lunedì 31 marzo 2014

Balene di passaggio in California

Sono molto affezionata alle balene sin da quando le vidi la prima volta durante il viaggio di nozze in Polinesia in un'isola piccolina ma dalla natura lussureggiante che si chiama Rurutu.  Ci trovavamo su una barca di pescatori insieme ad una guida specializzata in questo genere di escursioni che, per una modica cifra, ci ha offerto un'esperienza indimenticabile. Vedere sbucare all'improvviso sulla superficie dell'oceano increspata dalle onde quell'enorme schiena nera, grande quanto uno di quei colli che ero abituata a vedere nella mia terra padovana, mi ha lasciato senza fiato... Era, tra l'altro, il periodo dell'amore per le balene, e avemmo la grande fortuna di incontrare un maschio che cantava nell'acqua per attirare a sè la femmina. Ricordo ancora quella voce stridula che si alzava dalle onde, seguita da toni bassi che il mio orecchio non aveva mai udito. E ricordo esattamente anche il suono di quello sbuffo che uscì impetuoso dalla sua schiena a segnare rumorosamente la sua gigante presenza. 
Da quel momento in poi, lo potete ben immaginare, il fascino per questi mammiferi non ha fatto che crescere in me.
All'inizio dell'anno scorso c'è stato poi il viaggio in Baja California, pensato proprio per andare a scoprire quei luoghi in cui le balene giungono annualmente dall'Artico nelle calde acque messicane per accoppiarsi, partorire e svezzare nei primi mesi i loro cuccioli. Lì, come vi raccontavo in questo post a cui sono particolarmente legata, è stato concepito Tegolina. 
Balene in Baja California, gennaio 2013
Mentre incontravo nuove balene e vedevo per la prima volta delle balene mamme che accudivano i loro piccoli appena nati, anch'io generavo la vita dentro di me e, non consapevolmente, mi preparavo a diventare mamma... 
Ecco, ad un anno di distanza da quell'incontro speciale, ieri ho ritrovato le balene lungo le coste californiane. Era la prima volta che le vedevo qui! 
Di rientro dalla Baja California alla fine dell'inverno, si stavano evidentemente dirigendo verso i mari del Nord accompagnando per la prima volta i loro piccoli in questo lungo viaggio che dalle zone calde meridionali le conduce verso le acque gelide dell'Artico. 
Teg dormiva tranquillo nel suo seggiolino nell'auto quando abbiamo visto all'improvviso i primi spruzzi nell'oceano. Ci siamo fermati lungo la statale, perchè lo spettacolo era davvero impressionante! 
Erano tantissime, credo centinaia, una dietro l'altra, una accanto all'altra. Gli sbuffi si susseguivano e, come allora in Baja, non si riusciva ad indicarne uno che ne arrivava subito un altro. Si muovono in gruppo le balene e si proteggono l'una con l'altra secondo una precisa gerarchia sociale. Sono animali rispettosi e pacifici che, nonostante la loro mole, riescono ad essere meravigliosamente aggraziati e veloci nell'acqua, e sono proprio le mamme ad insegnare ai loro piccoli come muoversi nell'oceano in quei primi mesi che trascorrono dopo il parto nelle lagune messicane. Dopo lunghissime apnee riemergono in superficie liberando nell'aria quell'acqua trattenuta a lungo con uno sbuffo che, visto e sentito una volta, non si dimentica più. Anche se ieri eravamo lontani per sentirne il suono, nelle mie orecchie risuonava quel rumore che mi sono portata dietro da quel viaggio polinesiano. 
Ci siamo immaginati che le balene fossero passate dalla California per dare un saluto a Teg e per controllare come procede il suo svezzamento sulla terra. E sicuramente ora abbiamo raccolto un altro pezzettino da aggiungere a quel puzzle che racconterà a Tegolina la sua storia e il suo legame particolare con queste balene!
Alla prossima

