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L'esperienza mistica dell'agopuntura

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Sono tornata all'agopuntura ieri, e posso dire che questa è la mia terza esperienza mistica! Le prime due volte in realtà avevo uno scopo "più nobile": volevo far partire il travaglio in modo naturale. La data prevista per la nascita di Teg era già passata da più di una settimana e, dopo il primo monitoraggio, l'ospedale aveva cominciato a parlare seriamente di induzione, cosa che io, che volevo assolutamente un parto naturale, non ero disposta a fare. Così, seguendo i suggerimenti delle ostetriche e della doula del corso prenatale, mi sono decisa ad affrontare la prima seduta di agopuntura.  San Francisco - Yerba Buena Community Acupuncture Sono andata alla Yerba Buena Community Acupuncture ( qui per maggiori informazioni), un centro molto carino e ben curato che si trova tra i quartieri di Pacific Heights e Haight-Ashbury e che mi era stato consigliato dalla maestra del corso di yoga prenatale .  In questa Community di agopunturisti si pagano 15$ per l...

C'era una volta una donna...

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C'era una volta una donna, una mamma, una zia, una nonna, che se ne stava china sul suo orto a badare alle sue piante e ai suoi fiori. Lo sguardo vivace ma sempre velato da una pacata tristezza che si nascondeva dietro ad una barzelletta o ad una battuta, sempre pronta. Quegli occhi limpidi trovavano pace solo nella compagnia, nel calore umano e nella bellezza prorompente di quei fiori dai petali colorati che in primavera le riempivano il giardino . Non c'era una sola foglia fuori posto nel suo giardino perchè, con attenzione certosina, lei si prendeva tanta cura del suo verde. Le mani sempre indaffarate, a rendere ordinato quello spazio in cui evidentemente si sentiva al suo posto. La schiena china a sradicare le erbacce. L'olfatto pronto a raccogliere il profumo di quelle foglie, così diverse ma vicine le une alle altre, a riempire l'aria.   Ho avuto la fortuna di conoscere questa donna, questa mamma, questa zia, questa nonna: si chiamava Stella. Era una donna fort...

A due anni di distanza

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Vivo a San Francisco da 2 anni, anzi... 2 anni e 9 giorni per l'esattezza. E posso dire che questi due anni sono proprio volati! In questo periodo di permanenza qui, le esperienze si sono accumulate e ora a molti luoghi associo un ricordo, un sorriso, un'emozione. Adesso s ento che il legame con questa città si è rinforzato: sento San Francisco un po' più mia. Penso con affetto e con una certa tenerezza a quella ragazza che si lasciò la sua città natale alle spalle per affrontare questo lungo viaggio. La paura era tanta, ma era quasi più grande la preoccupazione per come la mia famiglia avrebbe vissuto il mio allontanamento dell'angoscia di dover cominciare una nuova vita qui in California.  Dopo aver vissuto trent'anni nella stessa città, sapevo bene che cosa lasciavo, ma non sapevo cosa avrei trovato qui. Ricordo il senso di spaesamento del trovarsi in un luogo del quale non riconoscevo nulla. Ricordo le ore passate nei supermercati per cercare di orientarmi...

L'emozione dell'internazionalità

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Fa caldissimo in questi giorni a San Francisco, un caldo mai visto in questi due anni di California: 27 gradi, cielo terso e un sole che spacca le pietre. E finalmente, mi vien da dire! Dopo la giornata di esplorazione a tappeto della città, insieme a Lore e Diego che sono venuti qui a trovarci, Teg ed io ci siamo presi la giornata libera concedendoci di tornare beatamente ai nostri ritmi lenti, del tutto "bambineschi".  Così questo pomeriggio eravamo di nuovo al nostro parco per goderci queste temperature eccezionali insieme a tutti i bambini accorsi lì.  Ero nella zona riservata ai giochi nella sabbia e tenevo d'occhio Teg che ormai, a cinque mesi suonati, se ne sta quasi seduto da solo.  Guardavo lui, intento a muovere gioiosamente le sue gambette tra i granelli di sabbia, con le manine ben piantate tra le dune per tenersi in equilibrio; e nel frattempo seguivo quelle voci, di mamme, papà, bimbi e baby sitter che parlavano tra di loro in americano, messic...

Balene di passaggio in California

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Sono molto affezionata alle balene sin da quando le vidi la prima volta durante il viaggio di nozze in Polinesia in un'isola piccolina ma dalla natura lussureggiante che si chiama Rurutu.  Ci trovavamo su una barca di pescatori insieme ad una guida specializzata in questo genere di escursioni che, per una modica cifra, ci ha offerto un'esperienza indimenticabile. Vedere sbucare all'improvviso sulla superficie dell'oceano increspata dalle onde quell'enorme schiena nera, grande quanto uno di quei colli che ero abituata a vedere nella mia terra padovana, mi ha lasciato senza fiato... Era, tra l'altro, il periodo dell'amore per le balene, e avemmo la grande fortuna di incontrare un maschio che cantava nell'acqua per attirare a sè la femmina. Ricordo ancora quella voce stridula che si alzava dalle onde, seguita da toni bassi che il mio orecchio non aveva mai udito. E ricordo esattamente anche il suono di quello sbuffo che uscì impetuoso dalla sua schiena a...

Il calendario delle conquiste

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Ad un mese circa dalla nascita di Tegolina, presa dall'euforia dilagante che sprizzava da ogni poro della mia pelle nel guardare il mio bel pupo appena nato, ho voluto realizzare un calendario per l'anno 2014 con le sue prime foto.  Esistono molti siti che ti permettono di creare online dei calendari con grande facilità; senza avere alcuna esperienza di grafica, ci si può far guidare passo passo scegliendo la tipologia del calendario, gli sfondi che possono essere diversi mese per mese, il numero delle foto da inserire e la loro sistemazione nella pagina. Si possono anche segnare le feste canoniche aggiungendone altre di personalizzate come i compleanni!  Avevo utilizzato il sito Shutterfly sfruttando un'offerta che mi era arrivata: con 10$, comprese le spese di spedizione, mi sono aggiudicata un bellissimo calendario arrivatomi via posta qualche giorno dopo l'ordine, e che ora se ne sta appeso in bella mostra nel corridoio della Maison Jaune .  Per me è molto e...

Alla riscoperta di Chinatown

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Porta del Drago - Ingresso di Chinatown, San Francisco Ci sono posti, a San Francisco, in cui torno solo indossando la maschera del turista, e Chinatown è sicuramente tra questi.  Il quartiere, che ospita la comunità cinese più grande, fuori dai confini della Cina, è vicinissimo al Downtown. Il classico giro esplorativo del centro della città comprende quindi una tappa iniziale a Union Square (dove se ricordate c'è la Cheesecake Factory dove Tegolina ha potuto apprezzare il suo primo brunch ), cui segue inevitabilmente la visita di Chinatown.  Si attraversa la Porta del Drago e immediatamente ci si trova dentro al colorato mondo orientale in cui domina il rosso di quelle lanterne dalle forme tondeggianti che si susseguono appese ad un filo sottile.  Chinatown Lo spirito imprenditoriale del popolo cinese si legge in quella fila interminabile di negozi che riescono da anni a sopravvivere, non si sa come, uno accanto all'altro, pur vendendo oggetti dello stesso g...