giovedì 9 aprile 2015

Voci italiane a San Francisco # 6

Barbara è stata la prima italiana residente a San Francisco che contattammo dall'Italia prima ancora di trasferirci in California nel lontano 2012, ed è stata quindi la prima italiana che ebbi il piacere di conoscere una volta arrivata in città. Di lei ricordo bene la prima impressione: rimasi colpita dal suo muoversi svelta per le vie del campus universitario in cui lavora, che credo sia per lei quasi una seconda casa... Ricordo di averla guardata con gli occhi della novellina e di averla ammirata per quel suo essere così a suo agio in un mondo che invece a me appariva ancora così estraneo e in parte ostile.

Barbara, ti va di presentarti brevemente? Dicci un po' come sei arrivata in questa parte di mondo!     
Il mio nome è Barbara, ho 33 anni, sono siciliana e dopo il diploma di liceo scientifico ho iniziato a viaggiare. Laureata a Padova in Biotecnologie mediche, ho conseguito un dottorato di ricerca in biologia molecolare presso l’Istituto San Raffaele di Milano. Dopo il dottorato ho sentito il bisogno di andare via… la California con il suo mare ed il suo clima è stata una scelta naturale, in parte dettata dagli interessi scientifici, in parte una sorta di ritorno alle origini.   
San Francisco, Golden Gate Bridge

Che cosa offre San Francisco ad una giovane biologa italiana come te? 
Semplicemente la sensazione di essere una scienziata, di avere una professionalità che viene riconosciuta e rispettata. Certamente l’impegno richiesto è enorme, ma si abbandona la sensazione di essere precari sottopagati, costretti a supplire a mancanze economiche ed organizzative di un sistema come quello universitario italiano in cui la ricerca è troppo spesso abbandonata a se stessa. L’organizzazione dei laboratori e la certezza di fondi economici adeguati consentono di lavorare quanto meno con qualche pensiero in meno. Certo, a San Francisco si è comunque poveri con uno stipendio da postdoc, ma questo è un altro discorso… 

Che impressione ti ha fatto San Francisco appena arrivata? Per te è stato amore a prima vista oppure no?
Sicuramente, amore a prima vista. Mi mancava da tanto un posto così solare, dall’orizzonte aperto e con il mare sempre a portata di vista. Una città di stampo europeo ed un po’ eccentrica in cui pero’ il rispetto e l’attenzione per il prossimo sono sempre al primo posto. Grande attenzione per la natura, la spiritualità e la salute fisica. E’ una città che mi fa star bene.   

Che cosa ti ha stupito maggiormente di questa città? Raccontaci 5 dei tuoi cultural shocks!
- Gli uomini nudi che vagavano tranquillamente tra i bar ed i negozi del quartiere di Castro
- L’alto numero di senzatetto che stazionano in tranquillità in tutta la città
- Se sei un turista, con una cartina della città in mano, puoi stare certo che qualcuno ti fermerà per chiederti se può esserti d’aiuto, e dopo mille domande su chi sei, da dove vieni ecc. si preoccuperà di sapere se ti trovi bene a San Francisco. Anche se non sei un turista e sei senza cartina, incontrerai qualcuno sul tuo cammino che ti dirà qualcosa… anche solo un  “I love your hair!” anche nel giorno in cui sei uscita di casa con la sensazione di sembrare una pecora!
- Per motivi misteriosi i baristi impiegano un’eternità per preparare un espresso o un cappuccino (e se chiedi solo uno shot a volte si intristiscono). E per motivi ancora più inspiegabili sia il caffè che il cappuccino vengono serviti a temperatura di ebollizione!
- E’ tutto veramente grande, dalle confezioni del latte alle strade, dall’oceano alle nuvole, tutto GRANDE!
San Francisco, Ocean Beach vista dall'aereo

Un'isola felice in città?     
Quando ho bisogno di rilassarmi e ricaricare le batterie, inforco la bici e scappo ad Ocean Beach. Guardare l’orizzonte infinito dell’oceano e le onde cavalcate dai surfisti ti strega dalla prima volta. Quando non c’è abbastanza sole dal lato dell'oceano, opto per il waterfront vicino al Bay Bridge.