sabato 29 marzo 2014

Il calendario delle conquiste

Ad un mese circa dalla nascita di Tegolina, presa dall'euforia dilagante che sprizzava da ogni poro della mia pelle nel guardare il mio bel pupo appena nato, ho voluto realizzare un calendario per l'anno 2014 con le sue prime foto. 
Esistono molti siti che ti permettono di creare online dei calendari con grande facilità; senza avere alcuna esperienza di grafica, ci si può far guidare passo passo scegliendo la tipologia del calendario, gli sfondi che possono essere diversi mese per mese, il numero delle foto da inserire e la loro sistemazione nella pagina. Si possono anche segnare le feste canoniche aggiungendone altre di personalizzate come i compleanni! 
Avevo utilizzato il sito Shutterfly sfruttando un'offerta che mi era arrivata: con 10$, comprese le spese di spedizione, mi sono aggiudicata un bellissimo calendario arrivatomi via posta qualche giorno dopo l'ordine, e che ora se ne sta appeso in bella mostra nel corridoio della Maison Jaune
Per me è molto emozionante avere quelle sue prime foto sotto agli occhi ogni giorno e alla fine di ogni mese mi faccio sempre prendere dall'eccitazione nel girare quel foglio per scoprire quale foto mi accompagnerà nei successivi 30 giorni! 
Ma questo calendario ha anche uno scopo ben preciso ora: raccoglie le piccole grandi conquiste che Tegolina fa quotidianamente. 
Segniamo qui tutte le sue prime volte, giorno per giorno. 
Nel mese di marzo ci sono state tante cose importanti: il primo volo che vi ho raccontato un po' qui (e nel calendario vedete attaccata la spilla da capitano di volo che la compagnia aerea gli ha regalato al ritorno), la prima visita al museo di cui vi parlavo invece qui, la sua prima mela e quindi l'inizio dello svezzamento e pure la conquista della posizione eretta! 
Scrivendo sul calendario, mi rivolgo a Tegolina stesso, pensando che quando sarà grande potrà leggere su queste pagine i suoi primi successi personali e ripercorrere così i suoi passi seguendo quella che è stata la sua evoluzione. 
Mi sembra che la memoria dei genitori sia spesso fallace e col tempo si tenda a perdere l'esatta sequenza degli eventi, così finisce che spesso si hanno da mamma e papà due versioni discordanti dello stesso evento. Ecco quindi che, raccogliendo su questo calendario i ricordi, spererei che Tegolina potesse avere una versione unica e priva di contraddizioni delle sue conquiste!  
Carta canta, no?
Alla prossima

mercoledì 26 marzo 2014

Alla riscoperta di Chinatown

Porta del Drago - Ingresso di Chinatown, San Francisco
Ci sono posti, a San Francisco, in cui torno solo indossando la maschera del turista, e Chinatown è sicuramente tra questi. 
Il quartiere, che ospita la comunità cinese più grande, fuori dai confini della Cina, è vicinissimo al Downtown. Il classico giro esplorativo del centro della città comprende quindi una tappa iniziale a Union Square (dove se ricordate c'è la Cheesecake Factory dove Tegolina ha potuto apprezzare il suo primo brunch), cui segue inevitabilmente la visita di Chinatown. 
Si attraversa la Porta del Drago e immediatamente ci si trova dentro al colorato mondo orientale in cui domina il rosso di quelle lanterne dalle forme tondeggianti che si susseguono appese ad un filo sottile. 
Chinatown
Lo spirito imprenditoriale del popolo cinese si legge in quella fila interminabile di negozi che riescono da anni a sopravvivere, non si sa come, uno accanto all'altro, pur vendendo oggetti dello stesso genere. 
In essi, si affollano i souvenirs e tutte quelle cineserie dai mille colori che, a guardarle tutte vicine, si perdono gli occhi! 
Chinatown
Chinatown
Proprio questi bazar danno vita e vivacità a questo quartiere, lo rendono vibrante fino al calar del sole quando la chiusura dei locali segna anche la fine della giornata del quartiere che si addormenta di nuovo fino al mattino successivo. 
Non ci si pente mai di venire a passeggiare da queste parti, di infilarsi in quelle viuzze nelle quali risuonano spesso i suoni striduli dei violini, le cui corde vengono fatte vibrare da appassionati anziani concentrati solo sulle loro dita.  
Ieri ero qui, di nuovo da turista, insieme a Lorenza e Diego che sono venuti a trovarci e, naturalmente, insieme a Tegolina che per la prima volta vedeva coi suoi occhi questo fantastico mondo orientale. 
Non ci tornavo da un po' qui perchè, come dicevo prima, in alcune parti della città non ci si torna, se non con lo spirito del visitatore curioso. 
Ho rivisto così quella fabbrica di biscotti della fortuna che rifornisce tutti i ristoranti cinesi della città (qui per qualche informazione in più) e non la vedevo dal 2010 quando il destino volle che incontrassi San Francisco in vacanza, prima ancora di poter anche solo immaginare di trasferirmi qui. Tornare a Chinatown, nuovamente nei panni del turista ma senza esserlo più, mi ha fatto un certo effetto: tutto cambia quando vivi in una città che non riesci più a guardare con gli occhi innamorati di chi divora curioso ogni angolo appena visto per la prima volta! Ora mi sembra che i miei occhi apprezzino ciò che sentono più loro. 
Chinatown
Così, l'incanto generato da quei palazzi di gusto orientale, sulle cui cime sventolavano vicine la bandiera americana e quella cinese, ha assunto un significato diverso per me nel mostrarmi ancora una volta una delle numerose facce che distinguono San Francisco, una delle più belle città nel mondo, ai miei occhi. Una sorta di dichiarazione d'amore, questa, che arriva dopo due anni di vita californiana e in seguito all'elaborazione e alla maturazione di un sentimento che si è trasformato nel tempo in affetto sincero verso questi luoghi pieni di fascino.
Alla prossima

