venerdì 13 dicembre 2013

Il magico albero di origami

Siamo di fronte al City Hall di San Francisco, un edificio imponente che si erge nel centro civico. Ci capitiamo per caso questa settimana in una delle nostre peregrinazioni mattutine. Non ho mai visitato l'interno, nemmeno quando arrivai da turista in città nel 2010. 
Una volta varcata la soglia, ci troviamo davanti due guardie che controllano il contenuto di ogni borsa prima di farci passare sotto al metal detector: i pannolini di Teg non fanno suonare l'allarme, salvi! Procediamo dunque a passo lieve all'interno del palazzo, che è veramente enorme. 
Mi sento una formichina in esplorazione con il naso perennemente all'insù... 
La sala  centrale è di un bianco abbagliante e non sembra avere niente da invidiare agli interni maestosi di alcuni palazzi storici della nostra penisola. Tutto è molto scenografico e teatrale. Tuttavia, la perfezione intatta di ogni dettaglio rivela che non si tratta di un palazzo storico ma piuttosto di un'imitazione, cosa piuttosto comune qui in America dove spesso i palazzi nascono da un bel mix "del meglio di...", riunendo insieme dettagli di edifici europei o orientali anche di epoche diverse. 
Lo sguardo viene catturato irrimediabilmente dalla lunga e ripida scalinata in marmo, al culmine della quale si trova uno splendido albero di Natale che scoprirò essere alto 25 piedi (=7,62 metri)
Aggiriamo la scalinata, che col passeggino risulta impossibile da percorrere, e arriviamo al primo piano con l'ascensore.
Lungo la strada, troviamo una locandina che spiega la presenza di questo albero: The World Tree of Hope (=l'albero mondiale della speranza). 
Mi viene da dire: ma qual bel titolo per un progetto che intende promuovere la pace, l'amore e l'altruismo a livello mondiale in questo particolare periodo dell'anno! (qui se volete altre informazioni sul progetto).
L'albero è stato donato al mondo dalla comunità di lesbici, omosessuali, bisex e trans di San Francisco (LGBT) e il progetto è stato seguito dall'associazione internazionale e umanitaria Rainbow World Fund che è strettamente dipendente da questo gruppo.
Non si può non rimanere a bocca aperta nell'avvicinarsi a questo abete decorato da qualche lucetta bianca e soprattutto da 12.000 gru di origami! 
Ma perchè proprio delle gru?
A quanto pare l'albero si ispira alla triste storia di una bambina giapponese, Sadako Sasaki che a dodici anni morì di leucemia, esattamente dieci anni dopo il lancio della bomba di Hiroshima. Mentre si trovava all'ospedale per le cure, le fu raccontata una leggenda nipponica secondo la quale chi fosse stato in grado di piegare un migliaio di gru di carta avrebbe potuto esprimere un desiderio. Sadako non riuscì a farlo, ma fu comunque sepolta insieme a 1000 gru di origami realizzate dai suoi compagni di classe. Nel 1955 la gru è diventata quindi il simbolo della pace a livello mondiale e il desiderio di guarire di Sadako si è trasformato in una speranza di pace per il mondo intero...    
Ogni gru appesa all'albero del municipio contiene pertanto l'espressione di un desiderio. Tra i personaggi famosi che hanno inviato un proprio pensiero abbiamo il presidente Obama, Hillary Clinton, Isabella Allende, Mariela Castro e Shirley Temple. Ma tutti noi possiamo prendere parte a questa bellissima iniziativa: si possono infatti mandare gratuitamente i propri auguri via mail o entrando nel sito: http://rainbowfund.org/tree. Le nostre parole verranno stampate e diventeranno altre gru che saranno appese all'albero da un gruppo composto dai volontari della LGBT e della comunità nipponica in America, dai sopravvissuti alla bomba di Hiroshima, da bambini locali e dai prigionieri condannati a morte della prigione di San Quentin.
Al prossimo desiderio quindi

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...