domenica 20 gennaio 2013

Mavericks nel giorno perfetto

L'oceano, imponente, con le sue onde, giganti, le scogliere, altissime battute dal vento e accese da un sole talmente caldo da dare il capogiro sotto un cielo che più terso di così non si poteva immaginare. 
E questi grandi campioni capaci di sollevarsi sulla cima di questi giganti d'acqua e di scivolare sulle onde sfruttando le correnti più rischiose, attraversandone la curvatura e sfiorandone il contorno con le dita per il puro piacere di essere lì sulla propria tavola a surfare, baciati dal sole della California.
E chi se la scorda una giornata del genere?  
Il mito è diventato realtà oggi! 
Per la prima volta abbiamo visto una gara di surf in diretta a Half Moon Bay, a pochi chilometri di distanza da San Francisco. Una gara che mi ha fatto venire la pelle d'oca per l'emozione! 
Ecco il vincitore Peter Mel, un quarantatreenne di Santa Cruz, poco distante da qui.
Il vincitore (foto presa da http://mavericksinvitational.com/)
Il setting per la visione della gara non era un gran che. Non si può accedere alla spiaggia o alle scogliere attorno per questioni di sicurezza e comunque i surfisti cavalcano le onde piuttosto a largo, per cui in ogni caso non li avremmo visti da vicino. 
Ci siamo quindi dovuti accontentare del grande schermo piazzato nel cuore di questa piccola cittadina di mare. 
Presente Cabot Cove della mitica Jessica Fletcher
Ecco una cosa del genere. 
Visione comunitaria insieme a molti americani interessati e partecipi che si lasciavano sfuggire "Ohhhhhhhhh" e "Woooooow" per ogni onda spettacolare o per ogni impresa eccezionale.
Sulle tavole di ogni surfista era stata fissata una webcam che permetteva di seguire il campione in azione, momento per momento, a partire dall'avvicinamento all'onda.  Pareva di essere lì con loro sulla tavola in mezzo all'Oceano.
Vederli salire, salire, salire fino a raggiungere l'apice di queste onde giganti e poi montare sul loro destriero, è p-a-z-z-e-s-c-o! Pensi che non ce la possano fare, che cadranno, scivoleranno, si tufferanno in acqua. E invece, nella maggior parte dei casi, con un tempismo perfetto che aveva davvero qualcosa di incantato, salivano sulla tavola con estrema facilità e restavano lì sopra, quasi come se i piedi fossero un tutt'uno con quel pezzo di legno. Attraversavano l'onda, la cavalzavano, ci giocavano, la inseguivano o viceversa si facevano rincorrere da quella valanga d'acqua.
Non saprei come altro spiegarvelo...
Certo che essere lì, era tutta un'altra cosa. 
Anche perchè la strada che ci ha portati sino a Half Moon Bay è davvero bellissima: costeggia l'Oceano, sale e scende attraverso le montagne circostanti e ti presenta paesaggi selvaggi mozzafiato, dalle scogliere giallo ocra che si tuffano nel blu dell'Oceano. Ci siamo resi subito conto da lì delle effettive dimensioni di quelle onde e dell'enorme massa d'acqua che si spostava
Ci vuole proprio un grande coraggio per surfare le Mavericks. E ci vogliono: una preparazione fisica notevole, allenamento, tanto, forza, concentrazione, impegno. Non so nemmeno come questi campioni abbiano potuto risalire la corrente - e che corrente - e cavalcare quelle onde dalle 7:30 di questa mattina alle 16:00 di questo pomeriggio. Eppure lo hanno fatto. Sincera ammirazione! 
La nostra giornata è poi proseguita sulla spiaggia, dove non si poteva proprio evitare di andare vista la temperatura quasi estiva. E così ci siamo goduti ancora il sole e il profumo dell'Oceano.
Sto guarendo dal Cultural shock, ve lo dico!
Alla prossima,
Sabina

5 commenti:

  1. non posso che ringraziarti per farci vedere questo!!!!! e in questi giorni, non posso che invidiarvi per questi colori e paesaggi sole, profumo di oceano = cura contro cultural shock

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  2. per te che guarisci qui giù c'è qualcuno che si "ammala" di cultural shock! E mi sa che nell'adriatico non ci sarà mai nulla del genere, eh?!?!

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    1. Mi sa che devi venire qui per guarire!
      Ti aspetto allora!

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  3. Fantastico! E poi Half Moon Bay è proprio un bel posto!

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