giovedì 2 maggio 2013

L'altalena

Al parco giochi di Franklin Square situato tra i quartieri di Mission e Potrero, oggi ho visto una bambina sull'altalena. Volava, quasi a toccare il cielo con le dita dei piedi, in una soleggiata e calda giornata che sapeva tutta d'estate.  
L'ho guardata per qualche minuto e ho capito esattamente che cosa provava con i piedi sospesi per aria, i capelli nel vento, le mani strette a quelle corde e gli occhi rivolti al cielo. 
Immagine presa dal web
Mi accorgo che molte delle emozioni che provavo da bambina sono ancora intatte dentro di me. Sembra che il tempo non le abbia sapute scalfire. E in particolare, l'emozione che è legata indissolubilmente a questo vivido ricordo sull'altalena in uno dei giardini padovani che più mi sta a cuore è ancora perfettamente integra e oggi si è ripresentata. 
Vedendo quella bambina sull'altalena, ho sentito la spinta forte e decisa di mio papà, che quasi mi lanciava nel mondo con un messaggio sicuro: "Non avere paura: toccherai il cielo con le dita, proprio come stai facendo ora". Guardavo gli alberi avvicinarsi, ascoltavo il fruscio delle loro foglie mosse dal vento e quasi mi sembrava di sfiorarle anch'io come il vento. Andavo e venivo, seguendo il moto perpetuo dell'altalena, che speravo fortemente potesse non fermarsi mai. E guardavo il parco dall'alto, fissavo gli altri bambini, le corse, i giochi verso i quali avrei rivolto la mia attenzione una volta scesa. Ma non volevo scendere... Puntavo dritto al cielo e gridavo: "Più forte! Più forte!". 
Sono attimi di eterno che non posso scordare, che ritrovo anche qui nei volti di bambini americani sconosciuti, che mi sembra assaporino quell'emozione e la vivano in tutta la sua intensità.
Alla prossima 

2 commenti:

  1. Mi sono sentita su quell'altalena a toccare il cielo con un dito.. Grazie, ;)

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  2. Io adoravo l'altalena e la sensazione di potere e vertigine al tempo stesso!

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