domenica 3 maggio 2015

Mamme americane al parco

San Francisco è una città molto internazionale nella quale convivono, direi pacificamente, persone provenienti da Continenti e Paesi diversi. 
Tutte queste diverse nazionalità ed etnie si incontrano quotidianamente al parco giochi dei bambini. 
In tutta questa varietà multiculturale c'è anche una categoria che va considerata a parte, quella costituita dalle mamme americane. 
Dico "americane" e non "sanfranciscane" perché di mamme nate proprio a San Francisco io ne conosco solamente una: tutte le altre sono nate altrove e sono approdate qui, per un motivo o per un altro, dopo varie peregrinazioni negli Stati Uniti. 
Di mamme americane al playground ne trovo poche perché lavorano tutte (o quasi), spesso già da quando i figli hanno 3 o 4 mesi. Così i bimbi vengono affidati presto alle cure delle nannies, che qui spesso sono messicane. Le mamme americane preferiscono una nanny almeno bilingue e scelgono la messicana che può far imparare al loro figlio proprio la seconda lingua più parlata a San Francisco. 
Pare quasi che sia più importante che la babysitter parli una lingua diversa dall'americano piuttosto che sia paziente e attenta ai bisogni del bambino di cui si sta occupando. Ma chissà se di questo le mamme americane sono consapevoli, visto che purtroppo non sono al parco a studiare i comportamenti delle loro nannies... 
Da Greenwichmag.com
Le mamme americane coalizzate sono comunque le peggiori dal mio punto di vista. Queste sono le mamme full time che viaggiano sempre insieme, come uno sciame: camminano affiancate spingendo i rispettivi passeggini e indossano una sorta di divisa: canottiera attillata, pantaloni neri, attillati pure quelli, che arrivano sotto al ginocchio, calzini invisibili e scarpe da ginnastica fluorescenti, per forza. 
Queste entrano nel playground insieme, parcheggiano vicine i passeggini, si siedono vicine, parlano dei loro bambini che giocano, vicini. 
A volte offrono ai figli uno snack al massimo, il quale deve essere rigorosamente organic (= biologico). 
E di solito hanno a loro disposizione un kit super professionale per il parco, comprendente:
1. un telo impermeabile e lavabile da stendere a terra, decorato con motivi geometrici o floreali, su fondo bianco; 
2. una serie infinita di contenitori per alimenti e per liquidi, tutti rigorosamente in alluminio o al massimo in vetro e tutti minuscoli;
3. ogni tipo di salviettina detergente/sterilizzante/disinfettante; 
4. una piccola borsa piatta, che più piatta non si può, nella quale tutto si incastra perfettamente, meglio che nel Tetris.
Quando le mamme coalizzate decidono di andare via dal parco, dopo circa 15 o 30 minuti al massimo di permanenza, raccolgono le loro cose in fretta e partono, tutte insieme, di sicuro prima che siano le 5, ché è già tardi per la cena. Non so neanche come facciano a smaterializzarsi così in fretta e all'unisono! Fatto sta che lo fanno e tu ti distrai un attimo, magari seguendo con lo sguardo tuo figlio che si è arrampicato sullo scivolo dei grandi, e quando ti rigiri loro non ci sono più. Sono sparite. Tutte. Allora tu le cerchi con lo sguardo perché non puoi proprio credere che siano scomparse e le vedi, lì, davanti al cancello del playground. Si salutano in fretta e nel giro di qualche secondo spariscono del tutto, sparpagliandosi in 1000 direzioni diverse. Puff... non sono mai esistite.
Ecco, le mamme americane coalizzate, non hanno interazione alcuna col mondo esterno, quindi sappiate che se anche osaste avvicinarvi, sareste comunque liquidati a breve! Non c'è spazio per chi non è una mamma americana in un incontro tra mamme americane! - questo almeno l'ho capito.
Pero' ci sono anche le mamme americane in solitaria, quelle che vengono al parco da sole o meglio, coi bambini. Sono mamme full time alcune o mamme lavoratrici fuori casa altre, le quali a fine giornata si presentano al parco coi figli per un brevissimo tour. Anche in questo caso si fermano per 15 o al massimo 30 minuti, a meno che non abbiano un appuntamento con un'amica e allora potrebbero restare addirittura per un'ora. 
Quelle che invece arrivano presto (in quello che io considero il primo pomeriggio), cominciano a fare riferimento alla cena già intorno alle 3.30 del pomeriggio, quando mio figlio sta giusto cominciando a digerire il suo pranzo. 
Non hanno evidentemente nulla a che vedere con noi mamme italiane che insieme alle mamme messicane aspettiamo di vedere calare il sole sulle altalene prima anche solo di pensare che arrivi il momento di iniziare ad introdurre il concetto di "rientro a casa" ai nostri figli. E del resto sappiamo che la nostra cena comparirà sulla tavola solo dalle 7.30 in poi, quindi perché mettersi fretta quando alle 3 s'ha ancora da pensare alla merenda?
Le mamme americane in solitaria, per dirla tutta, sono pure logorroiche e sebbene questo le renda sicuramente più propense alla conversazione con lo straniero rispetto alle mamme coalizzate, sappiate che scambiare quattro chiacchiere con loro significherà per voi ascoltare i racconti che riguardano solamente i loro bambini i quali, alla fine della fiera, appariranno anche ai vostri occhi come i più bravi, i più intelligenti, i più fighi di tutta San Francisco. Mica che le mamme in solitaria lo dicano esplicitamente, eh! Questo è solo quello che evincerete dai loro sproloqui! 

