domenica 26 luglio 2015

Vista da turista

Non sono più la stessa persona che più di un mese fa è partita per l'Italia per il suo primo rientro in Patria dopo due anni di astinenza da affetti - e affettati - italiani. 
Mi sono trovata catapultata nel Bel Paese e avevo gli occhi a cuoricino: guardavo sbalordita quelle piazze medievali che tanto mi piacciono, ma questa volta... lo devo dire, non le sentivo più tanto mie. A tratti pensavo di essere finita su un set cinematografico perché "No, tutto questo non può essere vero!". Osservavo quelle quinte teatrali, che mi sembravano del tutto effimere e fittizie, col desiderio intenso di toccarle con mano per accertarmi che fossero vere. E vere lo erano davvero: pietre dure ammassate le une sulle altre a formare chiese, palazzi e strade dal gusto antico. 
Sogno o son desta?
La bellezza artistica della nostra Italia è stata spiazzante per me dopo due anni di America. Mica perché San Francisco non sia bella o non offra lati artistici da ammirare, ma perché si tratta di due generi di bellezza talmente diversi da essere difficilmente comparabili. Ad ogni modo, troppe volte in Italia ho pensato che il nostro Paese: "E' bello da fare male". Perché ogni volta che ci penso, a quanto è bella la nostra Italia e a quanto incapaci siamo di farla fruttare economicamente per il suo intrinseco valore (naturalistico, artistico, culturale, culinario... e chi più ne ha più ne metta), a me sale una rabbia incontrollata e incontrollabile...  la rabbia di chi ha studiato per 11 anni e lavorato per 4 nell'ambito dei beni artistici del nostro Paese, con tanta passione, per poi ritrovarsi a casa, senza lavoro. E quanti altri giovani come me... ma lasciamo stare, che questo discorso potrebbe durare una vita. 
In questo ritorno in Italia, credo per la prima volta, mi sono proprio sentita un pesce fuor d'acqua una turista avida di bellezza. Due anni californiani sono sufficienti per scordarsi quante cose belle da vedere ci sono in Italia. Ma una volta arrivata, ho capito di essere più che pronta per riempirmi gli occhi di bellezza. E mi è sembrato quasi di arrivare assetata ad una guizzante fontana di acqua fresca. Ho bevuto, tanto, come se non ci fosse un domani. E questo ha cambiato non solo la mia prospettiva da turista in Italia ma anche la mia visione da turista a San Francisco.
Tornata indietro con 9 ore di fuso di distanza, sono ripiombata a piè pari nella mia California. E ora guardo San Francisco con occhi diversi.  
Nei primi giorni qui, vuoi per lo sbattimento di un viaggio così lungo fatto da sola con Tegolina su un aereo minuscolo e con un servizio pessimo della United (giusto per non fare nomi!), mi sono sentita nuovamente un pesce fuor d'acqua turista a San Francisco. E ho capito ben presto che il mio non era stato proprio un ritorno, ma più che altro un nuovo inizio per me. 
Quell'idea balenatami in Italia, quella del "vivere come se non ci fosse un domani" mi ha seguita anche qui. Risultato? Ho ripreso ad esplorare San Francisco e i suoi dintorni con la curiosità di una turista appena arrivata in città. Ho sentito il desiderio forte di vedere posti nuovi, di perdermi in questo reticolo di strade, di fermarmi ad un incrocio per il quale non avevo mai avuto molta attenzione... e mi sono fermata sul serio, solo ad osservare, come solo un turista sa fare. Ho ripreso in mano le mappe per scovare luoghi non troppo frequentati. Mi sono persa e ho scoperto qualcosa di nuovo. 
Rockaway Beach - 20 km a sud di San Francisco, Route 1
Ho ritrovato la voglia di viaggiare in auto per raggiungere spiagge che ancora non avevo visto, di arrampicarmi sugli scogli e vedere infrangersi davanti a me le onde potenti dell'Oceano, di camminare sulla sabbia nera e grossa che crolla inesorabilmente sotto il peso del mio corpo al mio passare sul bagnasciuga nelle spiagge più familiari e di immergere i piedi in quell'acqua ghiacciata - che ora tanto ghiacciata non mi sembra nemmeno, di sedermi a godere del sole che scalda la pelle anche quando il vento gelido ti scompiglia i capelli.  
Sharp Park Beach, Pacifica - 15 km a sud di San Francisco
