forse perchè il mio sguardo si volge costantemente al Medioevo o forse, più semplicemente, perchè sono un'inguaribile nostalgica. Mi sono chiesta quindi come doveva essere …

Auguri nanetto! Bambini e giochi tra Italia e America

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Essendo oggi il compleanno del nostro adorato nipotino, voglio dedicare a lui questo racconto perchè, anche se siamo fisicamente lontani, il pensiero e l'affetto che sentiamo per i nostri due nanetti, ci tiene legati stretti stretti, anche con un Oceano di mezzo.  Difficile fare a meno di pensare a loro quando ci si trova al Dolores Park di San Francisco che non offre solo numerose possibilità di svago per gli adulti - cinema all'aperto di sera, concerti vari di giorno, campi da tennis, da basket, da calcetto e percorsi per la corsa, naturalmente tutti gratuiti - ma include anche un'area riservata ai bambini con tanti giochi, più o meno convenzionali.  Ciò che trovo ancora sorprendente - da italiana d.o.c - è che, sebbene questi spazi siano utilizzatissimi da tutti, specialmente nel weekend, tutto appare ancora perfettamente nuovo, intatto e ben funzionante. In Italia mi sembra che uno spazio pubblico - senza reti, cancelli o guardiani - possa difficilmente rimanere integro…

Concerto a Dolores Park

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A San Francisco vi è un parco bellissimo che si affaccia su una delle strade che più amo in questa città: Dolores Street. Una lunghissima serie di palme dalle improbabili altezze, piantate su strette aiuole rettangolari, scandiscono il tortuoso percorso di questa via a doppia corsia su e giù per le colline.  
Ricordo come se fosse ieri la prima volta che il Dolores Park mi lasciò senza fiato: mi trovavo nel tram, di ritorno dal Downtown dove avevo visto la sede di Armani, se ben ricordate, e la strada si strinse improvvisamente; ci stavamo arrampicando su per una collina e il tram curvava seguendo gli stretti tornanti, finchè ad un certo punto si aprì una vista spettacolare proprio su questo parco e sulla città. Io rimasi senza parole. Si vedeva il Downtown coi suoi grattacieli illuminati dagli ultimi raggi di sole sulla sinistra, e lo sguardo poteva spaziare in quel cielo infinito. 
Tornai a casa contenta dopo quella vista mozzafiato e mi ripromisi di tornare su quella collina, magari a …

Perchè Peggy si chiama Peggy?

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Forse vi sarete chiesti perchè decisi di chiamare la mia nuova bicicletta proprio "Peggy". Beh, rimuginando sul nome adatto per la mia fiammante due ruote da poco acquistata, ho pensato che il nome dovesse essere assai significativo, così com'era significativo per me quel momento in cui assaporavo finalmente il gusto e l'ebrezza della libertà "biciclettica". Così, scelsi per lei il nome americano che più mi stava a cuore, quello che nella mia mente evoca non solo una coinvolgente e piacevole lettura di un'autobiografia sinceramente scritta, ma anche un'immagine chiara, indelebile, determinante per la mia vita e i miei pensieri: l'immagine di una grandissima protagonista della realtà americana ed europea novecentesca, ovvero Marguerite Guggenheim, nota a noi tutti come Peggy Guggenheim.   
Immagino sappiate che Peggyè stata una grandissima amante dell'arte, e che dell'arte si è fatta promotrice e mecenate. Dal mio punto di vista, Pegg…

Peggy, colei che seppe rendermi felice... per ben due volte!

