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Visualizzazione dei post con l'etichetta Maison Jaune

Vacanza a San Francisco

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Tornare a San Francisco da ospite, dopo averci vissuto per 4 anni e mezzo, è stato strano... intenso, bello e difficile allo stesso tempo! Welcome to San Francisco dice l'hostess al termine dell'atterraggio all'aeroporto SFO International ed io sento salirmi nel cuore una valanga di emozioni ma quella predominante è sicuramente legata al pensiero che finalmente sono tornata... a casa!  Poi non va esattamente così. O per lo meno, non è andata così come mi aspettavo.  San Francisco, Crissy Field Beach Per certi versi è stato come tornare in Italia: conosci a memoria quelle strade che attraversi, ad ogni angolo della città colleghi un ricordo, una persona in particolare, un evento successo nel tempo che hai trascorso lì. Ti sembra di esserti riappropriata dei tuoi spazi, della tua vita! E tutto sembra facile perché già lo conosci, perché è come se la tua macchina andasse avanti da sola senza bisogno di essere guidata e tu non hai bisogno di seguire ciecamente il naviga...

Lasciare San Francisco

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Non è stato facile... anzi, direi che è stata una delle esperienze più difficili della mia vita.  E' successo così, in un giorno qualunque della settimana: era il 15 dicembre pero', questo me lo ricordo bene. Un giorno segnato da una pioggia scrosciante che raramente ho visto a San Francisco nei 4 anni e mezzo in cui ho vissuto lì.  Per me è stato un po' come essere protagonista di un film, drammatico e strappalacrime.  Ci siamo chiusi il cancello alle spalle alla sera, con una macchina davanti, piena zeppa di valigie e dettagli di una vita intensamente vissuta nel nord della California.  Abbiamo chiuso il cancello d'ingresso della Maison Jaune sapendo di non avere più le chiavi di casa, quelle chiavi che per anni ci hanno riempito le tasche permettendoci sempre di rientrare in un posto diventato casa, la nostra casa.  E quando chiudi il cancello alle tue spalle così, sapendo che quella è l'ultima volta che lo farai e sapendo che hai lasciato dentro degli s...

Ultima settimana a San Francisco

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Ma davvero?  Davvero. E' cominciato il conto alla rovescia.  Un conto che continua inesorabilmente a scendere mentre gli scatoloni in casa cominceranno presto ad aumentare. Ancora non riesco a credere che la settimana prossima tutto ciò che abbiamo accumulato in 4 anni e mezzo di vita sanfranciscana verrà impacchettato e spedito a Los Angeles, dove cominceremo una nuova vita. E' un pensiero doloroso che mi porto nel cuore ovunque vada e che provoca di frequente lacrime che scendono calde sulle mie guance...  Non c'è luogo a San Francisco che non mi parli di un ricordo a me caro, perché nel bene o nel male, tutto ciò che ho vissuto qui, in questi miei primi anni da expat, ha avuto un significato grande per me.   Mi appresto così a dire addio alla Maison Jaune, alla mia casa con le bow windows , alla casa che quando l'ho vista per la prima volta, mi sono innamorata di lei e non volevo andarmene senza essere sicura che proprio qui avrei vissuto questi 4 anni....

Non sono tutte rose e fiori # 5

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Dico sempre che San Francisco è una città bella e maledetta.  Bella perché, ai miei occhi, è una città splendida, distinta da una bellezza tutta sua e di certo non paragonabile a quella di nessun'altra città che io abbia visto sinora, negli Stati Uniti e in Europa.  1825-1827 McAllister Street, San Francisco Maledetta perché, come già raccontava la voce italiana di Stefania , è una città in cui si vive davvero bene solo se si fanno TANTI soldi.  Questo è un post che volevo scrivere da tanto e che scrivo ora, sull'onda di quanto è stato detto nell'ultima intervista delle "Voci italiane a San Francisco". Gli affitti sono molto cari, più cari che in qualunque città degli Stati Uniti. E da quando siamo arrivati qui noi, quattro anni fa, non hanno fatto che continuare a crescere a dismisura... Ci hanno ripetuto milioni di volte che noi siamo stati proprio sfortunati ad arrivare a San Francisco in un momento in cui il mercato delle case era impazzito a causa de...

