venerdì 8 febbraio 2013

Esplorando la Baja California Sur - Day 1

Mappa della Baja California Sur presa da qui
La Baja California è la penisola più lunga al mondo: una striscia di terra che misura circa due volte l'Italia da nord a sud.  
La vedete nella mappa sulla sinistra.  
Nella nostra visita, ci siamo limitati al sud della Baja: la cosiddetta Baja California Sur, che vedete in bianco.  
Come vi dicevo ieri qui, fisicamente appare come un prolungamento della California statunitense, ma politicamente fa parte del Messico. 
Vi chiederete forse perchè abbiamo scelto proprio questa meta per il vostro viaggio. A dire la verità, il Messico ci ha sempre incuriosito, e prima o poi speravamo di poterlo visitare. 
Foto presa da qui
Però, è stato un libro a risvegliare di recente la nostra curiosità per questo Paese: Le balene lo sanno di Pino Cacucci, del 2009. Ci è stato regalato da Rosanna poco prima del nostro trasferimento a San Francisco. Insomma, uno di quei libri che ti porti dietro quando lasci la patria, senza sapere bene che cosa aspettarti dal libro stesso e dalla nuova vita che ti attende in America, e che poi risulta essere il diario di uno splendido viaggio fatto appunto nella Baja California. 
Vi confesso però che è stato molto particolare e davvero emozionante girare accompagnati da questo libro di narrativa, in qualche modo guidati dalle parole di chi, prima di noi, aveva affrontato lo stesso viaggio e assaporato gli stessi paesaggi. Non si tratta di rivivere quanto qualcuno ha già vissuto ma di arricchire la propria esperienza di uno sguardo in più. Lungo il cammino, specialmente nei lunghi tratti di strada attraverso il deserto, quando per centinaia di chilometri non si trovava traccia di abitazioni, ci sono stati offerti da queste pagine numerosi spunti di riflessione e argomenti di cui discutere, osservando il susseguirsi dei cactus all'orizzonte. 
Se vi state ancora chiedendo che cosa c'entrino le balene con la Baja... beh, suggerisco di leggervi il libro! Capirete però anche dai prossimi racconti che le balene grigie c'entrano eccome con questo viaggio, visto che tra gennaio e marzo arrivano dalle regioni artiche proprio nelle lagune di questa penisola per accoppiarsi o partorire i cuccioli che trascorrono i primi mesi della loro vita tra queste acque tranquille. 
Mappa presa da qui
Con tre ore di volo, arriviamo a San José del Cabo da San Francisco. 
San José si trova proprio all'estremità meridionale della penisola, sulla punta. 
Una volta scesi dall'aereo, ci rendiamo conto che il sole splende come se fosse piena estate. Fuori dall'aeroporto ci attendono, oltre ai chiassosi tassisti alla ricerca di clientela, anche un bar all'aria aperta che prepara cocktails ghiacciati alle tre del pomeriggio. Una visione piuttosto inattesa per il mese di gennaio e che poco ci sembra avere a che fare con una realtà aeroportuale, ma quanto ci piace!
Noleggiamo una jeep 4x4 perché ci hanno detto che le strade non sono buone in questa parte di Messico: confermiamo! 
Solo le strade principali sono asfaltate, persino nei paesi. 
Per il resto, solo strade sabbiose che a volte paiono tracciate con il righello come avevamo visto dall'aereo. 

Fa un certo che nel 2013 vedere paesaggi come questo... 
Il primo pomeriggio a San José del Cabo passa veloce in esplorazione di questo piccolo paese sul mare che forse è in assoluto il luogo più turistico che abbiamo visto. 
Non è comunque il tipo di turismo che abbiamo in mente.  
Ci godiamo il sole. Le palme. I colori sgargianti del primo b&b in cui dormiamo. La prima cena veramente messicana. 
E soprattutto, cominciamo a gustarci la dilatazione del tempo messicano, il suo scorrere lento. Solo il calar del sole tradisce l'effettivo scorrere dei minuti.
Alla prossima,
Sabina


2 commenti:

  1. che bella l'idea di guardare il sole per rendersi conto del passare del tempo....sa di magico! ...... quel libro sarà mio!

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  2. Uhm, un viaggio ispirato da un libro... già mi piace un sacco!

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