giovedì 13 agosto 2015

Multilinguismo

San Francisco è una città internazionale nella quale convivono etnie e culture diverse. Per questo motivo il nostro vivere qui ci sta dando l'opportunità di entrare in contatto non solo con gli americani e la loro cultura, ma anche con persone provenienti da varie parti del mondo, persone che parlano lingue differenti e che hanno una forma mentis diversa dalla nostra.
Immagine presa da linguedidomani.blogspot.com
Tutto questo ha un certo impatto sulla nostra famiglia tutta, ma forse gli effetti più evidenti li noto su Tegolina che al momento, a 21 mesi suonati, pare capisca ben 4 lingue diverse!
Ancora non parla lui, ma si fa capire a suo modo e ogni tanto spara una parola nuova presa variamente dall'italiano o dall'americano. 
A casa noi parliamo italiano: siamo stati subito d'accordo con mio marito nel credere che non abbia senso che Teg impari l'americano da noi che siamo due italiani. Nonostante gli studi e la pratica, abbiamo entrambi residui di accento italiano quando parliamo in inglese. Inoltre, vorremmo preservare la lingua madre di Tegolina, l'italiano appunto.
Sicuramente, da questo punto di vista, il viaggio in Italia ha dato un bel po' di input a Teg che infatti è tornato negli States con un vocabolario arricchito di molte parole. Ora ad esempio Peppa sta per "cartoni animati, tutti", incluso Masha e l'orso che pero' da San Francisco guardiamo in inglese!  
La seconda lingua con cui Teg è venuto a contatto qui è proprio l'inglese/americano.
Lo sente parlare in tv e per radio dagli americani madrelingua, ma anche da mamma e papà che, in presenza di altre persone, passano rapidamente all'inglese nella conversazione. In queste situazioni ci rivolgiamo sia a Teg che ai presenti in questa lingua straniera ma se devo dire la verità, non ho mai notato segni di straniamento in lui quando questo succedeva, come se il passaggio da una lingua all'altra fosse per lui naturale. 


La terza lingua che Teg ha conosciuto qui è il messicano o meglio lo spagnolo messicano.
La babysitter che abbiamo avuto sin da quando era piccolino è una signora messicana che si rivolge a lui in spagnolo o a volte in americano visto che lei è bilingue.
Teg non ha trascorso moltissimo tempo con M. perché essendo mamma full time non ho richiesto spesso il suo aiuto. Lei rimane comunque la nostra babysitter di riferimento e nei periodi in cui ho lavorato o avevo bisogno di qualche ora di riposo, Teg è stato proprio con lei. 

La quarta ed ultima lingua con cui Teg è venuto a contatto è il turco. Da un anno a questa parte ho messo in atto una banca del tempo con una mamma di origini turche ma che vive negli Stati Uniti da più di 15 anni.
Ogni settimana mi prendo cura per 4 ore di Teg e della figlia della mia amica, una bimba turco-nipponica, 4 mesi più piccola di Teg. E la mia amica fa lo stesso in un altro giorno della settimana, occupandosi di Teg e permettendomi così di avere un po' di tempo per me. 


Quando abbiamo cominciato questa collaborazione tra mamme, abbiamo anche deciso insieme che ognuna di noi avrebbe parlato ai bimbi nella sua lingua madre per esporre i bimbi ad una nuova lingua: il turco per Teg e l'italiano per A. Sinceramente non mi aspettavo che Teg imparasse il turco, ma speravo solo che l'entrare in contatto con una nuova lingua stimolasse il suo cervello e aumentasse il numero di connessioni cerebrali, così come leggevo anche in un bellissimo libro di Barbara Abdelilah-Bauer, Guida per genitori di bambini bilingui, 2013 trovato sul comodino di Tiziana a Miami.
Ora, la prima volta che la mia amica turca mi disse che le sembrava che Teg capisse la sua lingua, io non le credetti. Del resto lei pure aveva dei dubbi. Siamo andate avanti e nei mesi lei ha comunque continuato a rivolgersi a lui in turco. Adesso, passato molto tempo da quel primo segnale, abbiamo quasi la certezza che Teg la capisca.
Potete immaginare la mia faccia quando sento lei dire qualcosa in turco e vedo lui fare qualcosa? Finisce che sono io quella che ha bisogno della traduzione!
E la bambina turco-nipponica? Ora mi risponde con un bel Ciao quando la mamma la viene a prendere e mentre sta con me ripete le parole importanti che dico, tipo Pizza =).
Probabilmente Teg ha memorizzato in turco alcune parole chiave (tipo libro, parco, scarpe) che gli tornano utili per capire che cosa la mia amica gli sta dicendo. Ma se anche fosse così, sarebbe una cosa bellissima solo per il fatto sta imparando un concetto difficilissimo per un bambino, cioè che lo stesso oggetto può avere nomi diversi in lingue diverse. Immaginate lo sforzo immane: un bambino che sente e parla una lingua soltanto impara che "quella cosa con i lacci che si infila ai piedi" si chiama scarpa. Un bambino bilingue invece impara da subito che quello stesso oggetto può chiamarsi scarpa per la mamma o shoe per l'amico sanfranciscano. Per me, che ho studiato lingue straniere da grande, questa naturalezza nell'apprendimento mi sembra magica e meravigliosa allo stesso tempo...

Certo il rischio che si corre in un contesto multilingue è di creare una certa confusione nella mente del bambino in un momento in cui sta imparando a parlare, ma credo anche che si tratti di una confusione temporanea che è in realtà sinonimo di ricchezza (linguistica, culturale, ecc...). Quindi cerco di non preoccuparmi troppo anche se la pediatra, che si attiene al manuale e non considera la differenze con i bambini plurilingue, mi ha detto in modo perentorio che ai 2 anni Teg dovrebbe essere in grado di dire almeno 2000 parole. Io non credo ci arriverà a 2000 entro novembre, a meno che non abbia un improvviso sviluppo del linguaggio. E sinceramente non voglio nemmeno focalizzarmi troppo su quel numero né credere troppo a questo tipo di generalizzazioni da manuale. Conto piuttosto su quegli studi che sostengono sia possibile che un bambino esposto a più lingue possa subire un ritardo del linguaggio e aspetto curiosa il momento in cui Teg comincerà a fare sul serio, giocando con le parole straniere e non, tutto a modo suo!  





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