giovedì 14 marzo 2013

Esplorando la Baja California Sur - Day 3

Racconti dalla Baja California. Ricordi di un viaggio che riempie gli occhi e il cuore di pura bellezza. 
Eravamo rimasti a Baya Chilena, la spiaggia pubblica dall'acqua verde smeraldo e dalla sabbia gialla, ideale per un sabato pomeriggio sonnacchioso al sole. 
Dopo aver lasciato quel paradiso a malincuore, ci siamo rimessi in auto verso Cabo San Lucas (qui per un approfondimento wikipediano sulla città). Sicuramente si tratta del luogo più turistico e americanizzato della penisola! Centri commerciali, discoteche e locali fanno di Cabo San Lucas, un posto assolutamente da evitare durante una vacanza in Messico, sempre che non si sia alla ricerca di una versione messicana degli Stati Uniti modaioli!  

Un'ora d'auto al chiar di luna, con i cactus illuminati da un candido pallore lungo la Highway 19 in direzione nord, verso Todos Santos, ed eccoci arrivati a destinazione al Pescadero Surf Camp.  
Eravamo alla ricerca di una sistemazione economica e della prima lezione di surf nell'oceano. Abbiamo avuto entrambe le cose, ma non siamo rimasti troppo contenti! 
Altre foto qui
Il camp è una sorta di mini-villaggio  vacanze, con bungalows posti attorno ad una piscina. Lo so che non sembra male: peccato però che la prima notte, nonostante la zanzariera soffocante sopra al letto, siamo stati divorati da un esercito di zanzare! 
E peccato che il bagno in comune fosse in condizioni igieniche drammaticamente penose. 
E peccato che gli altri ospiti del camp, tutti giovani americani surfisti fricchettoni, amassero trascorrere le loro serate ridendo e sghignazzando attorno alla piscina fino a notte inoltrata. 
Ricordandoci comunque che l'obiettivo primario di questa tappa consisteva nel surf col maestro, ci siamo fatti coraggio.  
Al risveglio però abbiamo chiesto per la lezione al padrone del villaggio - un americano tronfio e pieno di sè - e lui è caduto dalle nuvole nonostante i precedenti accordi presi via mail, via telefono e personalmente la sera prima con un altro dipendente della baracca. Con fatica, ha chiamato il maestro, sbuffando e lamentandosi del fatto che avremmo dovuto dirglielo prima, ma quando il maestro si è detto disponibile, ci si è organizzati. 
Via in spiaggia senza troppo pensare al borioso! 
Eccoci dunque alla Playa Los Cerritos, la spiaggia dei surfisti, quella su cui cavalcano le onde oceaniche principianti o esperti. Ci sono infatti delle zone destinate anche ai bambini, altre riservate esclusivamente agli intenditori.
Per noi, cinque minuti di teoria coi piedi sulla sabbia e poi via, dritti in acqua con Luis, l'istruttore di secondo grado (perchè il maestro spiegava solo la teoria, mica voleva bagnarsi per 70$ di lezione!).  
Se vi state stupendo del mio coraggio, sappiate che io nell'Oceano ci ho messo solo i piedi! Non ero di certo io la surfista desiderosa, bensì il marito sposrtivo, accanito esploratore dalle mille imprese che non vedeva l'ora di mettersi alla prova anche sulla tavola da surf. Lo vedete qui sotto, con il vice maestro che alza le braccia in segno di giubilo per la prima cavalcata ufficiale, riuscita perfettamente, dell'onda oceanica!
Ecco quindi vinta anche questa sfida. Io mi sono limitata ad apprezzare le prodezze del mio grande uomo, capace di sfidare le temperature glaciali dell'acqua pur senza la muta per imparare a librarsi sulle onde.
Una giornata memorabile, emozionante e divertente passata con i piedi sulla sabbia sotto ad un caldo sole dal sapore estivo. 
Mi addormento al sole, abbronzandomi solo un lato del viso, ma sorrido divertita quando lo noto allo specchio. 
Pranziamo in questa locanda incredibile, situata nel nulla, tra la spiaggia del surf e l'unica strada asfaltata, che è appunto la Highway 19 che ci ha condotti sin lì. Il padrone, Rodolfo, è un giovane messicano, tutto casa e bottega, tre bambini e una moglie altrettanto giovane che si cimenta con la pizza italiana... o meglio, che cerca di riprodurre la pizza italiana. Ciò che ne esce è comunque un piatto commestibile, che non ci dispiace affatto! 
Passiamo con loro qualche ora, chiacchierando del più e del meno, acquistando qualche souvenirs (una tovaglia a quadretti che in Baja California trovi ovunque e che noi prendiamo direttamente dal tavolo a fianco al nostro in mancanza di esemplari nuovi incartati e una maglietta dove è rappresentata la penisola messicana in forma stilizzata). Ci complimentiamo con la signora che sperimenta la cucina italiana. Non vi dico con quale gioia ha accolto i nostri commenti positivi dopo aver saputo che venivamo proprio dall'Italia! 
In Messico, per lo meno in questa parte di Messico, quando dicevamo che arrivavamo dall'Italia, ci guardavano con gli occhi spalancati, neanche se avessimo detto che venivamo dall'altra parte del mondo! 
La giornata è proseguita alla scoperta di una seconda spiaggia popolata da goffi quanto leggiadri pellicani e impressionanti balene, ma per questo racconto dovrete aspettare ancora un po'...
Alla prossima      
   

6 commenti:

  1. che bello!! mi fai venir voglia di estate, ferie, sole e mare!!

    RispondiElimina
  2. Queste foto sono stupende e CRUDELI, se pensi che qua in Friuli prevedono NEVE!!!!!!

    Oggi ho anche io un post stile turistico, se vuoi venire a dare un'occhiata!

    Freddi saluti dal Friuli!
    Arianna

    RispondiElimina
  3. Ecco, queste foto mi hanno già fatto tornare voglia di partire e viaggiare...lontano da Columbus e dalla neve e dai -5°C!!!!

    RispondiElimina
  4. bellissimi racconti di momenti incantevoli e veri....... Leo cavalcava le onde del Tirreno, fin da piccolo, e anche senza surf: arrivava a riva in un baleno. Non ci sono mai riuscita, mannaggia!

    RispondiElimina
  5. Che posti meravigliosi! Ma quindi l'acqua è fredda anche lì?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'acqua è fredda d'inverno! Pare che la stagione migliore, anche per sguazzare nelle tranquille acque messicane, sia a novembre!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...