lunedì 22 aprile 2013

Buon primo compleanno Living in San Francisco!

Incredibile ma vero: è già passato un anno da quando siamo approdati in terra straniera ed è già passato un anno da quando ho cominciato questa avventura da blogger qui a San Francisco. 
Ero seduta su un materasso appoggiato a terra in una delle case temporanee nelle quali abbiamo alloggiato durante la disperata ricerca di una casa, quando ho cominciato a scrivere. Erano giorni in cui si girava come trottole per una città ancora sconosciuta, con la speranza sempre in tasca e tanto coraggio per intraprendere un nuovo cammino dal sapore tutto americano. Con noi, solo due valigie piene per uno, nelle quali avevamo messo tutti i pezzi più significativi della nostra vita in Italia, quelli che proprio non ci andava di lasciare lì. Tanta era la speranza nel cuore nell'attesa di scoprire che ne sarebbe stato di noi in questa parte di mondo e l'idea di condividere questa esperienza, di lasciare la porta aperta su questa avventura internazionale mi sembrava il modo migliore per viverla a pieno e per assaporarne i dettagli. 
Di resoconti di questo primo anno vissuto in California se ne potrebbero fare molti e potrei raccontarvi gioie e dolori, quelli che sono stati i sogni realizzati e quelli disillusi, le speranze che sono diventate realtà e quelle che rimangono nel cuore, ma del resto... la vita è questa, in qualunque angolo di mondo ti trovi. 
Quello che posso dirvi è che dopo un anno qui è evidente che non abbiamo ancora finito di scoprire San Francisco e i suoi dintorni, ed ogni uscita continua ad essere una vera scoperta! 
In questi giorni il tempo è eccezionale: penso di non aver mai visto giornate così estive qui. E con l'occasione, e grazie anche alla presenza di Susanna e Domenico, due cari amici che sono passati a trovarci nel weekend, ho avuto modo di esplorare un altro angolo a me poco noto della Bay Area
Siamo stati al Point Reyes National Seashore, un parco nazionale sulla costa, che dista solo qualche ora d'auto da San Francisco in direzione nord (qui per qualche dettaglio sul luogo). 
Passeggiata non troppo impegnativa ma degna di nota quella denominata Abbotts Lagoon (= Laguna degli abati): 3.2 km a piedi per raggiungere un'ampia spiaggia selvaggia bagnata dall'acqua turchese e limpida dell'Oceano. Mi sono venute in mente le spiagge della Baja California, ma qui mancavano i pellicani messicani e diverse erano anche le tonalità dell'acqua!
Il sentiero che conduce all'Oceano attraversa pacifici campi di spighe dorate che ondeggiavano in balia del vento. I colli, dalle morbide linee, si sposano perfettamente con l'andamento serpentino del cammino, percorso con la curiosità di scoprirne le diverse vedute. 


Sui prati verdeggianti, mucche al pascolo, ai piedi delle colline, creavano un'immagine insolita per la California che ho avuto in mente sino a questo momento. Ho pensato piuttosto alla Svizzera, ai silenziosi paesaggi di verde e d'azzurro tra le fresche montagne ma l'aria qui è diversa e il sole è molto più caldo. 
Tra l'erba, fiori selvatici di varie specie e colori: tanti papaveri gialli che sbucavano nel verde e che, al tramonto, hanno sigillato le loro corolle nascondendone i dettagli arancioni visti qualche ora prima nella luce chiara del mattino
E c'erano anche gli iris, i cui petali parevano dipinti per quanto erano dettagliati nelle loro forme. 
Un'esplosione di colore che celebra la primavera baciata dal sole ma che solo un occhio attento poteva notare tra l'erba!