Trovare le parole

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Non so più se riesco a trovarle le parole...  So che il mio ultimo post è datato 23 febbraio e ormai il mese di aprile è arrivato da un po', ma io non riesco ancora a trovare le parole.  Chiamala "pausa di riflessione", chiamalo "blocco dello scrittore", chiamalo se vuoi "vita da mamma che lavora a tempo pieno"... fatto sta che io le parole non le ho più trovate. Mi sembra che i giorni, le settimane, i mesi, scivolino via senza che nemmeno me ne accorga. Si susseguono a mia insaputa e... BAM... eccomi qui all'improvviso nel mese di aprile. Come vi raccontavo nel mio ultimo post , la vita a San Francisco è diventata per me normalità e questo credo sia successo quando ho ripreso a lavorare.  La tratta casa-lavoro subisce delle piccole variazioni di tanto in tanto, del tipo casa-lavoro-playground-casa, ma per lo più rimane uguale a se stessa durante la settimana. Ogni tanto pero' mi guardo attorno, nel tran tran quotidiano, e penso: "Hei...

Racconti di Halloween a San Francisco

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Halloween mi piace, ve lo raccontavo qui . In Italia non l'ho mai festeggiato, forse perché "ai miei tempi", cioé tra gli anni Ottanta-Novanta quando ero piccola, non era poi una festa così famosa e non era nulla se paragonata alle celebrazioni religiose dei Santi e dei Morti negli stessi giorni.  Ma poi nel 2012 ci siamo trasferiti in California...  Il primo anno non è cambiato praticamente niente per quanto riguarda il mio rapporto con questa festa. Ero qui già da un bel po' di mesi, ma di Halloween me ne sono altamente fregata: lui è arrivato, io non sapevo ancora bene che cosa significasse negli States e sono rimasta totalmente indifferente anche all'entusiasmo delle amiche che lo volevano festeggiare. In pratica, ho fatto finta che questa festa non esistesse. Eppure... ricordo perfettamente la curiosità che avevano generato in me quegli urletti di paura dei bambini sentiti per le strade del mio quartiere per tutto il pomeriggio. Il mago trapana-panze I...

Incontro ravvicinato del terzo tipo con Mr Pigiamone

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Dovete sapere che accanto alla Maison Jaune , nella casa arancione fluorescente, abita Mr Pigiamone.  Il nostro vicino di casa è stato così soprannominato, diversi mesi fa, dopo il ripetersi di un rituale che vede quotidianamente il nostro protagonista uscire dalla sua casa con ancora il pigiama addosso (maniche corte e pantaloni larghissimi, sempre a fantasia), a piedi nudi e, ovviamente, con i capelli spettinati. Insomma, proprio come se si fosse appena alzato dal letto e se si fosse scaraventato fuori da casa sua.  In tali condizioni, siano le 11 del mattino o pomeriggio inoltrato, Mr Pigiamone si dirige verso la strada principale che incrocia la nostra via e si piazza lì, all'angolo, a fumarsi una sigaretta al sole, tenendo il telefono nell'altra mano e la faccia incollata al piccolo schermo. A piedi nudi. La storia di Mr Pigiamone è una storia piuttosto monotona, di per sè, per lo meno in apparenza, e probabilmente per questo motivo ha risvegliato la mia fantasia c...

Pasqua a San Francisco!

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Pasqua e Natale, si sa, sono due dei momenti più difficili da superare per una persona che vive all'estero, lontano dalla propria famiglia di origine e dagli amici rimasti in Patria. Forse Natale lo è ancora di più perché d'inverno le giornate sono più corte, fa freddino e tutte le decorazioni si portano dietro anche molta malinconia.  A marzo-aprile invece, quando la primavera è già sbocciata da qualche mese a San Francisco, le giornate sono calde e lunghe e il sole dona alle guance un bel colorito dorato, si affronta meglio la lontananza facendo ricorso alla propria voglia di trascorrere del tempo all'aria aperta insieme al nucleo ristretto della famiglia. Proprio con questo spirito, dall'anno scorso abbiamo introdotto una nuova tradizione alla Maison Jaune : nel giorno di Pasqua (visto che qui in America la Pasquetta non esiste e si lavora!), si fa una gita fuori porta che comprende pranzo al sacco e una bella scarpinata esplorativa. Lo scorso anno scoprimmo le coll...

Della sfiga degli expat

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La vita da expat non è sempre tutta rose e fiori e, quando si è un'expat, il cerchio delle persone su cui si può contare nel momento del bisogno è davvero ristretto. Da Foliforum.it Nelle ultime tre settimane - ma in realtà dall'inizio di quest'anno - la Maison Jaune e tutti i suoi abitanti stanno attraversando tempi bui, colpiti da una sfiga dietro l'altra. Qualcuno di recente mi ha suggerito di andarmi a fare benedire, cosa che ritengo quasi necessaria ora! Due settimane fa vado al parco con Tegolina in bici. Trascorriamo un bel pomeriggio all'aperto e quando lui è stanco morto, lo rimonto sul sellino dietro alla mia bici, appoggiata ad un cancello, e tolgo il lucchetto. Nel farlo, la bici si sbilancia e sta per cadere, col pargolo di ormai 15 kg seduto dietro. Per bloccare la rovinosa caduta della bici ed evitare così che mio figlio muoia spiaccicato sul cemento, da in piedi, faccio una torsione del busto fermando la bici col fianco. Sento schioccare almen...