Tutto questo per dire, con una certa ironia, che con molte delle mamme americane faccio proprio fatica ad ingaggiarmi. Strano da dirsi per me che credo fermamente che la diversità sia una fonte inesauribile di ricchezza... ma dopo tre anni qui mi sono resa conto che molte delle cose che vengono facili incontrando a San Francisco un'altra europea (o una turca, un'indiana o un'iraniana), non succedono altrettanto facilmente con un'americana
Sembra quasi che sia un problema di ingranaggi che fanno fatica ad incastrarsi nel modo giusto... ed in realtà c'è probabilmente un gap culturale difficile da colmare. 
Chissà, magari sono io che ancora non mi sono integrata così bene oppure sono stata un po' sfortunata nei miei incontri, fatto sta che questa è la mia impressione... per il momento! 

E voi mamme all'estero, siete in buoni rapporti con le mamme locali?    

Questo post naturalmente è stato ispirato dalla rubrica Fenomenologia della mamma di Cinquante sfumature di mamma che di mamme ne ha descritte e ne descriverà ancora tante!

4 commenti:

  1. scusa se faccio la "grammar nazi", ma in inglese si dice culture shock ;) post interessante comunque!

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  2. Grazie per il tuo commento, grammar nazi (mi spiace di non poterti chiamare per nome visto che hai preferito non dichiararti!) Ad ogni modo, "cultural shock" è corretto da un punto di vista grammaticale, se poi vuoi dire che in americano si usa più "culture shock", ok, questa è un'altra questione! =)

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  3. ecco guarda, avrei potuto dire lo stesso da houston :-) molto piu' semplice fare amicizia con le le mamme del resto del mondo (o le nannies) e alla fine c'e' assai piu' da dirsi, io prima di venire qui non cercavo le italiane, se proprio non capitava spontanenamente, operche' appunto trovavo ricchezza nel rapportarmi con le straniere...ma qua davvero anche se per caso fossero disponibili le americane, ci sarebbe nulla da dirsi: le mie dormono troppo poco, mangiano troppo tardi e al parco giochi non ogliono mai andare via~!

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  4. vale il commento di una mamma italiana residente in italia? mia figlia frequenta una scuola di quartiere, dove c'è un'alta concentrazione di bimbi stranieri (o meglio, bimbi italiani con genitori stranieri, che spesso ancora non parlano o non capiscono perfettamente la nostra lingua). Dal mio punto di vista loro sono sfuggenti, le incontri raramente (mai) al parco e non partecipano MAI a feste di classe (mi spiace per i bimbi, che aprono quegli inviti con euforia che si legge nei loro vispi occhietti). Sono un po' come le mamme americane, un gruppo un po' "chiuso". Ma forse anche noi mamme italiane sembriamo così ai loro occhi...boh!

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