lunedì 16 dicembre 2013

American party vs Festa italiana

Reduci da un weekend festaiolo prenatalizio, che ci ha visti passare da un party tutto americano, organizzato da americani per americani, in cui noi tre facevamo la parte degli stranieri, ad una festa tutta italiana, organizzata da italiani per italiani espatriati, in cui noi facevamo la parte dei padovani in mezzo ad una folla di lombardi, mi sento pronta a parlarvi del confronto... 

American Party
Siamo a casa dei padroni della nostra Maison Jaune sabato pomeriggio alle 5.30 pm. Loro ve li ricordate no? Sono una coppia omosessuale di cinquantenni, con al seguito un cagnone che adorano e un figlio trentenne, ormai padre a sua volta di una dolcissima e simpatica bimbetta. Per descrivere l'atmosfera della festa, dico questo: pareva di essere finiti sul set di un film di Woody Allen! I personaggi presenti: L'Infermiera cinquantenne stralunata, vestita anni Trenta, che parla velocissima e più beve e più le vengono in mente delle battute e dei discorsi al limite dell'assurdo; Il Filosofo che, anche lui col bicchiere sempre colmo, divulga le sue riflessioni relative ai libri ambientati in Africa, alla vita e alle scelte da fare nella vita, aggiungendo pure qualche considerazione sui benefici del nuoto che lui pratica regolarmente; poi c'è Il Fuggitivo, ovvero colui che non riesce a stare in salotto a sentire parlare di cani... e del loro sentimento di compassione, quindi fugge in cucina e si arena lì in compagnia dell'Infermiera e del Filosofo e degli italiani. Non mancano gli Psicoterapeuti: una coppia di sessantenni (lui, la reincarnazione di Freud; lei, una nonnetta tutta sprint incapace di stare ferma per più di due minuti); e per finire, l'Avvocato, una donna tutta d'un pezzo, sposata con un biologo sensibile e innamorato del loro bambino treenne, la quale dichiarerà di aver acquistato solo qualche vestito decente (cioè firmato!) per il figlio, "Giusto per andare alle feste". E poi, gli italiani che cercano disperatamente di agguantare Tegolina mentre passa di mano in mano tra gli invitati, continuando a dormire di sasso sotto gli occhi attoniti dei presenti...
La tavola è ricca di specialità mediterranee preparate dai padroni di casa: hummus, peperoni arrostiti, tzatziki, polenta, polpa di granchio, formaggi francesi... una sorta di tocco esotico che in una festa del genere non può proprio mancare! 
I regali per i bambini sono sopra ad un caminetto cieco. 
Solo Tegolina avrà la curiosità di aprire il suo (fino a Natale la mamma non poteva resistere!). Nel pacchettino trova una ranocchia di legno e una mucca eco-friendly e polyester free realizzata interamente con cotone biologico e fibra naturale di granoturco, rispettando perfettamente lo spirito sanfranciscano!
Alla fine della festa, che si chiude con il grande successo della mia torta di mele che si scontra con gli eccessi di burro, cioccolato e cannella delle torte americane, veniamo riaccompagnati a casa dal figlio dei padroni di casa che nel tragitto ci tiene a sottolineare il nostro coraggio nell'aver scelto di lasciare l'Italia, la famiglia e gli amici; lui ammette che non riuscirebbe mai a farlo...

La festa italiana
Siamo a casa di amici di amici domenica alle 3. La comunità italiana nella Bay Area è molto forte e facilmente capita di trovarsi con altri italiani, soprattutto in occasione delle festività (ricordate la prima Pasquetta in California?). La festa è decisamente più affollata: siamo circa in 40 e ci sono tanti, tanti bambini. Tegolina è il più piccolo... di età ma non di peso o di dimensioni visto che doppia una bimbetta nata due mesi prima di lui! 
Sulla tavola appaiono schierati tutti i pandori e i panettoni che si è riusciti a racimolare vagando per i negozi e grazie alle spedizioni di Amazon. Sembrano quasi un miraggio quelle fette di pandoro a stella... Ci sono anche delle cose fatte in casa: una focaccia altissima, dei baci di dama salati e una meringata ai frutti di bosco, che non faccio neanche a tempo ad assaggiare. 
Nel salotto, musica dal vivo: basta una chitarra per far cantare gli italiani e naturalmente, dopo le canzoni natalizie, risuonano nell'aria le note di "Azzurro" di Celentano, che è sempre nella top ten quando c'è un ritrovo di italiani! Solo l'arrivo di Babbo Natale in persona interrompe il karaoke: tutti i bambini si siedono per terra e vengono distribuiti i regali. Tegolina in questo caso si guadagna un bel bavaglino bianco e blu dell'Ikea e se ne torna a casa contento!

Difficile dire "Meglio una... meglio l'altra": sinceramente penso che entrambi questi mondi abbiano aspetti positivi e negativi tra le loro peculiarità; mi sembra che trovarsi qui adesso significhi semplicemente poter godere di entrambe le esperienze!  
Alla prossima
   

12 commenti:

  1. Fantastico ! Mi sono piaciute un sacco i due resoconti e adoro tegolina! The number one

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  2. È molto bello che in così poco tempo vi siate inseriti così bene. Di solito è facile restare soli a lungo quando si va a vivere in un posto nuovo.

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    1. Hai ragione, Luciano: la solitudine è sicuramente un tratto comune all'espatriato, ma cerchiamo di vincerla... e sicuramente queste feste aiutano molto! ;)

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  3. e poi avrai il Natale in casa dei nomadi un po' milanesi, un po' americani, un po' piemontesi e anche un po' siculi...non vabbè non ci facciamo mancare niente noi!

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    1. Io porto un po' di padovanità e baresaggine, ok?

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  4. voi siete veramente dei ragazzi prodigio... considera che Nicolò pesa 6 chili e 100 ora che di mesi di vita ne ha quasi tre e tutti dicono che sembra molto più grande dell'età che ha. Effettivamente ora la schiena inizia a mandare segnali di sos

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    1. Ognuna diversa ma per questo speciale!

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  6. Stare all'estero è veramente un'ottima occasione per prendere usi e costumi del popolo che ti ospita, e di arricchire il proprio vissuto con quello che ti circonda. Decisamente un'esperienza che arricchisce. Arraffa tutte le esperienze finchè puoi

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