Non sono tutte rose e fiori! # 2

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Qualche tempo fa vi raccontavo qui delle zone pericolose di San Francisco, dei quartieri da evitare possibilmente di giorno o di notte e delle sparatorie che ogni tanto accadono, purtroppo.  Ma ci sono anche problemi più leggeri (e comunque rognosi) che affliggono chi, come me, vive a San Francisco: parliamo dei parcheggi, per esempio. Vi sono diversi tipi di parcheggi in città. Quelli a pagamento costano un accidenti: potrebbero chiedervi anche 25$ per qualche ora nel downtown o attorno allo stadio del baseball (At&T Park) alla sera, eppure a volte vale persino la pena di pagarli quei soldi pur di risparmiarsi una multa di almeno 70$!    Foto presa da Findingthesweetspot.com Per trovare un parcheggio più economico io di solito consulto una delle app nel telefono ( BestParking o SFpark , giusto per dirvene due) che indicano i parcheggi nei dintorni e i rispettivi prezzi per la sosta all'ora o giornaliera e poi scelgo il più conveniente.  Nell'area del do...

Rivoluzione alla Maison Jaune

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Si sa, gli americani si muovono, non sono mica stanziali come noi italiani: vivono nella stessa città per un po', poi trovano lavoro altrove e i migrano verso altri lidi. Mica sempre, eh... ma sicuramente più spesso degli italiani!  E proprio per questo motivo ora, noi che viviamo da quasi tre anni al primo piano della Maison Jaune , siamo secondi (in termini di durata della nostra permanenza in questa casa) solo ad un'altra inquilina.  Tempo fa vi dicevo dei sei appartamenti e dei loro abitanti : degli indianini che se ne stavano per andare perché avevano comprato casa, del vicino-senza-pietà che, trovandomi con due borse della spesa rotte, seppe semplicemente dire "Oh my God" prima di correre via col suo cane, e del vicino-angelo-venuto-dal-cielo che invece mi sapeva sempre offrire il suo aiuto, anche nelle situazioni più estreme. Beh, ora alla Maison Jaune tutto è cambiato.  Gli indianini se ne sono andati davvero e non sappiamo dove siano andati a finire....

Vivere in un condominio a San Francisco

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In Italia vivevo in un bell'appartamento, all'interno di un condominio. Era in una bellissima zona del centro di Padova, si affacciava su un silenzioso cortile interno e tutte le finestre davano sul cupolone della Chiesa del Carmine. Ricordo bene che, appena arrivata in quella casa, mi sentivo addosso gli sguardi inquisitori dei vicini che ci guardavano con sospetto, noi ultimi arrivati.  Piano piano, forse grazie anche all'ascensore che creava l'occasione perfetta per un rapido quanto intenso scambio di idee, mi sono fatta conoscere e così mi sono fatta degli amici. Abbiamo conosciuto una coppia di ragazzi, della porta accanto, con i quali ogni tanto ci si vedeva un film assieme o si organizzava un dopo cena di chiacchiere sul divano (e quanto era facile muoversi in ciabatte da una casa all'altra!). Sempre sullo stesso piano c'era un'altra famiglia con cui avevo stretto amicizia e con la quale ancora ci si scrive per qualche aggiornamento significativo e ...

Il trasloco

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Qui a San Francisco gli appartamenti, e le case in genere, si differenziano principalmente per il numero delle stanze da letto.  La Maison Jaune è una one bedroom , ciò significa che a nostra disposizione abbiamo avevamo una sola camera da letto e ciò significa anche che da quando è nato Tegolina eravamo in tre a condividere quella stanza di notte...  Lo scorso fine settimana, un vero e proprio colpo di genio della sottoscritta ha fatto sì che le carte in tavola cambiassero e che quindi la Maison Jaune magicamente faticosamente si trasformasse in una two bedrooms .  Come ciò è stato possibile? Con un trasloco. Un trasloco? Sì, un trasloco... un trasloco dentro casa.  In pratica, quello che era il nostro adorato salotto, utilizzato principalmente come studio durante il giorno e, di sera, come sala cinematografica ufficiale o talvolta come camera per gli ospiti, adesso è diventato la nostra camera da letto.  Di conseguenza, quella che era la nostra...