E solo un occhio attento poteva notare che tra le foglie di un cespuglio, una coppia di libellule celebrava l'amore.
Le ali argentate vibravano nell'aria a sostenere il leggero peso dei corpi, e così le due si univano di fronte ai nostri occhi sorpresi e curiosi, mentre indugiavamo con lo sguardo su questa scena, osservando uno dei tanti miracoli della natura.  
Il sentiero dell'Abbotts Lagoon costeggia una piccola laguna di acqua dolce, abitata da rumorose rane nascoste nel verde della vegetazione. 
Strano vedere quelle dune di sabbia che scendono fino all'acqua: sembrava un quadro distinto da lunghe pennellate di colore sovrapposte, a creare un paesaggio che unisce insieme i tratti desertici africani a quelli delle oasi padane. 
Una striscia di terra separava questa laguna da un secondo specchio d'acqua di più grandi dimensioni che si estendeva ai piedi di una scogliera rocciosa. Mi è venuta in mente l'Irlanda, così come me la immagino.  
Tra le trasparenze dell'acqua, nelle piccole pozze createsi ai lati della laguna, silenziosi quanto rapidi pescetti neri fuggivano dalle nostre ombre, spaventati ma anche speranzosi, in attesa della marea che li avrebbe riportati nella laguna.   
Ecco quello che Point Reyes ci ha mostrato e che abbiamo apprezzato. 
Naturalmente molti altri sono i sentieri da percorrere e sicuramente molte altre sono le emozioni che possono trasmetterci questi luoghi: non resta che continuare l'esplorazione mantenendo sempre viva la curiosità che è parte integrante di questa avventura in California.
Alla prossima    

 

mercoledì 17 aprile 2013

Voci nella Bart

Solitamente quando viaggio nella metro, che qui a San Francisco è denominata BART, il silenzio regna sovrano. In genere le persone leggono, ascoltano musica, utilizzano i loro telefoni per isolarsi e impiegare come meglio credono il tempo che devono trascorrere su questo mezzo.
Oggi, forse per la prima volta da quando sono qui, ho sentito invece delle voci, tante voci. Un chiacchiericcio continuo che ha accompagnato tutto il viaggio. Risate. Parole. Fiumi di parole. 
Erano gli studenti della University of California, Berkeley o, come la chiamano qui, Cal
University of California, Berkeley
Stavano andando da Berkeley a San Francisco, con la BART appunto. Erano una decina e portavano con loro una bottiglia di vino rosso e forse una torta dentro ad un sacchetto di plastica.  Tempo di festeggiamenti, se non una particolare full immersion nello studio, fuori sede.
Nella metro discutevano appassionati questioni relative al loro indirizzo di studi ma non solo: parlavano delle scelte di Obama, delle leggi federali, di nuovi modi di intendere la politica.
Li ho osservati in silenzio, pensando a quello che mi piace di loro, degli studenti universitari americani in genere:
sono curiosi e non si tirano mai indietro dal fare una domanda;
sono determinati;
sono appassionati ed entusiasti e amano ciò che fanno e lo fanno vedere;
sono orgogliosi della loro appartenenza alla loro università e mostrano con fierezza, soprattutto nel campus, magliette, pantaloni, zaini, calzini, fascette e ombrelli... Cal (e che ve lo dico a fare che qui i gadget si sprecano?!);
e infine, portano negli occhi i loro sogni. 
Generalizzo, ma dico che nella mia esperienza raramente mi è capitato di trovare tutto questo negli studenti universitari italiani che a volte mi appaiono quasi annoiati e pigri nei loro studi. A volte chiedo loro perché hanno scelto un determinato percorso e mi sento dire che non lo sanno. Mi rammarico per questo atteggiamento che mi sembra passivo, apatico e per questa indifferenza nei confronti di scelte che ai miei occhi rappresentano il loro futuro. E vorrei che vedessero che c'è un altro modo per affrontare il loro stesso percorso, che ci sono atteggiamenti alternativi e che uno spirito positivo può cambiare molte cose. Vorrei per questo che girassero il mondo e vedessero con i loro occhi come si fa ad avere i propri sogni nello sguardo... 
Alla prossima

giovedì 11 aprile 2013

La fiera del libro di Fort Mason

Due volte all'anno a San Francisco viene organizzata una fantastica fiera del libro usato a Fort Mason, nel quartiere di Marina. La fiera occupa quasi una settimana intera e viene allestita all'interno di un padiglione, che vedete qui sotto, situato proprio di fronte alla Baia
Che cos'ha di veramente eccezionale questo evento?
Beh, tutti i libri (e anche i cd e i dvd) vengono venduti ad un prezzo stracciato che varia da 1$ a 3$ a seconda della tipologia (i volumi con la copertina rigida sono i più costosi... ben 3$!). 
La domenica poi, nell'ultimo giorno della fiera, tutto viene venduto solo a 1$!