venerdì 21 marzo 2014

Una storia a lieto fine...

Nei giorni in cui sono a stata a Sarasota, in Florida, ho portato Tegolina al museo, per la prima volta. Il convegno prevedeva una visita al Ringling Museum of Art, che si sarebbe poi conclusa con un rinfresco nel parco del museo. 
 The Ringling Museum of Art, Sarasota FL (foto presa da qui)
Così, nel giorno del mio compleanno, eravamo tutti e tre a vedere questa bella collezione d'arte. Prima di lasciare il museo e dirigerci verso il rinfresco, un paio di foto scattate su una panchina sotto a delle splendide mangrovie...
Passano i giorni, lasciamo Sarasota per raggiungere Miami e, in vista della vacanza vera e propria, mi metto alla ricerca della mia macchina fotografica che dev'essere in uno dei bagagli. La cerco e non la trovo ma mi convinco che si trovi in una delle borse. Mi riprometto di cercarla ma, tra una cosa e l'altra, non lo faccio e nel frattempo continuo a scattare foto con l'iphone. 
La resa dei conti arriva all'ultimo giorno a Miami: nel rifare le valigie e risistemare l'interno dell'auto presa a noleggio, scopro di aver perso la macchina fotografica. 
Disperazione totale... più che per la macchina in sè, che è una compatta a cui sono affezionata ma che ormai ha i suoi anni, per le fotografie che sono nella memoria: tante foto di Teg che non ho avuto modo di scaricare e tra quelle, le foto della prima volta al museo... 
Sono dispiaciuta, tanto dispiaciuta. 
Così provo a chiamare l'albergo di Sarasota dove siamo stati per 4 giorni, ma niente: non l'hanno trovata nel rifare la stanza. 
Cerco allora di ricostruire la storia e di capire quando posso averla usata l'ultima volta... e mi viene in mente quella panchina sotto alle mangrovie nel parco del museo. Provo a chiamare il museo, ma ad ogni numero risponde una voce registrata che offre informazioni sugli orari di apertura, le mostre, il costo dei biglietti... 
Fortuna volle che la sessione del convegno durante la quale ho presentato il mio lavoro era presieduta dalla conservatrice del Ringling Museum, con la quale avevo pure scambiato quattro chiacchiere appena arrivata quella mattina. La contatto via mail, le dico che credo di aver perso la macchina fotografica al museo e lei mi dà il numero da chiamare.
Telefono immediatamente.
Mi risponde Douglas che dopo aver sentito che cosa cerco esattamente mi dice di attendere un attimo: va a controllare. Quando ritorna mi chiede: "Ma la macchina fotografica era dentro qualcosa?" 
"Sì" rispondo io "in una borsetta nera e grigia". 
"Allora ce l'abbiamo". 
Per poco non scoppio in lacrime dalla gioia! 
Non riesco proprio a trattenere l'esplosione di allegria che genera in me la notizia. Gli spiego che sono così felice perchè ho ritrovato le fotografie di Tegolina che credevo perse per sempre! 
Lui, poveretto, si subisce il monologo e aggiunge solo "Capisco... capisco..."
Fatto sta, che dopo tre giorni esatti da quella chiamata io ho ricevuto la macchina fotografica a casa: servizio espresso UPS, nessun soldo speso e la mia felicità ritrovata!
Sono stata fortunata ad aver perso la macchina in un museo americano; fossi stata altrove, anche nella stessa Sarasota, sarebbe stato più difficile recuperarla, sperando nel buon cuore della gente... Penso anche che se fossi stata in un museo in Italia, di macchine ne avrei trovate 3 o 4....
Sono stata fortunata anche ad aver conosciuto la conservatrice del Museo che mi ha messo rapidamente in contatto con delle persone capaci di fare il loro lavoro e pure velocemente! Mi chiedo - e la risposta mi lascia un po' l'amaro in bocca - che cosa sarebbe successo se avessero ritrovato la mia macchina in un museo italiano. Che cosa avrebbero fatto, visto che spesso non esiste nemmeno un responsabile fisso per gli oggetti ritrovati? Sarei dovuta tornare lì a prendermi la macchina? In questo caso, appena ho detto che ero già rientrata in California, mi hanno detto che me l'avrebbero spedita a casa e anche se mi sono offerta di pagare io le spese di spedizione, alla fine le hanno pagate loro. 
Insomma, questa disavventura è finita bene... ed eccola qui la mia bella, anzi bellissima, macchina recuperata!
Alla prossima

