sabato 5 maggio 2012

La signora Maria: la fantastica storia di una sorrentina in California

Oggi vorrei raccontarvi la storia della signora Maria, una donnina tutto pepe, alta circa un metro e un tappo, ma con una foltissima chioma bionda cotonata che la fa sembrare decisamente più alta, che dalla lontana Sorrento arrivò qui in California negli anni Sessanta. La storia di un'immigrante felice insomma, che qui ha  potuto trovare la sua fortuna. 
Innanzitutto va detto che la signora Maria possiede un ristorante italiano a Mill Valley, un paese poco distante da San Francisco (sarà circa a una mezz'ora di strada andando verso nord).
Comunque, a Mill Valley abita un amico di un amico dei miei che siamo andati a conoscere qualche settimana fa. Proprio grazie a questo signore che vive in California da ormai trent'anni, siamo finiti in questo ristorante la cui cucina sorrentina fa impazzire non solo il popolo americano, ma anche quello nord-italiano che della mozzarella campana conosce purtroppo solo la fama! Beh, la specialità della signora Maria sono i ravioli, un piatto poco meridionale, penserete e infatti, quando gliel'ho fatto notare, mi ha detto che se lo era inventato suo figlio che fa appunto il cuoco lì e che pur essendo nato in America, ha il DNA propriamente "terrone" - fatemi passare questo termine estremamente affettuoso - proprio come ce l'ho io. Questi ravioli verdi comunque sono ripieni di una mozzarella filante e saporita, come non ne ho mai assaggiata una a Padova, e sono serviti su un letto di salsa rossa che parla proprio del nostro amato Sud.  Un piatto indimenticabile insomma...
Al di là di questi sapori poco indigeni ma molto molto apprezzati da noi italiani emigrati qui, voglio dirvi che l'altra sera ho avuto modo di parlare con la signora Maria e mi sono fatta raccontare la sua storia, così affascinante, così avventurosa, così reale... 
Ah, dovreste vederla la signora Maria... e dovreste sentirla parlare: intramezza parole in inglese a termini italiani pronunciati in pieno accento sorrentino. "You know, se pò fa"; "So, me ne andai da Sorrento e arrivai qui con mio marito". Uno spasso starla a sentire e vederle gli occhi brillare durante i suoi racconti! 
E mentre la ascoltavo, ho provato la stessa sensazione piacevole che provavo ogni qualvolta la mia nonna mi raccontava della sua gioventù, di quello che faceva lei a Terlizzi, dei suoi fratelli, di come aveva incontrato il nonno, di come viveva appena trasferitasi a Bari... Ecco io l'altra sera ascoltavo la signora Maria con la stessa curiosità e con il cuore completamente aperto, come facevo sempre con la nonna e come con lei, pendevo dalle labbra di questa donna in attesa di una storia che sapevo mi avrebbe fatto fare un salto incredibile nel passato. E davvero, sarei rimasta tutta la notte ad ascolare i racconti della signora Maria, che della mia cara nonna porta pure il nome.
So che non vedete l'ora di sapere come mai una sorrentina d.o.c. è giunta oltre Oceano e ha aperto un locale che riscuote grandissimo successo, e quindi ora vi racconterò la sua avventura. 
La signora Maria viveva a Sorrento tranquilla, aveva la fortuna di avere una bella famiglia, molto open-minded "per il mio tempo, se capisc'" - ha aggiunto - mentre suo marito, che lei aveva sposato solo da qualche mese, non era così fortunato. Il padre aveva un'azienda che produceva mattoni e voleva che lui lavorasse lì, ma lui proprio non ne voleva sapere di fare mattoni per tutta la vita.  Era giovane e pieno di speranza, di sogni da realizzare... Durante l'estate conobbero al mare un ambasciatore italiano in visita a Sorrento che sarebbe dovuto andare a lavorare in Francia. Divennero amici e l'ambasciatore un giorno chiese al marito di Maria se conosceva qualcuno che avrebbe potuto seguirlo in Francia per lavorare come suo autista. Il marito di Maria andò dalla moglie e le disse "Vuoi sentì? Che abbiamo da fare qua? Andiamocene noi". Ma l'ambasciatore non ne volle sapere perchè i due si erano appena sposati e avrebbero avuto presto dei figli - e quindi la questione si faceva troppo complicata per lui. Qualche tempo dopo però, un amico dell'ambasciatore li contattò personalmente e chiese loro se volevano seguirlo in Canada o in America, ancora non lo sapeva. I due, si guardarono nuovamente negli occhi, e decisero che qualunque meta sarebbe stata meglio di Sorrento e dell'azienda di mattoni per loro. "So, partimmo con la nave" - mi dice la signora Maria. "La nave era pure grande, ma puoi mmaginare in mezzo alle onde dell'Oceano, quella diventava una barchetta. E dopo 8 giorni di navigazione, con le onde altissime, e il mare sempre in tempesta, con un freddo che bisognava starsene nascosti in cabina, arrivammo a New York e quello (l'ambasciatore) ci disse che dovevamo prendere un aereo per arrivare a San Francisco". Notare che la signora Maria dice proprio "SAN FRANCISCO", come è scritto insomma. E lei a quel punto disse: "Ma come? L'aereo? E dove ce ne dobbiamo andare?". Poi guarda me e mi dice: "You know, gli aerei non erano mica come quelli di oggi. Quello era un piccolo aereo con 4 motori soli. You know, durante il viaggio c'era pure un tempaccio e io sentivo i rumori delle palle di neve sulle ali - bom, bom, bom. Poi, però, ci facemmo coraggio perchè a quel punto o ce ne tornavamo indietro, oppure provavamo ad andare avanti e quindi decidemmo di fare un tentativo. Alla peggio, saremmo tornati a Sorrento. Arrivammo qua in California e ci stava un bel clima, c'era il sole come ci stava a Sorrento e mio marito cominciò a lavorare come guidatore, ed eravamo felici. So, decidemmo di rimanere, anche dopo che mio marito perse il lavoro e ne dovette cercare uno nuovo. Io gli dissi: Senti, ma noi che ci torniamo a fare a Sorrento? I nostri figli qua possono avere un futuro... là in Italia che se ne devono stare a fare?". E così la signora Maria mi spiega che a quel tempo i ragazzi avrebbero potuto lavorare solo nel turismo a Sorrento, guidare le barche per i visitatori del luogo e non molto altro, e dal suo punto di vista quello non significava avere un futuro. E così insistette col marito: "Qua magari si possono trovare un bel lavoro, possono stare meglio." E fu così che i due decisero di restare in California con i loro tre ragazzi: uno ora fa il cuoco nel locale che hanno aperto diverso tempo fa, un altro ha lavorato nella borsa e ora vende case, mentre del terzo non mi ha raccontato niente.
Un racconto intenso il suo, pieno di scelte difficili ma fatte con tanto coraggio, di direzioni intraprese con il rischio che tutto andasse a finire male e che si dovesse tornare indietro. Non so se sono riuscita a rendere un po' l'atmosfera di questo affascinante dialogo che ho avuto con la signora Maria, non so se sono riuscita  davvero a trasmettervi almeno parte di quell'emozione che io ho provato nel sentire questa storia, ma so che al ristorante della signora Maria ci torneremo presto perchè mi sono sentita a casa....
A presto,
Sabina             

