domenica 8 giugno 2014

Una domenica come tante, ma forse no... a San Francisco

Sveglia alle 5:50. 
Rinuncio all'idea di provare a fare riaddormentare Tegolina che è sveglio e arzillo nonostante la notte costellata di risvegli brevi e per me faticosi. I suoi occhi spalancati lasciano intendere il desiderio di andare in salotto a giocare. Trascorrono così un paio d'ore, passiamo da un gioco all'altro e arrivano le 7:30. Sono forse io un po' annoiata e mi viene voglia di uscire, di fare una passeggiata e di godermi il sole del mattino di una domenica qualunque che, attraverso i vetri della Maison Jaune, vedo luminosa e nitida. Così vesto Teg, poi mi vesto anch'io e usciamo soli, io e lui, in assoluto silenzio, quasi furtivi. 
Recupero il passeggino nello scantinato, lo apro e ci faccio accomodare Teg dal quale ricevo in cambio un grandissimo sorriso che immagino sia dovuto alla gioia di essere usciti. 
Partiamo quindi, senza una meta ben precisa ma desiderosi di girovagare un po' per le strade di San Francisco e di vederla così, al mattino presto. 
Attraversiamo quindi il quartiere di Noe Valley e lo scopro vuoto e spopolato a quest'ora.
San Francisco, Church Street
Lungo la strada incontriamo solo una signora anziana che Teg saluta con un sorriso a due denti, tutti quelli che ha al momento a sua disposizione! 
La signora non resiste al suo fascino e si ferma per scambiare quattro chiacchiere. 
Incrociamo anche un altro paio di persone, tutte con il giornale sotto al braccio. Mi vengono in mente, quasi proustianamente direi, i parigini che incrociavo al mattino presto mentre mi dirigevo al lavoro alla Bibliothèque Nationale, loro che se ne andavano in giro con la baguette che profumava ancora di forno sotto allo stesso braccio. 
Mi stupisco sinceramente e forse anche un po' ingenuamente del silenzio che avvolge le strade, ma penso anche che vi era la stessa atmosfera sopita a Padova di domenica mattina e a me è sempre piaciuta la città a quel modo, a quell'ora, quando ancora sembrava intorpidita dal sonno della notte. Qui la domenica è un po' diversa: non è concepita come un giorno di festa come lo intendiamo noi; si fa fatica a vedere la differenza con un giorno feriale, forse perchè tutti i negozi sono aperti o perchè le campane non suonano mai e solo a Pasqua e a Natale si può sentirne la voce. 
Ho la netta impressione di non aver mai visto San Francisco in queste vesti. Mi sembra ancora addormentata e io continuo ad esplorarla curiosa, con quella curiosità che si prova quando si vede un luogo per la prima volta. E forse è proprio così: la sto guardando con uno sguardo nuovo e mi sembra diversa, in questa luce diversa. E mi appare bella, tanto bella, illuminata da un caldo sole estivo. L'aria pero' è fresca, come quella delle mattine al mare, in vacanza.
San Francisco, Church Street
Alcune persone vedo che attendono sulla strada l'apertura di un locale. Vogliono fare colazione lì evidentemente. 
Sono le 8 ormai. 
Credo di non essermi mai trovata davanti ad una scena del genere perchè non mi sono mai alzata così presto per uscire di casa a fare una semplice passeggiata per le vie del quartiere. 
Raggiungo la 24th Street, trovandola deserta, deserta così come non l'ho mai vista. 
E mi fa un effetto stranissimo.
San Francisco, 24th Street
Riesco addirittura a scattare una foto al centro della strada, una strada che solitamente è molto trafficata e che si fa fatica ad attraversare. Oggi sembra siano spariti tutti, anche dai marciapiedi sui quali generalmente ci si dà il turno per passare in settimana visto il grande numero di passeggini in quello che può essere considerato il cuore di Noe Valley, il quartiere delle famigliole che, non a caso, è detto anche Stroller Valley (=la valle del passeggino)! 
Percorriamo la 24th Street e incrociamo solo poche persone. Ci sono alcuni bambini che paiono divertiti: c'è chi si gongola al sole e chi si lascia ancora portare a spasso nel passeggino o nel marsupio. 
I negozi sono per la maggior parte chiusi. Ma dalle porte di qualche locale esce un forte odore di caffè americano, o di croissants o ancora, di uova con bacon. Mi viene inevitabilmente voglia di fare colazione e sulla via del ritorno,  mi fermo a prendere un paio di donuts all'angolo.
Me ne torno alla Maison Jaune con un prezioso sacchettino di carta bianca da cui esce il profumo delle ciambelle appena sfornate. Questa domenica americana è iniziata così!
Alla prossima 
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