L'altalena
Al parco giochi di Franklin Square situato tra i quartieri di Mission e Potrero, oggi ho visto una bambina sull'altalena. Volava, quasi a toccare il cielo con le dita dei piedi, in una soleggiata e calda giornata che sapeva tutta d'estate.
L'ho guardata per qualche minuto e ho capito esattamente che cosa provava con i piedi sospesi per aria, i capelli nel vento, le mani strette a quelle corde e gli occhi rivolti al cielo.
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Immagine presa dal web |
Mi accorgo che molte delle emozioni che provavo da bambina sono ancora intatte dentro di me. Sembra che il tempo non le abbia sapute scalfire. E in particolare, l'emozione che è legata indissolubilmente a questo vivido ricordo sull'altalena in uno dei giardini padovani che più mi sta a cuore è ancora perfettamente integra e oggi si è ripresentata.
Vedendo quella bambina sull'altalena, ho sentito la spinta forte e decisa di mio papà, che quasi mi lanciava nel mondo con un messaggio sicuro: "Non avere paura: toccherai il cielo con le dita, proprio come stai facendo ora". Guardavo gli alberi avvicinarsi, ascoltavo il fruscio delle loro foglie mosse dal vento e quasi mi sembrava di sfiorarle anch'io come il vento. Andavo e venivo, seguendo il moto perpetuo dell'altalena, che speravo fortemente potesse non fermarsi mai. E guardavo il parco dall'alto, fissavo gli altri bambini, le corse, i giochi verso i quali avrei rivolto la mia attenzione una volta scesa. Ma non volevo scendere... Puntavo dritto al cielo e gridavo: "Più forte! Più forte!".
Sono attimi di eterno che non posso scordare, che ritrovo anche qui nei volti di bambini americani sconosciuti, che mi sembra assaporino quell'emozione e la vivano in tutta la sua intensità.
Alla prossima
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