E tutte queste esperienze mi hanno ridato energia positiva e tanti nuovi pensieri. 
Il mio tempo da expat in California è un tempo determinato, segnato dallo scadere di un visto incollato al mio passaporto italiano. E pensando al tempo che mi resta da trascorrere a San Francisco, mi sono detta: "Voglio viverla più intensamente di come ho fatto sinora!"
Non che in questi tre anni me ne sia stata con le mani in mano e non abbia visto nulla... ma specialmente da quando è nato Tegolina, di altre priorità ce ne sono state. 
Ma oggi, rientrando da una di queste meravigliose spiagge ho fatto questo pensiero: a volte uno passa una vita intera nella sua città senza riuscire a vederla tutta o a conoscerla fino in fondo... perché finisci col pensare che la tua città è sempre lì, che ti aspetta e verrà il momento in cui andrai in quel quartiere in cui non sei mai stato perché ancora non ti è capitata l'occasione. Ecco, ora mi sembra che l'occasione arrivi solo se sei tu a farla arrivare! 
Lo stesso vale per chi vive all'estero come me. So che qui in California ci resto per un tot di anni, ma sono anni e all'inizio mi sembravano tanti... e così credo di aver finito col pensare che prima o poi ci sarei andata da una parte o dall'altra. Poi pero' sono stata rapita dalla routine e dalle cose che "s'hanno da fare quotidianamente" e così spesso ho rimandato tante, troppe esplorazioni. Rimandi, rimandi, rimandi... fino a che arriva il momento di ripartire, verso altri lidi magari, e sono i rimpianti che hai a vincere sulla gioia della scoperta di un nuovo posto. 
Così mi sono detta che è il caso di ridurli al minimo quei rimpianti, che è bene fare ora quello che mi è possibile fare, che è bene vedere ora quelle spiagge, che è bene fare adesso quello che si ha voglia di fare. 
E credo che questo discorso non riguardi solo la vita di un expat come me. Voglio dire che il viaggio di un expat può essere anche letto come la metafora del viaggio, a tempo determinato, che ognuno di noi fa sulla Terra. Ed è il caso di farlo fruttare, non credete? Sarebbe bene cominciare a non rimandare, a non dire che quel quartiere che non avete ancora visto lo vedrete alla prossima occasione; potremmo cominciare a pensare tutti a diminuire il numero di rimpianti che potremmo avere. E lo dico a voi, ma lo ripeto anche a me... perché non si tratta più solo della vita a San Francisco, ma del tempo che abbiamo per vivere, e per essere felici. 
Così guido, diretta verso questa nuova spiaggia che non conosco, e mi accorgo che sto sorridendo, felice, perché sto facendo qualcosa per me, qualcosa che mi rende contenta perché nutrire la mia curiosità mi rende contenta. E questo è il consiglio che do anche a voi: fate ogni giorno qualcosa che vi faccia stare bene! Basta anche una cosa sola, giusto per cominciare! =) Fare ogni giorno qualcosa che amiano fare restituisce il sorriso!
Se poi volete proprio vedere che effetto fa fare i turisti in California, allora montate su un aereo e venite a farvi un bel giretto: qui di cose da scoprire ce ne sono a bizzeffe e sono sicura che sarà un viaggio che non vi deluderà! 

5 commenti:

  1. Quanta saggezza in questo nuovo (o ritrovato) modo di gironzolare per il mondo. Buona vita, alla scoperta di piccoli angoli deliziosi e grandi ambienti meravigliosi, umani o naturali che siano!

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  2. Conosco bene quei luoghi, da L.A. a San Francisco, Bigsur Monterey Las Vegas e ritorno.
    Su e giù in auto per gli Stati, con base a Miami grazie ad amici.
    Abbiamo ricordi meravigliosi.
    Cristiana

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  3. farò lo stesso nella mia città! Non sono un'expat, ma quando d'estate mi ritrovo sola per le strade e sul lungomare, cerco di assaporarla come se non la conoscessi (abbastanza), per scoprirne nuove sfumature.

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  4. Con posti del genere si è proprio invitati a fare i turisti... che invidia! :)

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  5. Guarda che ti prendo in parola e piombo lì!

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