mercoledì 1 febbraio 2017

Cercare casa a Los Angeles

Italiani. Con figlio treenne al seguito, pure!
Di certo non siamo partiti granché avvantaggiati nella ricerca della casa quando siamo arrivati a Los Angeles! E non lo dico tanto per dire... 
Generalmente gli americani amano gli italiani, amano il cibo italiano, amano raccontare delle loro vacanze in Italia o del sogno di andare in vacanza in Italia, un giorno, quando capiterà il momento giusto. Pero' non è detto che questo giochi a nostro vantaggio nella ricerca di una casa da affittare perché gli italiani, specialmente se arrivano direttamente dall'Italia, non hanno una storia del credito americana che tanto interessa a chi affitta una casa. Anzi di solito gli italiani non sanno neanche che cosa sia la storia del credito quando arrivano qui! 
Del resto siamo degli immigrati, c'è poco da fare. Ci troviamo in un Paese straniero di cui non conosciamo le regole e prima di naturalizzarci, succede che con tali regole ci scontriamo/incontriamo prima di farle diventare nostre. Infatti adesso so che cos'è la storia del credito e lo so da quando sono approdata a San Francisco e da quando mi sono scontrata con la frustrazione di cercare casa senza averne una.
Ma diciamola tutta. 
Quando cerchi una casa in affitto in California, non basta che la casa ti piaccia. Bisogna anche che tu piaccia al padrone di casa che mette in affitto la sua dimora (sempre che tu abbia la fortuna di incontrare il padrone senza passare per un'agenzia immobiliare che filtra le domande senza pietà alcuna). 
Poniamo caso che nella ricerca trovi una casa che risponde ai tuoi bisogni. Essenzialmente devi fare domanda per questa casa ed essendo il mercato immobiliare estremamente competitivo al momento, la tua domanda si sommerà ad altre domande, di altri che come te stanno cercando. Ti vengono chiesti i dati anagrafici, il numero di inquilini previsti ma anche gli estremi del conto bancario (e spesso anche l'ultimo estratto) e i dati della/e carta/e di credito, se ne hai. Cosa vogliono sapere esattamente? Se hai i soldi in banca per pagare l'affitto; se hai una buona storia del credito americana che ti sei costruito nel tempo vivendo negli States e pagando puntualmente alla banca le spese della tua carta di credito o debiti vari, e se sei mai andato in rosso (cosa, credo bruttissima). Vogliono sapere anche dove hai vissuto prima e contatteranno i tuoi precedenti padroni di casa per sapere che persona sei. Vogliono sapere che lavoro fai, dove, per chi lavori e contatteranno il tuo capo e vorranno anche vedere il tuo contratto di lavoro. Vogliono avere i contatti dei tuoi amici più fidati e li chiameranno per sapere qualcosa in più su di te e sulla tua storia. Insomma, ti fanno un bello screening!
Noi di domande così ne abbiamo consegnate parecchie da quando siamo arrivati a Los Angeles all'inizio di gennaio e molte hanno ricevuto una risposta negativa. Tra i motivi per cui ci hanno respinti c'è spesso stato il bambino. Ebbene sì: preferiscono avere single o coppie senza figli nelle case in affitto nel quartiere nel quale cercavamo. Perché mai? Perché i bambini rovinano le case, si sa! :-/ Com'è possibile che possa essere considerata una pecca avere un bambino?? Vabbeh... non fatemi dire altro.
Non sapremo mai se oltre a questo ci sia stato altro... se il fatto di essere italiani di origine abbia mai avuto un peso nella nostra mancata considerazione pur avendo un'ottima storia del credito maturata a San Francisco. Di sicuro non è un momento felice per gli immigrati negli States! E per quanto simpatici possano risultare gli italiani, di certo rimaniamo degli immigrati qui.
LA villa
Così, rifiuto dopo rifiuto, ci è finalmente arrivata una prima offerta per una casa per la quale avevamo fatto domanda e poi un'altra offerta ancora, ma nessuna delle due ci convinceva sul serio... 
Sull'orlo della disperazione, dopo tre settimane passate tra una sistemazione temporanea e un'altra, con tutte le valigie, le piante, e i giochi al seguito, ci è capitato di vedere un'altra casa. Una casa molto bella, nel quartiere che ci piace, ma anche piuttosto costosa per quello che era il nostro budget previsto. LA villa è una casa singola, con un bello spazio esterno e soprattutto... con una cucina spaziale, con un'isola centrale, cosa che è sempre stata nei miei sogni!! 
Abbiamo fatto domanda senza pensarci troppo, senza tanto credere che potessero sceglierci e invece, a sorpresa, il proprietario ci ha scelti! 
A meno di una settimana di distanza da quella conferma, siamo entrati in questa casa e ancora faccio fatica a crederci! Sono arrivate le nostre cose da San Francisco e gli scatoloni sono ancora parcheggiati qua e là in ogni stanza ma abbiamo tanto spazio disponibile e siamo riusciti a renderlo vivibile pur avendo ancora tanto lavoro da fare. 
Ci abbiamo messo quasi un mese a trovare e ora non mi par vero di poter riporre le nostre cose in maniera definitiva nei cassetti e di poter cenare seduti attorno al nostro tavolo di casa in questo ambiente che, a dire la verità, ancora non sentiamo come "casa". 
In molti mi chiedono se mi piace Los Angeles, se sono felice di essere qui. E io non so bene che dire perché la verità è che ancora mi sento stordita dallo sradicamento da San Francisco, dalle settimane meravigliose alle Hawaii di cui vi racconterò presto e dal mese faticoso che è seguito. Sento nostalgia della Maison Jaune e di San Francisco, mi mancano il vento e l'aria fredda, mi mancano le amiche che ho lasciato lì. Onestamente non so ancora bene dove mi trovo, fisicamente e spiritualmente... Cerco di fare ogni giorno qualcosa che mi porti più avanti nell'adattamento ad una realtà che non conosco, che non mi è familiare, che mi fa ancora tanta paura e nel frattempo mi lascio coccolare dal sole che scalda queste giornate, quasi a volermi far scaldare il cuore un po' intirizzito. 
Cambiare città significa cambiare abitudini, liberarsi delle proprie sicurezze per lanciarsi alla scoperta dell'ignoto ed è un processo faticoso che richiede tempo e coraggio oltre che pazienza. Pazienza nel non pretendere che tutto avvenga qui e subito ma nel dare tempo al tempo, preoccupandosi solo dei piccoli passi che ogni giorno possono essere fatti... me lo ripeto a sfinimento: chissà che prima o poi io riesca a crederci sul serio! 

