domenica 17 febbraio 2013

Impressioni sull'amicizia

Su certe questioni, è difficile generalizzare, lo so. 
Ragionavo però sulla concezione italiana dell'amicizia - se davvero così si può definire - e in generale sui rapporti umani, in Italia o in America. 
Credo ci siano delle notevoli differenze tra questi due mondi, differenze per lo più culturali, tali rendere il popolo italiano notevolmente diverso da quello americano, anche sotto questo particolare aspetto sociale. 
Riflettevo appunto sui rapporti umani in particolare. Noi italiani - o forse solo io, che però sono italiana! - mi pare siamo quasi abituati, o meglio, quasi ci aspettiamo, che nel tempo i nostri rapporti si evolvano diventando sempre più forti, arricchiti dal passare del tempo da un lato e dalle esperienze dall'altro. Da un incontro qualunque a volte ci aspettiamo che esso porti con sè dei semi capaci di germogliare e di far nascere una pianta che può mettere radici e crescere alta, anche se, a dire la verità, questo non sempre succede. Spesso però ci capita che una frequentazione casuale diventi abitudinaria, che una semplice conoscenza diventi Amicizia, e che un rapporto, all'inizio freddo e indifferente, si trasformi in qualcosa di importante per la nostra esistenza.
Ecco, ho come l'impressione che questa sorta di "spessore storico" dei rapporti sociali, che ai nostri occhi - e forse anche al nostro cuore - cresce nel tempo, modificandosi, evolvendosi, arricchendosi di nuove sfumature e di nuovi significati, sia cosa oscura al mondo americano, del resto quasi del tutto incapace di concepire la storia con uno spessore millenario.
Mi sembra, ma questa è un'impressione, che gli americani di media siano abituati piuttosto ad incontri rapidi, segnati dal susseguirsi dei giorni, che però non paiono sommarsi l'uno sull'altro, chiudendosi piuttosto l'uno dietro l'altro, senza quasi volersi portarsi dietro troppe tracce. Mi pare insomma che qui le amicizie siano determinate dagli incontri che si fanno in diversi ambiti della vita e siano segnate dalle attività che si possono fare insieme settimanalmente. Ci sono quindi gli amici del lavoro, quelli del corso di yoga, gli amici con cui vai a fare shopping, gli amici delle escursioni in montagna... Questi gruppi rimangono però distinti, separati da una sottile linea segnata proprio dal singolo, che ne stabilisce i confini. Le amicizie nascono comunque anche da incontri casuali e sono fresche, vivaci, briose. Ma in qualche modo, sembrano rimanere costanti, sempre uguali, anche se uguali non sono perchè ogni incontro costituisce l'occasione per guadagnare un nuovo pezzetto di conoscenza dell'altro. 
Con questo, non voglio di certo dire che un modo di concepire l'amicizia sia meglio dell'altro. Semplicemente credo sia diverso e penso non sia facile per noi italiani capire fino in fondo questo concetto di amicizia che segue il corso degli interessi e degli hobbies. Si tratta di un mondo, quello americano, in cui l'IO conta più del resto. Ma anche questo, con i suoi pro e i suoi contro. In fondo, non lo trovo poi così sbagliato: sabene che il nostro io sia soddisfatto nell'unica vita che ha a sua disposizione! In Italia questo concetto potrebbe forse suonare un po' egoistico, ma in realtà tutti mettiamo il nostro io davanti ad ogni cosa, in ogni piccola e grande scelta che facciamo, ed è giusto che sia così! Mi pare solo che in Italia ci si vergogni un po' di più nel dirlo perchè pare brutto che il nostro ego sia più importante degli altri, anche ai nostri occhi. Qui invece lo ammettono con grande sincerità, ritenendo che non ci sia niente di male in questa verità.
Discorsi lunghi e complessi a cui possono seguire davvero molte riflessioni...  
Per tutti questi motivi, trovo comunque che sia stato molto piacevole per noi italiani bloggers attivi a San Francisco incontrarci ieri alla Boulangerie nel downtown. Mi chiedo ora quali possano essere i semi di questo incontro comunitario. Sicuramente sono nate delle considerazioni e in parte, le avete lette qui! Forse, e lo spero vivamente, seguiranno altri incontri. Sono davvero curiosa di vedere che tipo di evoluzione vivranno questi rapporti: americana o italiana per gli italiani che vivono negli Stati Uniti da tempo?
Vi saprò dire!
Alla prossima,
Sabina
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