giovedì 23 gennaio 2014

Nato a San Francisco. E vuoi mettere?

Di recente ho incontrato un gruppo di italiani in visita in California. Si parlava di Tegolina e del fatto che il suo essere nato qui non solo gli permette di avere di diritto la cittadinanza americana ma fa sì che nei suoi documenti appaia e apparirà sempre come luogo di nascita la città di San Francisco. Si diceva quindi "Non Dolo, Abano Terme, Padova... parliamo di S-A-N F-R-A-N-C-I-S-C-O!"
In effetti, fa figo. Vuoi mettere?
Mi è quindi venuta in mente una conversazione avuta qualche giorno prima della nascita di Teg con il proprietario di un locale che offre cucina palestinese, definendola pubblicamente "mediterranea" per non entrare troppo nel dettaglio. Il posto si chiama Fattoush, se vi capita di passare da queste parti, ne vale la pena! 
Ma tornando al nostro discorso, si parlava del più e del meno e ovviamente, vista la mia pancia enorme che lasciava intendere l'imminente arrivo del pargolo, si era finiti col parlare della cittadinanza acquisita per il diritto di ius soli. Commentava il signore: "Beh, certo che fa proprio un bell'effetto poi sui documenti. Luogo di nascita: San Francisco. Vedi come suona bene? E pensare che mio nipote invece che è nato anche lui qui, ma ad una decina di chilometri da qui... non è stato così tanto fortunato. Sì, insomma lui è nato a San Mateo... Luogo di nascita: San Mateo. Vai tu a spiegare alla gente dove si trova San Mateo. Sì, insomma, è vicino a San Francisco, ma non è San Francisco. E vuoi mettere?".
Immagine presa da qui
Tutto questo per dire che ieri sono stata al San Francisco Department of Public Health per ritirare l'atto di nascita di Tegolina presso l'Office of Vital Records. 
Ci avevo già provato il giorno prima a dire la verità. Telefonicamente mi avevano detto che l'ufficio che si occupa di registrare le nascite avvenute nella città e nella contea di San Francisco sarebbe stato aperto fino alle 17. Un altro caso di inefficienza del sistema, se posso dirlo (ne parlavo già qui). Io sono arrivata alle 16.15, ritenendomi pertanto in largo anticipo: peccato però che l'informazione fornitami fosse errata! Il palazzo chiude alle 17, ma l'ufficio suddetto (e io avevo chiesto proprio gli orari dell'ufficio!) chiude da sempre alle 16, ogni giorno. Polemica a parte, ieri ci abbiamo riprovato e ce l'abbiamo fatta! Siamo tornati a casa con in tasca 25$ di meno, ma un bel pezzo di carta in più! 
Come era stato preparato questo documento? Con i dati che avevamo fornito qualche giorno dopo la nascita di Teg in ospedale. Si era presentata in camera un'amministrativa dell'ospedale scusandosi per doversi intromettere in un momento così prezioso come quello che segue la nascita di un bambino (giuro che ha proprio detto questo ed erano passati credo due giorni dal parto!). A lei spettava il compito di raccogliere tutti i dati utili alla preparazione dell'atto di nascita di Teg. Ci ha quindi fatto compilare un foglio nel quale abbiamo inserito tutte le informazioni riguardanti noi genitori (nomi e cognomi e rispettive date di nascita) e Tegolina (nome, cognome, data e ora di nascita per lui). Il giorno seguente, la signora era tornata per un controllo finale sulla bozza dell'atto. Alcuni campi, come il nome dell'ospedale e della ginecologa che aveva fatto nascere Teg, li aveva compilati lei per noi.
Da qui
L'atto di nascita si presenta così, su carta bianca e blu, con un bel fregio tutto attorno e il sigillo della città in filigrana al centro.
E vuoi mettere?
Alla prossima
    
 
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