venerdì 26 ottobre 2012

A-n-c-i-e-n-t

Rieccomi qui dall'altra parte dell'Oceano a riprendere i miei racconti da San Francisco. Ne ho giusto uno pronto che mi sta dando molto da pensare...

Ieri mi trovavo sulla metro, di ritorno da Berkeley - che dista circa una mezz'ora verso nord dalla city - e una signora di circa sessanta anni mi si è seduta accanto. 
Stava guardando il suo telefono ed ad un certo punto, ha interrotto la mia lettura con la seguente domanda: "Excuse me, how do you spell Ancient?". 
Io l'ho guardata perplessa. 
Allora, lei ha fatto seguire una sorta di spiegazione alla sua domanda: "You know, the word for old". 
Queste sue parole mi hanno fatto pensare che evidentemente credeva che io fossi perplessa perchè non conoscevo la parola. Ma non era mica questo il problema! Conoscevo benissimo il termine, ma mi stavo semplicemente chiedendo come fosse possibile che lei non sapesse da quale lettere fosse composta quella parola che lei stessa aveva pronunciato. E che, per di più, stesse chiedendo ad una italiana di darle la risposta.
Improvvisamente mi vengono in mente le prime lezioni e i primi dettati di inglese e l'insistenza della mia professoressa - che per ogni lezione aveva calze nuove dalle improbabili fantasie da sfoggiare in aula - sulle questioni dello spelling. 

Non è la prima volta che mi capita qui che qualcuno mi chieda come si scrive una parola. Questo mi fa pensare che alcuni americani sappiano pronunciare alcuni termini e li usino comunemente nelle conversazioni, ma non saprebbero scriverli correttamente. 
Ho pensato che la stessa cosa potrebbe succedere in Italia, ma forse da noi la stessa signora - nella sua versione italiana - avrebbe dimostrato un po' più di imbarazzo nel chiedermi: "Ma com'è che si scrive Antico?". In qualche modo, avrebbe così dichiarato una sua mancanza e questo l'avrebbe forse messa un po' a disagio. 
In America invece ho notato due reazioni diverse al non sapere come scrivere una parola: 
1. minimizzano sulla cosa, buttandola sul ridere e sottolineando l'importanza del saper 'dire', piuttosto che del saper 'scrivere'; 
2. innocentemente chiedono a qualcun altro di sopperire alla loro mancanza, ma senza mostrare imbarazzo alcuno, quasi fosse normale. 
Insomma, io sono ancora perplessa per quell'ingenuo candore con cui quella signora mi si è rivolta... Ma sono anche molto combattuta: è davvero così terribile non saper scrivere una parola e chiedere a qualcuno questa informazione? 
Alla prossima,
Sabina

7 commenti:

  1. guarda, eppure e' cosi... considera che molte parole si pronunciano allo stesso modo seppur scrivendosi in modo diverso... ed e' per questo che fanno le gare di spelling (che non ricordo come si chiamano)

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    1. Sì, conosco bene le gare di spelling di cui parli e capisco anche che ci siano delle difficoltà nel distinguere pronuncia e parola scritta, ma ancora non mi capacito...
      Insomma, alle elementari si impareranno pure certe cose! O no?

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  2. la scena di Lisa che va alla gare di spelling è la prima scena che si è formata leggendo queste impressioni, troppo divertente. Effettivamente non capivo nemmeno io in cosa consisteva la difficoltà dello spelling. Adesso leggendo messaggi, commenti, bigliettini,temi, eccetera penso che un po di spelling non farebbe male!

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    1. Xkè dc csì? dvv?
      :-) ti prendo un po' in giro, ma condivido a pieno il tuo pensiero

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  3. A me ha fatto pensare ad una persona ancient :) che magari non ricorda piu' la grammatica.. o che non e' mai andata a scuola, chissa'.

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  4. Beh, pero' non era così anziana la signora! Ma magari si era davvero scordata come si scrivesse la parola... e chi lo sa?!?

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  5. oh ! E' un problema che mi si è posto quando ho cercato di provvedere all'alfabetizzazione di alunni stranieri (arabi, cinesi, tailandesi,..)...sapevano pronunciare dei suoni (parole) appropriati o quasi e sapevano anche intendere suoni/parole ma quando si trattava di tradurre i suoni/parole in grafemi alfabetici...succedeva di tutto e anche dopo parecchie lezioni...la traduzione restava qua e là incerta. Credo si tratti di un problema che si presenta a tutti passando dalla lingua orale a quella scritta solo che per l'italiano pare che le cose siano piuttosto facilitate stante (tra l'altro) che i suoni e le parole di difficile traduzione risultano pochi: i suoni gn, gli, glie, sci, sce, il doppio suono della esse e della zeta, qu,....per altre lingue il problema è più complesso e così deve essere anche per l'inglese. Mio cugino Mario, a Port Elizabeth in Sud Africa, ha trascorso quasi tutto il primo anno di scuola elementare a esercitarsi nello spelling tanto che mia zia era alquanto indispettita perchè.... a scuola non gli insegnavano...niente ! Ma sono passati parecchi anni ! Anche passando dal dialetto veneto (parlato) a quello scritto si riscontrano parecchie incertezze.... è un bel problema !

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