Il ricavato delle vendite viene dato interamente alla Public Library di San Francisco che usa questi fondi per finanziare i progetti educativi intesi a promuovere l'interesse per la lettura di bambini, giovani e adulti
Si può trovare veramente di tutto a questa fiera alla quale sono stata la scorsa domenica: da un'edizione di inizi Novecento di una biografia assai ricercata a libri nuovi, ancora nel cellophane. Ci sono cataloghi d'arte nuovi di zecca, riviste più o meno recenti, libri per bambini, opere scientifiche, libri di testo per universitari e fumetti, oltre ai cd e ai dvd.
Il tutto è adagiato su lunghi tavoli che occupano tutto il padiglione. 
I libri sono divisi per temi segnalati da cartelli numerati e colorati. 
Naturalmente, all'ingresso, ti viene fornita una bella pianta del padiglione di modo che ti sia possibile localizzare facilmente le singole sezioni. 
Nella 24, dedicata alla letteratura straniera, oltre a volumi in francese, tedesco e spagnolo, ho trovato anche qualche romanzo italiano che ovviamente è scrivolato silenziosamente - ma anche molto velocemente - nel mio carrello. Non vi ho ancora detto che dei capienti carrelli rossi, simili a quelli comunemente presenti nei parcheggi dei supermercati americani, sono a disposizione del pubblico. Finiscono stranamente col riempirsi presto, fino all'orlo, di letteratura
E del resto, quale spesa potrebbe essere migliore di questa?
Nella ricerca bisogna solo avere molta pazienza. Passare in rassegna tutti questi libri per scegliere quelli più interessanti non è cosa facile. Ci si mette un bel po' di tempo a spulciare tra questi mucchi e nel frattempo gli occhi sono bombardati da copertine multicolori, titoli appariscenti e immagini che stordiscono a lungo andare... Solo con una pausa di tanto intanto, puoi trovare la pazienza di continuare a cercare per fare dei grandi affari e tornare a casa contento, con una bella serie di libri nuovi in saccoccia.  
Mi sono stupita di trovare, tra tutti questi volumi, un numero di una rivista dedicata a Giotto e alla Cappella Scrovegni. C'era il timbro del Comune di Padova! Come ci sarà mai arrivato a San Francisco 
Storie di libri, di passaggi di libri; storie di persone che posseggono libri e con essi si muovono o, più semplicemente, storie di vendite più o meno lecite che fanno sì che questi libri viaggino attraverso il mondo e superino anche l'Oceano.
Mi sono imbattuta anche in lunghe dediche, scritte in inglese o a volte in italiano sulle prime pagine.
Mi ha fatto sorridere questa:  
"Carissima Chiara, io non ti conosco abbastanza bene da essere certo che questo libro ti possa piacere."
Penso alla possibile storia di questo libro e mi chiedo se Chiara lo abbia poi apprezzato come regalo di compleanno oppure se abbia deciso di liberarsene perché effettivamente, non era un libro adatto a lei...
Mi è capitato anche di trovare delle cartoline, forse utilizzate come segnalibro e poi dimenticate lì, tra quelle pagine. Cartoline che parlano di viaggi, di amicizie a distanza, di un affetto celebrato dall'Europa all'America, che traspare tra queste righe scritte durante una siesta sotto ad un albero di arance a Siviglia.   
 