Fatto sta che intanto... HABEMUS DOMUM!
 

9 commenti:

  1. Che bellissima cucina!!! E Anche il pavimento! Bella!!!

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    1. Grazie! =) In effetti ancora una volta è stata la cucina a colpirmi di questa casa!

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  2. Mi sembra una gran bella casa.. lo diventerà presto veramente, i presupposti ci sono tutti :)

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  3. La casa è davvero bella...e poi, sbaglio o non c' è la moquette?

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    1. Moquette?? Evitata come la peste nella ricerca! Fortuna che qui ci sono molte case che non ce l'hanno... basta cercarle!

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  4. Intanto avete trovato una casa decisamente bella e non è niente male come inizio!
    Peccato che non ci sia stato un generale colpo di fulmine ma sono convinta che ogni posto abbia del bello, quindi armati di pazienza e son certa che nei sovrapensieri di quella che diventerà la quotidianità troverai i tuoi spazi, i tuoi tempi, le tue abitudini... e qualche sorpresa!

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    1. =) Sai Anna, anche a San Francisco non c'è stato quel colpo di fulmine iniziale: l'ho vista in vacanza e mi aveva entusiasmata ma non tanto da pensare di trasferirmici! E poi guarda com'è andata, che ci ho lasciato un pezzo di cuore!
      Spero che LA mi faccia lo stesso effetto, che mi prenda piano piano...

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  5. oh mamma, manco chiedessi un mutuo! intanto auguri per la nuova casa...sembra molto bella :-)

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