domenica 19 ottobre 2014

E per la serie "A volte ritornano"... anche dal Missouri!


Sono in aereo, sul volo che da Chicago mi riporta a casa, a San Francisco. Rientro da una conferenza sui libri medievali che si è tenuta a St. Louis in Missouri e sono stanca, decisamente provata da questo viaggio.

Osservo il paesaggio sotto di me e non riesco quasi a staccarmi dal finestrino. Da chilometri non si vedono altro che montagne spoglie, che vanno dal bianco al marrone, passando per un rosso terra che mi ha sempre affascinato. Piccole nuvolette bianche se ne stanno sospese sopra quei rilievi riflettendo sotto la loro ombra. 
Gli Stati Uniti sono davvero un Paese enorme e ci si rende conto di questo proprio quando si è su un aereo che li sorvola. Il volo dura circa 5 ore e di città sotto all'aereo praticamente non ne ho viste per ore. Sembra di guardare una cartina fisica dall'alto, con quei rilievi che sembrano disegnati e quegli specchi d'acqua blu che compaiono di tanto in tanto ad interrompere la banalità di questo paesaggio arido e arso dal sole.



è da tanto che non scrivo qui, lo so. So che vi mancano i miei racconti =), ma sono stati mesi particolarmente impegnati in cui non ho avuto proprio il tempo per mettermi a scrivere.

Mi foste venuti a cercare, mi avreste trovato spesso abbarbicata sulla sedia di un bar vicino a casa dove mi mettevo a lavorare al computer alla mattina presto, quando non dovevo occuparmi di Tegolina. Avevo alcuni lavori in sospeso da concludere e adesso finalmente posso tirare un sospiro di sollievo: la tempesta è passata, per il momento. Penso che questa settimana mi dedicherò al riposo e al tempo all'aria aperta insieme al mio piccoletto che tra qualche settimana compirà un anno. Un anno?!! Sì, un anno. Non ci posso ancora pensare seriamente...



Di cose da raccontare di questi mesi ce ne sarebbero tante, forse troppe, ma non ce la faccio a recuperare... quindi ricomincio da qui, da oggi, da questo volo. 
Ricomincio dal racconto breve di un viaggio che mi ha portata per la prima volta in Missouri. 
Ricomincio dal primo viaggio da sola dopo tanto tempo.

è stata dura stare lontana da casa e vedere Teg solo su skype una volta al giorno: avevo voglia di prenderlo in braccio, di stringerlo forte a me e di riempirlo di baci, e non lo potevo fare. 
Mi ha stupito la sua reazione nel vedermi sullo schermo, dentro al computer che di solito gli mostra i nonni in Italia. Se la rideva lui a vedere la sua mamma dentro al computer! Scema io che pensavo sarebbe rimasto sconvolto... ah, il nativo digitale! 

St. Louis mi è piaciuta. Non ho visto molto, a dire la verità, visto che non ero lì per fare la turista, ma attraverso i vetri dei mezzi di trasporto e le finestre degli edifici del campus universitario dove si teneva il convegno, ho potuto osservare una città autunnale che mi ha ricordato per certi versi l'Europa.   

St. Louis, Missouri
è più antica di San Francisco e si vede, e forse per questo non mi è affatto dispiaciuto passeggiare lungo i suoi viali alberati ammirando il giallo e il rosso delle foglie di questa stagione, ogni volta che è stato possibile farlo.


In questo viaggio mi sono resa conto di quanto mi manca lo scorrere delle stagioni. In realtà mi manca vedere la città in cui vivo indossare nuovi colori con l'avvicendarsi delle stagioni. 
San Francisco in effetti mostra poche differenze da un periodo all'altro e anche le variazioni della temperatura sono meno drastiche che nel nord dell'Italia. Non sto dicendo che mi manca l'inverno italiano, eh! Pero' credo mi manchino le foglie cadute sui prati verdi tra settembre e ottobre...
Adesso mi sembra che sia il mercato di frutta e verdura di Alemany, di cui vi parlavo qui, a mostrarmi l'arrivo dell'autunno con le zucche sui banconi e l'uva nelle cassette. 
Per il resto, il cielo rimane azzurro, il sole continua a brillare e le nuvole restano rare, soprattutto perché in quello che sarebbe l'autunno qui arriva l'Indian Summer, come già vi raccontavo in questo post
Se dovessi quindi riassumere le stagioni a San Francisco direi che funziona più o meno così agli occhi di una padovana: quando dovrebbe essere autunno praticamente è summer, quando è inverno o primavera le temperature sono quelle dell'autunno e quando è estate fa freddo come se fosse primavera... immaginate un po' che tipo di aggiustamento ha dovuto fare il mio corpo per adattarsi a tutto questo! 
Adesso me la sono messa via... come si suol dire, ma non posso fare a meno di accorgermi della bellezza dell'autunno a St. Louis quando punto lo sguardo verso la chioma degli alberi sopra di me. 

Questo convegno ha portato con sè tante cose: nuovi incontri, nuove persone, nuovi stimoli ricevuti anche da vecchie conoscenze. La parte migliore del convegno? 
Beh, la parte migliore è stata il dopo convegno: tutti gli studiosi sono stati invitati a casa dell'organizzatrice e c'è stata una sorta di festa con fiumi di vino bianco e rosso con assaggi vari della cucina internazionale. 
Non c'è niente da fare: gli americani le sanno fare proprio bene queste cose! Sono quasi imbattibili nell'organizzazione di eventi come questi che mettono in contatto le persone. E mi sono proprio divertita a passare da una conversazione all'altra godendo anche della presenza di persone che rientrano nella top ten dei miei miti lavorativi. 
Insomma, sono stati giorni diversi da quelli da mamma, giorni in cui sono stata bene con me stessa pur sentendo tanto la mancanza della mia famiglia, proprio tanto!




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