E ancora, fotografie.
Chissà se qualcuno si è mai chiesto che fine abbiano fatto queste foto del compleanno di questa bambina. Chissà se qualcuno le ha mai cercate per casa. 
Mi dispiaceva perché questo scatto, che rappresenta un ricordo per più di qualcuno, ora è distante dal suo proprietario. 
Ma magari è proprio questo il bello dei ricordi: possono essere condivisi, acquisendo nuovi significati, e ora questo è diventato anche un mio ricordo, che è parte di me e della mia vita
Storie, ancora storie, che questi libri raccontano. 
Non nascondo che il vissuto di un libro mi ha sempre incuriosito molto e forse per questo mi occupo di manoscritti medievali, che spesso raccontano storie incredibili ricostruibili attraverso le tracce che portano, di un passato tanto misterioso quanto affascinante.

Il messaggio che appare, tra le righe di questo evento, è che la cultura è di tutti e per tutti, e basta che tu voglia investire anche solo 1$ dei tuoi risparmi per possedere un libro perché tu possa godere a pieno della cultura in questa sua forma. E non ti serve un libro nuovo: anche se vecchio, un libro è sempre in grado di trasmetterti qualcosa! 
Risultato finale di questa fiera?
53 libri acquistati per 53$. 
Una libreria rimpinguata e tante nuove parole da apprezzare.
Alla prossima

martedì 2 aprile 2013

Quando la Pasqua ha un che di internazionale

Una pila composta da una serie quasi infinita di fette di mortadella tagliata fina fina, all'italiana, per un totale di un chilogrammo in tutto; una serie profumata di filoncini di pane fresco e qualche bottiglia di vino rosso ad accompagnare il tutto. Nel frattempo, sulle braci accese, carne arrostita sul fuoco e verdure, avvolte nella stagnola, in cottura tra i carboni.
Dove siamo?
Siamo al barbeque di Pasqua insieme ad un centinaio di ragazzi provenienti da tutto il mondo. Età media, tra i trenta e i quarant'anni. Altissima la percentuale di italiani in questo bel gruppo, ed ecco che si spiega anche la presenza della deliziosa mortadella! Oltre agli italiani, c'erano spagnoli, francesi, orientali e solo qualche americano.
La festa pasquale è stata organizzata da alcuni ragazzi della Stanford University a Huddart Park, nella contea di San Mateo, a circa un'ora di distanza da San Franciscoo, in direzione sud. 
Sotto a questo capannone in legno che ci ha protetti da qualche goccia di pioggia caduta nella tarda mattinata è arrivato ogni ben di Dio: dallo tzatziki greco a versioni alternative di erbazzone, pizza e pasta fredda, dalle uova di cioccolato alla pastiera napoletana, e al fudge americano. Ognuno ha portato qualcosa di buono da condividere e il risultato finale è stato certamente di sapore internazionale!
Eravamo immersi nel verde, con grandi prati erbosi che si estendevano sulle colline, circondati da maestosi alberi dalle folte chiome
Dopo pranzo, sono partiti i giochi, come la caccia alle uova pasquali colorate, nascoste in ogni dove da quel birbante del coniglietto pasquale secondo una tradizione attualmente molto in voga in America ma originariamente importata dall'Europa.
E poi ancora, ci si è dati al salto della corda che ha riscosso grandissimo successo con più saltatori in contemporanea alla ricerca dell'impresa del secolo, e anche alla pallavolo che, con il campo a disposizione proprio dietro al capannone, non poteva non essere considerata!  
Naturalmente si è anche ballato seguendo le briose note di un gruppo di italiani che con chitarre, tromba, sax, cembalo e bongo, hanno dato vita ad una band improvvisata e assolutamente niente male. 
E così, via di taranta e tarantella fino a far girare la testa.
Insomma, è stata proprio una piacevole giornata all'aria aperta che ha reso la nostra Pasqua una Pasquetta anticipata che qui in America purtroppo non viene festeggiata.  
E così la tradizione italiana si è trasformata in una festa multiculturale e multicolore ravvivata da sonore risate e allegri applausi!
Alla prossima  
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