lunedì 9 novembre 2015

Voci italiane a San Francisco # 12

Oggi la rubrica "Voci italiane a San Francisco" compie un anno!
Nel mese di novembre del 2014 abbiamo cominciato insieme questa avventura che ci ha portati, mese dopo mese, ad incontrare e ad ascoltare le voci di molti italiani che vivono o che sono passati da San Francisco. 
San Francisco, Golden Gate Bridge
Ricordo che l'idea di creare questa rubrica mi venne dopo aver incontrato Costanza, una ragazza napoletana che aveva deciso di realizzare un sogno: venire in California e trascorrere tre mesi della sua vita a San Francisco insieme al fidanzato. Perché? Per sperimentare una vita diversa, per lasciarsi alle spalle l'Italia per un po', per aprire il cuore e la mente ad una esperienza come questa, che potenzialmente, puo' davvero cambiarti la vita... 
Le parlai e mi accorsi che la sua percezione della città, dopo qualche settimana qui a San Francisco, era in parte diversa dalla mia, che qui ci vivo ormai da tre anni. 
Mi accorsi che il suo sguardo era fresco e che mi piaceva ascoltare i suoi racconti, le sue avventure e disavventure che avevano come sfondo San Francisco. 
San Francisco, Quartiere di Haight-Ashbury
Così pensai che forse questo blog, che si proponeva di essere una finestra aperta su questa città, potesse essere pronto ad ospitare voci diverse dalla mia, capaci di raccontarvi questa parte di mondo vista anche attraverso gli occhi di qualcun altro. 
E fu così che un'idea nata un po' per gioco divenne un appuntamento mensile, fisso. Un impegno insomma, a cui tenere fede. Trovare le persone da intervistare, scrivere le domande per l'intervista e proporle alle persone scelte, ricevere le loro risposte, prepararle per la pubblicazione per il 10 del mese... e poi aspettare quel giorno per vedere con gioia comparire nel mio blog nuovi volti, nuovi luoghi, nuove fotografie... per me è stata una bella avventura, non facile, ma piacevole!
E oggi, nel celebrare questo primo anno di vita di questa rubrica, voglio soprattutto esprimere tutta la mia soddisfazione nell'aver visto sbocciare, mese dopo mese, tante meravigliose storie qui.  
Ogni racconto ha contribuito a suo modo ad arricchire di pensieri e riflessioni questo blog, descrivendo posti che non avevo visitato ed esperienze che non ho ancora vissuto, facendomi venire voglia di girare ancora per la città, di sorvolare San Francisco per vederla dall'alto insieme a Barbara o di unirmi ad Antonino per la Folsom Fair per esempio. 
Ho conosciuto insieme a voi l'arte di Selena che vede San Francisco attraverso gli occhi di una grafica e ho scoperto l'arte di Alessandra che studia e produce arte a San Francisco
Ho avuto un assaggio della dura vita di una ragazza alla pari raccontataci da Cecilia
E ho ascoltato la voce di amici incontrati a San Francisco, che hanno voluto condividere pubblicamente le loro riflessioni su questa città e sulla loro vita in città, come nel caso di Rosy che ha parlato davvero col cuore in mano. 
Ma ho anche scoperto un altro lato di amici padovani, come Francesco, che si sono trasferiti qui per lavorare in una start up.
E ho avuto il piacere di ascoltare anche la voce di membri della mia famiglia (ricordate la storia di Leonardo? Beh, lui è mio marito, non so se ve lo avevo detto... :).
In alcuni casi è stata la curiosità verso persone che avevo incontrato di persona a spingermi a voler raccontare la loro storia, ma in altri casi si è trattato di un contatto virtuale nato grazie al blog, come è stato il caso di Lorena, che mi ha fatto poi venire voglia di conoscere queste persone per davvero. Questo per dire che la rubrica è diventata un'occasione per instaurare nuovi contatti, reali o virtuali. 
Tutte queste storie, queste esperienze di vita condivise, mi hanno emozionata, arricchita e invogliata a continuare questo progetto. Nei mesi ho visto espandersi il mio orizzonte di conoscenza e di conoscenze. Per questo ci tengo a ringraziare tutte le persone che si sono rese disponibili per queste interviste e hanno speso del tempo nello scegliere le parole, i racconti e le foto che tutti noi abbiamo poi visto nel blog... 
Mi dispiace un po' che non ci siano stati molti commenti a queste interviste che si sono susseguite nei mesi, ma i commenti che ci sono stati hanno comunque espresso sempre pareri positivi riguardo a questa rubrica e questo mi ha incoraggiata a continuarla. La vorrei tenere in vita per il grande valore che credo abbia il far conoscere San Francisco attraverso i racconti di chi ama-odia-vive questa splendida città. 
Auguri, Voci italiane a San Francisco: buon primo compleanno!