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Mi sento come una bambina nel suo giorno di Natale, quando sotto l'albero trova esattamente ciò che si aspetta e che aveva atteso per così tanto tempo. Beh, io sotto l'albero prenatalizio di San Francisco, ho trovato una bellissima bicicletta color Borgogna!  Da mesi ero alla ricerca di una bici usata, perchè va bene che adoro passeggiare, però raggiungere un posto a piedi, con le distanze americane, risulta piacevole solo se hai del tempo libero da impiegare, altrimenti può diventare decisamente un incubo. Per accelerare i tempi, desideri un mezzo qualunque che ti permetta di essere indipendente e pure rapida negli spostamenti. Alcuni tentativi con i mezzi pubblici li ho fatti, ma non sempre con grande successo. Tant'è che nelle ultime occasioni, ho dovuto - ahimè - cedere alla tentazione di utilizzare un taxi.
Il sogno proibito rimaneva comunque quello della bicicletta. 

"Che sensazione si può avere a girare per le strade di San Francisco su due ruote?" - mi chied…

Dalla vita attiva alla vita contemplativa

Continua la lettura di Caffè Trieste di Olga Campofreda da cui traggo un altro breve brano: 
L'America è stata per Colombo un po' come l'amore - se è vero quanto si dice, e che cioè lo incontri solo se non lo stai cercando.  L'America, Colombo, non l'ha cercata e alla fine l'ha trovata. Ma quello che troppo spesso si dimentica è che Colombo ha avuto il coraggio di mettersi in mare.
Ci vuole coraggio, un po' per tutte le cose.  A volte ci vuole coraggio anche solo per scendere dal letto e cominciare una nuova giornata. Perchè a volte capita che ci serva coraggio anche per affrontare le piccole cose di ogni giorno.  Non parliamo poi delle scelte importanti, quelle che sappiamo possono cambiare radicalmente la nostra esistenza, oppure delle difficoltà, anche quelle più pesanti da digerire, che la vita ci pone davanti continuamente. In certi casi, ci vuole un coraggio ancora più grande...  A volte mi sembra però che, forse per pigrizia mentale, si diano molte cose …

Africa? No, sono ancora in California! Parte II

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Come promesso, eccomi di nuovo qui per la seconda puntata  del Safari West! So che morite dalla voglia di sapere quali sono gli aspetti positivi di questo angolo d'Africa nel nord della California e quindi non posso fare altro che accontentarvi, raccontandovi il prosieguo della giornata trascorsa lì. Dopo la passeggiata di circa un'ora tra le gabbie di scimmie, tartarughe, linci e ghepardi, di cui vi ho già ampiamente parlato ieri, siamo entrati in una gabbia un po' più grande nella quale convivono pacificamente - o almeno credo - specie diverse di uccelli. Un piccolo stagno, molti cespugli e qualche albero più alto permettono a questi volatili di divertirsi un pochino. Ho comunque l'impressione che il passatempo più divertente per questi uccellini sia tutt'altro... Mentre ero intenta ad ascoltare le spiegazioni della donna ranger che ci accompagnava nella visita, sono stata infatti colpita alle spalle: sì, proprio lui, un uccello della specie ora da me nominata dei…

Africa? No, sono ancora in California! Parte I

Forsevi chiederete che cosa c'entri una giraffa con la California, pensando forse che il soggetto abbia ben poco a che fare con questa parte di mondo. E invece vi stupirò dicendovi che questa bella giraffona vive proprio nel nord del Paese, nel cosiddetto Safari West di Santa Rosa, che dista circa un'ora e mezza da San Francisco.
Finalmente lo scorso weekend è cominciata l'esplorazione a più ampio raggio dei dintorni e il nord del Paese ci ha accolto con un clima decisamente più estivo rispetto a quello attuale di San Francisco, con sole caldissimo e cielo d'un limpido azzurro.  Santa Rosa è molto vicina a Calistoga, una cittadina famosa per l'Old Faithful Geyser of California, la Petrified Forest e i Mud Baths, di cui vi parlerò nelle prossime puntate. Di Calistoga mi ha stupito l'apparenza da "città del Far-West", con una via principale con tutti i negozi che ricordano vagamente i saloons dei cowboys.

Poco fuori da questa piccola cittadina, si trova…