Uno spettacolo indimenticabile che ti resta nel cuore?     
Ho avuto l’occasione di sorvolare con un amico San Francisco ed i suoi dintorni su un piccolo aereo da turismo.
Lo spettacolo è davvero mozzafiato: i grattacieli superbi, l’oceano imbiancato dalle onde, il Golden Gate Park, che già ti sembra grande da terra, appare ancora piu’ grande dall’alto e poi la maestosità del Golden Gate Bridge e i vigneti delle regioni della Napa e di Sonoma… è una terra dai mille volti!

San Francisco, Grattacieli del Downtown
Quali posti hai suggerito di visitare ai tuoi amici in visita qui? 
Meritano certamente di essere visitati il Golden Gate Park, il De Young Museum e l'Academy of Science; ma la cosa sicuramente da fare è scoprire senza fretta la città, passeggiando tra i suoi quartieri tutti diversi ed unici e respirare le atmosfere che regalano: dall’eleganza colorata di Castro ai murales della Mission, dalle curatissime case vittoriane alle atmosfere hippy di Haight-Ashbury. 

Un cibo che hai scoperto a San Francisco e di cui non riesci più a fare a meno?
Sono troppo italiana! Con la cucina americana non ho un gran feeling… ho una lista infinita di cose che non mi piacciono come il peanut butter, il burro di arachidi! Comunque, un piatto tipico di San Francisco che mi piace è il cioppino, una zuppa di pesce, e devo ammettere che il pesce in alcuni ristoranti è cucinato bene (al netto dell’enorme quantitativo di aglio che spesso lo ricopre!). C’è molta varietà a San Francisco e mangio molto etnico da quando sono qui… spesso vietnamita, piatto preferito pan-fried noodles con le verdure. Ah, e mi piacciono i donuts!  

A che cosa ti sembra di aver rinunciato trasferendoti a San Francisco? E che cosa invece credi di aver guadagnato?
La lontananza dalla mia famiglia è certamente la cosa che mi pesa di più. Ma professionalmente ed anche umanamente è un'esperienza che mi ha sicuramente regalato e continua a regalarmi una maggiore sicurezza in me stessa ed anche una forte sensazione di libertà e indipendenza. Quando sono arrivata a San Francisco una delle prime persone che ho incontrato mi ha detto: "San Francisco è una città che ti cambia... c'è chi diventa vegano, chi si scopre appassionato di yoga, chi si trasforma in un hipster. Non andrai via da qui senza che San Francisco ti abbia cambiato in qualcosa". Credo che avesse ragione, non so ancora in cosa mi stia cambiando... vedremo! 

Ringrazio davvero tanto Barbara per averci raccontato della sua vita a San Francisco e per aver descritto così bene la nostra città! Devo dire che condivido molte delle sue impressioni e quanto è vera quella frase: San Francisco ti cambia, ti cambia eccome!

A voi lettori invece do appuntamento al 10 di maggio per la prossima intervista della rubrica "Voci italiane a San Francisco"! 

9 commenti:

  1. è sempre un grande piacere leggere i tuoi post e quando finalmente riuscirò a tornare a San Francisco, anche solo per una vacanza... sarai la prima italiana che contatterò :)

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    1. Grazie Claudia! E sarò ben contenta di incontrarti quando ripasserai di qui! =)

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  2. Molto bello questo racconto. Ma qualcuno mi tolga una curiosità, chè 'sta storia è un po' che la sento: in America il topless è proibito e poi a SF gli uomini girano nudi?

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    1. Ora, sai che San Francisco NON è l'America, come raccontavo dalle Amiche di Fuso! Ad ogni modo la nudità sanfranciscana è ancora molto discussa qui ed era stata proibita, ciò non toglie che spesso capiti di incontrare persone - specialmente uomini - che camminano nudi in città! Viva la libertà, no? ;)

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    2. Per me sì. Io sono sempre stato a favore del nudismo libero.

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    3. Ecco, allora una bella vacanza a San Francisco prima o poi te la devi fare!!

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  3. che bello che ci sia il rispetto e l'attenzione per il prossimo e per la natura, unitamente all'interesse per la spiritualità e per la salute fisica. Tanta voglia di sentire attorno l'interesse per il bene comune .... coltiviamolo sempre

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    1. Sì, hai proprio ragione: questa è proprio civiltà!

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  4. Come sempre intervista interessante con tanti punti di vista che magari si interpretano da lontano con stereotipi lontani dalla verità, e aspettiamo il prossimo 10, grazie

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