3 commenti:

  1. Si penso di comprendere. Mi sembra di vedermi ad ascoltare per prima, da piccola, i racconti di mio papà, dell'Africa, della guerra, della prigionia e dei campi di concentramento, poi dal nonno e dalle zie tutti i racconti dei vari intrecci delle loro vite, amori, lavoro, miserie, sofferenze, e tante piccole cose belle. E non mi stanco mai di ascoltare con meraviglia il vissuto degli altri sapendo che fa parte di me e della mia storia. Ricordo le ore passate al baracchino frutta vicino al campeggio (che non nomino) ad ascoltare le storie della signora, lasciando stare mare, sole e relax. E mi capita continuamente con chiunque, sia negoziante, o uno che chiede informazioni, o una signora che incrocio per strada o qualche parente. E vedo che le mie domande non disturbano ma sono tutti in attesa di raccontare. Ieri sera dalla zia Stella era arrivato Bepin e noi stavamo andando....beh ci ha rincorso fino all'uscita chiacchierando e so che ci avrebbe trattenuti fino alla fine del turno!. La carta geografica è proprio utile come tu ben sai:

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  2. Bellissimo :) ! Mi sa tanto di nonna Titti quando mi raccontava di lei e nonno quando lei lo aspettava a Napoli! So, però voi non fate come la signora Maria e consorte eh, tornate eh :) !
    Noi stiamo andando a Rimini, ci aspetta l'Italia in miniatura :) ! Bacio

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