sabato 23 maggio 2015

Il destino nel nome

"Mi chiamo Sabina, non Sabrina!!" 
Quante volte ho ripetuto questa frase nei miei 35 anni di vita! 
E quante volte mi sono sentita ripetere, come scusante, che il nome Sabrina è più comune. Ma poi, che c'entra? Ti chiami Enrico ma siccome Giuseppe è più comune, allora io ti chiamo Giuseppe??  
E ora che la vita è diventata anche virtuale, mi trovo costantemente a correggere chi, per sbaglio o per disattenzione o chissà per quale altro motivo, scrive sbagliato il mio nome. 
Ho corretto - e continuo a correggere - persone e documenti vari che riportano in modo errato il mio nome, Sabina, aggiungendoci SEMPRE una R in più. E da dieci anni a questa parte, stanca di dover tornare negli uffici a rifare tutto, perché IO MI CHIAMO SABINA, ho preso l'abitudine di controllare e ricontrollare almeno 5 volte un atto qualunque nel quale compaia il mio nome perché nel 90% dei casi il mio nome è scritto sbagliato. 
Mi arrabbio, mi arrabbio tanto, perché è da una vita che vengo chiamata con un altro nome (con un'origine completamente diversa tra l'altro) e ora ricevo e-mail o messaggi indirizzati a me che cominciano con "Cara Sabrina". A questo punto (cioé esattamente alla prima riga), mi passa già la voglia di rispondere! 
Ma insomma, possibile che non si riesca a dedicare un secondo a controllare di aver scritto il nome giusto all'inizio di un messaggio prima di scrivere a qualcuno al quale state chiedendo la vostra attenzione? 
So di avere il dente avvelenato - e magari a voi sembrerò anche esagerata - ma dopo 35 anni così, passati a ripetere sempre la stessa frase senza vedere riconosciuti la bellezza e il significato originario del mio nome, mi sembra che non mi sto affatto arrabbiando più del dovuto. 
Qualche amico delle superiori mi prendeva in giro chiamandomi SabRina: credo pensasse di fare il simpatico. Ragazzate, sì... ma a me non hanno mai fatto ridere! Un po' come quando si chiede ad una persona alta: "Ma che tempo fa lassù?". Uno se la ride per la battuta fatta, ma la persona alta in questione, che ha sentito ripetersi la stessa frase circa un milione di volte da quando è nato, non si diverte più... e magari sorride anche, ma penso si tratti più che altro di un sorriso di circostanza.  
Che poi, se leggeste tutti i consigli che si trovano online per fare domanda per un lavoro ad esempio, sapreste subito che uno degli errori peggiori (e più frequenti) che si possano fare consiste proprio nello sbagliare il nome dell'intestatario. 
Non volete essere considerati per quel lavoro? 
Ecco, allora scrivete il nome sbagliato dell'azienda o del responsabile che state contattando! 
Volete che la persona a cui avete scritto legga con fastidio tutte le vostre parole
Basta che scriviate il suo nome sbagliato!     
Nel mio caso poi, sono sicura che mia madre ignorasse che la scelta del nome Sabina mi avrebbe creato così tanti problemi nella vita. 
JACQUES-LOUIS DAVIS, Le Sabine (Paris, Musée du Louvre)
Lei pensava di aver scovato un nome particolare, legato all'antica storia romana e quindi a quel tanto celebre rapimento delle abitanti della regione della Sabina appunto, donne che pare fossero note per la loro bellezza. 
Ha scelto un nome che era anche quello di una santa martire ricordata nei calendari (ma mica tutti!) al 29 agosto, stesso giorno in cui si commemora San Giovanni Battista. Indovinate un po' quale dei due santi ha preso il sopravvento sull'altro? 
Mia madre ha scelto un nome con una lunga storia per me... un nome a cui io sono tanto legata ma con il quale ho anche dovuto combattere un bel po'.  Tant'è che già a dieci anni circa fingevo di chiamarmi Jessica quando al parco, insieme a mia cugina, conoscevamo qualche bambino. Inventavamo dei nomi e giocavamo ad essere qualcun altro ed io ero sempre Jessica, vuoi perché mi pareva un nome straniero dal fascino esotico, vuoi perché, più banalmente, erano gli anni di quella formosa Jessica del film di animazione intitolato Chi ha incastrato Roger Rabbit.  
Ma poi crescendo ho rivalutato il mio nome e sono diventata ogni giorno più orgogliosa di quella scelta che mia madre fece per me appena nata. E per questo mi arrabbio, perché amo il mio nome, amo la sua storia, amo il suo legame con Roma e la cultura romana...  
E sapete una cosa? Per assurdo, gli americani non hanno ancora mai sbagliato a dire o a scrivere il mio nome da quando vivo qui in California. E sono passati 3 anni ormai. Dite che sono abituati allo spelling? Che prestano più attenzione alle parole e specialmente ai suoni che non sono familiari? O è solo una coincidenza fortunata? 
Fatto sta che a San Francisco mi chiamano sempre e solo Sabina, quindi tiro un sospiro di sollievo e penso a quanto sono felice di vivere qui ora!
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