mercoledì 4 novembre 2015

Due

Mi sembra fosse ieri che ti guardavo con gli occhi pieni di meraviglia e ti sfioravo appena con la punta delle dita, pur tenendoti stretto forte a me. 
Eppure sono passati due anni da allora, da quel giorno in cui, alle 10.57 del mattino, io ti ho visto per la prima volta. Ti ho visto e ti ho ammirato e, da quel momento, non ho più smesso di guardarti... e di amarti perdutamente.
Tu sei quanto di più speciale avrei potuto immaginare per la mia vita.
Sei la gioia più profonda e vera.
Sei il sorriso sincero.
Sei la luce del sole che illumina i miei risvegli e le mie giornate.
Ti vedo correre e sfrecciare sul tuo monopattino e non mi capacito di quanto in fretta sia passato il tempo e di quanto velocemente tu stia crescendo. 
Ogni tanto mi chiedo che fine ha fatto quel fagottino di 5.3 kg, tutto guance, che ho tenuto in braccio per la prima volta in quella stanza di ospedale, che ricordo inondata di luce. 
Me lo chiedo e sorrido, con un velo di malinconia sulle labbra per quel cucciolo che ho visto crescere sotto ai miei occhi giorno dopo giorno e che ora è diventato grande, anche se non troppo grande. 
In questi due anni hai imparato così tante cose... registrate con pazienza su quel calendario che ora è pieno di parole scritte, di conquiste fatte, giorno dopo giorno: i tuoi primi suoni, la tua prima parola, la seconda, la terza... le prime pappe, i tuoi primi passi, le tue prime corse... 
Ti guardo e ti ammiro per la tua curiosità, per il tuo saper andare per il mondo con coraggio, per la tua voglia di esplorare andando  sempre un po' più oltre rispetto a quello che hai già visto, per la voglia continua che hai di sperimentare per poi tornare a fare quello che ami fare... 
Ti guardo e penso che sei quanto di più meraviglioso sono stata in grado di creare. Che sei la vita che sono stata in grado di generare. Che sei il mio miracolo vivente... 
Buon compleanno, tesoro mio: auguri per i tuoi primi due anni di vita insieme a noi!

  

domenica 1 novembre 2015

Racconti di Halloween a San Francisco

Halloween mi piace, ve lo raccontavo qui. In Italia non l'ho mai festeggiato, forse perché "ai miei tempi", cioé tra gli anni Ottanta-Novanta quando ero piccola, non era poi una festa così famosa e non era nulla se paragonata alle celebrazioni religiose dei Santi e dei Morti negli stessi giorni. 
Ma poi nel 2012 ci siamo trasferiti in California... 
Il primo anno non è cambiato praticamente niente per quanto riguarda il mio rapporto con questa festa. Ero qui già da un bel po' di mesi, ma di Halloween me ne sono altamente fregata: lui è arrivato, io non sapevo ancora bene che cosa significasse negli States e sono rimasta totalmente indifferente anche all'entusiasmo delle amiche che lo volevano festeggiare. In pratica, ho fatto finta che questa festa non esistesse. Eppure... ricordo perfettamente la curiosità che avevano generato in me quegli urletti di paura dei bambini sentiti per le strade del mio quartiere per tutto il pomeriggio.
Il mago trapana-panze
Il primo anno in cui ho festeggiato Halloween ero incinta. Anzi, ero super incinta! Avevo la pancia enorme di chi ha già superato da 4 giorni la data prevista per il parto e ancora vagabonda per la città con la scusa di dover fare qualcosa per smuovere un po' la situazione (dopo aver fatto milioni di scale, aver mangiato quintali di ananas e aver rinunciato solo all'olio di ricino...).
Qui eravamo sulla 24th Street di Noe Valley insieme ad Elena, la WorldWideMom e ai suoi bambini. Fu divertente, molto divertente, scoprire Halloween così, in compagnia di due bambini curiosi e desiderosi di riempire la loro borsa di dolci e leccornie. Cominciavo ad intravedere la magia negli occhi di tutti i bambini che incontravamo per strada, vestiti da super eroi, da maghi o da pompieri in cima alle scale di queste case abbarbicate sulle colline, pur di avere il loro dolcetto.
E intanto sognavo... immaginando come sarebbe stato per me festeggiare Halloween con il mio bambino in braccio...

