mercoledì 17 aprile 2013

Voci nella Bart

Solitamente quando viaggio nella metro, che qui a San Francisco è denominata BART, il silenzio regna sovrano. In genere le persone leggono, ascoltano musica, utilizzano i loro telefoni per isolarsi e impiegare come meglio credono il tempo che devono trascorrere su questo mezzo.
Oggi, forse per la prima volta da quando sono qui, ho sentito invece delle voci, tante voci. Un chiacchiericcio continuo che ha accompagnato tutto il viaggio. Risate. Parole. Fiumi di parole. 
Erano gli studenti della University of California, Berkeley o, come la chiamano qui, Cal
University of California, Berkeley
Stavano andando da Berkeley a San Francisco, con la BART appunto. Erano una decina e portavano con loro una bottiglia di vino rosso e forse una torta dentro ad un sacchetto di plastica.  Tempo di festeggiamenti, se non una particolare full immersion nello studio, fuori sede.
Nella metro discutevano appassionati questioni relative al loro indirizzo di studi ma non solo: parlavano delle scelte di Obama, delle leggi federali, di nuovi modi di intendere la politica.
Li ho osservati in silenzio, pensando a quello che mi piace di loro, degli studenti universitari americani in genere:
sono curiosi e non si tirano mai indietro dal fare una domanda;
sono determinati;
sono appassionati ed entusiasti e amano ciò che fanno e lo fanno vedere;
sono orgogliosi della loro appartenenza alla loro università e mostrano con fierezza, soprattutto nel campus, magliette, pantaloni, zaini, calzini, fascette e ombrelli... Cal (e che ve lo dico a fare che qui i gadget si sprecano?!);
e infine, portano negli occhi i loro sogni. 
Generalizzo, ma dico che nella mia esperienza raramente mi è capitato di trovare tutto questo negli studenti universitari italiani che a volte mi appaiono quasi annoiati e pigri nei loro studi. A volte chiedo loro perché hanno scelto un determinato percorso e mi sento dire che non lo sanno. Mi rammarico per questo atteggiamento che mi sembra passivo, apatico e per questa indifferenza nei confronti di scelte che ai miei occhi rappresentano il loro futuro. E vorrei che vedessero che c'è un altro modo per affrontare il loro stesso percorso, che ci sono atteggiamenti alternativi e che uno spirito positivo può cambiare molte cose. Vorrei per questo che girassero il mondo e vedessero con i loro occhi come si fa ad avere i propri sogni nello sguardo... 
Alla prossima

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