mercoledì 19 marzo 2014

Di ritorno dal sole della Florida

Da giorni penso e ripenso a questo racconto, ma trovo davvero difficile riassumere brevemente tutto quello che questo viaggio nel sud della Florida ha portato con sè... 
Naples, FL
Posso dire che è stato il viaggio delle prime volte: il primo viaggio in tre in aereo e quindi il primo volo di Tegolina che, durante le sei ore che separano San Francisco da Miami, non ha fatto altro che dispensare sorrisi ai passeggeri con grande magnanimità.  4 mesi di vita e già uno spirito da viaggiatore cordiale e ben predisposto!
La mia prima volta in Florida e quindi la prima esplorazione di uno stato americano diverso dalla California. Sono rimasta sorpresa, dopo due anni di America, ovvero di California, nel trovarmi spiazzata dall'accento della Florida. Davvero può cambiare così tanto l'americano da un posto all'altro? Sì, assolutamente! 
E ho potuto anche constatare quanto sia diverso il modo di fare della gente rispetto alla California: la Florida è stata davvero molto accogliente con noi e Tegolina ha ricambiato con una serie infinita di sorrisi a tutta gengiva rivolti specialmente a tutti i nonnetti che se ne vanno a svernare a Sarasota. In città abbassavamo sicuramente la media dell'età...
C'è stato anche il mio primo ritorno da mamma nel mondo accademico, perchè è stato proprio un convegno a portarci in Florida. Strano, e particolarmente emozionante, presentare i propri dati emersi dalle ricerche, seguendo con la coda dell'occhio il figlioletto di quattro mesi nella sala dentro al passeggino condotto dal suo papà.  
Key Biscayne, Miami, FL
E dopo il convegno, è arrivata anche la vacanza vera e propria, con i primi giorni al mare di Tegolina che immergeva le manine nella finissima sabbia bianca di queste meravigliose spiagge. C'è stato il suo primo bagno nelle acque turchesi, limpide e caldissime dell'Oceano Atlantico...  e ci sono stati i suoi primi sguardi, di pura ammirazione, rivolti alle fronde delle palme che ondeggiavano nel vento.
Key Biscayne, Miami, FL
Ha anche sofferto il caldo, per la prima volta, visto che a San Francisco questo caldo afoso non arriva mai! Per la prima volta ho visto scendere delle piccolissime gocce di sudore sulla sua fronte.
E naturalmente, c'è stato anche il primo incontro dal vivo con Tiziana, la sua bella Picci e Goodmorning Chef. Una tenerezza incredibile vedere insieme Picci e Tegolina, seduti vicini sul divano, alle prese con la palestrina di Picci che ha riempito Teg di carezze e baci, commovendo naturalmente tutte le blogger-mamme presenti... =) =) 
Il tempo trascorso con Tiziana è stato speciale, segnato da una grandissima accoglienza da parte sua e della sua famiglia tutta, e da un affetto sincero che mi ha fatto davvero sentire a casa da subito. Un incontro che mi ha fatto anche riflettere molto sul nuovo modo di vivere l'amicizia attraverso la rete: a raccontarlo sembra strano... eppure succede che leggi un blog, ti appassioni ai racconti, lo segui per anni, poi magari un giorno ti metti in contatto con chi lo scrive e da lì comincia un fitto scambio di messaggi che culmina in un incontro reale, talmente reale che mi è sembrato di conoscere da sempre Tiziana! Questa avventura da blogger mi ha portato anche questo dono speciale, che mi ha reso sinceramente felice...
Adesso comunque ho deciso dove bisogna andare a svernare: FLORIDAAAAAAAAAA
Alla prossima  
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