San Francisco, Quartiere di Cole Valley
Un anno dopo, ecco il primo Halloween di Tegolina nel quartiere di Cole Valley. Fu allora che introducemmo anche una nuova tradizione in famiglia: quella di avere tutti e tre lo stesso tema di ispirazione per i nostri costumi. Lui vestito da draghetto verde a ispirare il nostro travestimento e noi con due cappelli dragheschi che venivano costantemente scambiati per un riferimento al film "Maleficent", non so se avete presente... 
E' stato divertente, tanto... musica live e non, gente che ballava per la strada e tanti bambini. Ma Teg ancora non camminava indipendente e così il Trick or Treat americano veniva recitato insieme a mamma e a papà.
Quest'anno molte cose sono andate diversamente. Teg tra pochi giorni compie due anni, si è fatto "grande"... cammina, corre, salta, è entrato da un bel po' in quella che qui chiamano la toddlerhood. E noi siamo nel turbine dei cosiddetti "Terribili Due", anche se per il momento poi così terribili non sono.
San Francisco, Tegolina pronto per Halloween
Immancabile quindi per questo Halloween il suo monopattino di cui ormai Teg non riesce più a fare a meno. 
Il costume? Beh, questa volta rispecchia uno dei suoi più grandi amori del momento: Tinker Bell, ovvero la nostra Campanellino di Peter Pan. 
Ma Teg non era una semplice fatina, era una bat fairy, una di quelle fate che aiutano i pipistrelli di Halloween ad imparare a volare di notte. Compito difficile e di alta responsabilità! Quindi, tolto il caschetto da professionista che gli preserva la vita nella sfida delle più ripide discese sanfranciscane - ecco che sulla sua testa, e pure sulla nostra, sono spuntate coppie di pipistrelli volanti. 
Non appena svoltato l'angolo di casa, è cominciata la serie infinita di tappe per il Dolcetto o Scherzetto, necessario a raccogliere un fior di malloppo. 
Assai velocemente il classico cestello a forma di zucca si è riempito sotto gli occhi increduli di Tegolina che non si capacitava di sì tanta generosità da parte dei vicini e degli abitanti di San Francisco tutti. Loro, tutti piazzati davanti alla porta di casa con ceste capienti o bacinelle piene di caramelle e lui, che si avvicinava cauto, appoggiava la mano sulle caramelle con lo sguardo basso. "Puoi prenderne una" dicevo, ma lui restava lì, con la mano a mollo nelle caramelle. E allora, dopo qualche minuto di attesa, erano i sanfranciscani a prendere in mano la situazione: gli offrivano due o tre caramelle e lui tutto orgoglioso le prendeva e le infilava nella sua zucca. E via per un'altra tappa... 
Peccato pero' che non sia durato neanche un'ora. Mica Halloween! Dicevo Teg! Era esausto: aveva saltato il solito riposino della tarda mattina e anche quello del pomeriggio. 
E così... il piccolo di casa si guarda attorno un'ultima volta, inebetito, con la faccia di uno che è finito nella migliore delle sue allucinazioni, e scoppia a ridere dopo aver finalmente capito che cosa stesse succedendo a San Francisco quella sera. Poi lo sediamo sul passeggino, neanche il tempo di allacciarlo e già dorme beato...
E' quindi toccato a mamma e papà continuare a festeggiare Halloween. 
Dopo aver raccolto qualche altra caramella lungo la strada con la scusa del bambino che dormiva nel passeggino, ci siamo rifugiati nel ristorante di sushi più vicino a casa e cena fu per noi. Quieta. Silenziosa. Così come non succedeva da un po'... 

W HALLOWEEN che conquista i piccini e pure gli italiani immigrati in California!

P.s.: Volete festeggiare Halloween a San Francisco l'anno prossimo? Tenete presente che in città si festeggia un po' ovunque, ma ci sono quattro quartieri in cui i festeggiamenti sono piuttosto spettacolari:
1. Noe Valley - 24th Street e Fair Oaks Street, che viene chiusa al traffico tra la 21th e la 26th Street;
2. Cole Valley - Belvedere Street, che viene chiusa al traffico tra Parnassus Avenue e la 17th Street;
3. Presidio Heights e Sea Cliff. 
Se volete più dettagli - e sapete leggere in inglese - andate dritti a questo bell'articolo.
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