venerdì 23 maggio 2014

E.A.S.Y. ma non troppo!

Ormai da qualche settimana siamo dentro al sistema E.A.S.Y, un metodo di cui parla Tracy Hogg nel libro che io ho letto in lingua originale, in una versione ridotta e pensata per il Kindle, che si intitola Sleep: Top Tips from the Baby Whisperer: Secrets to Getting Your Baby to Sleep Through the Night (preso su Amazon!). 
Credo che esista anche la versione italiana del volume completo e penso sia intitolata Il Linguaggio segreto dei neonati, se vi potesse interessare.
Ma tornando al mio libro in inglese, posso dire che quei 2.62 euro investiti in questo acquisto, sono sicuramente i meglio spesi della storia!!      
Partiamo dall'acronimo E.A.S.Y che sta per: Eat, Activity, Sleep, You (=Mangiare, Attività, Dormire, Tu). 
In pratica, il metodo della Hogg mira ad aiutare il bambino a dormire tutta la notte regolando i ritmi del giorno secondo cicli di 3 o 4 ore, a seconda dell'età del bimbo. E queste sono le quattro fasi che si alternano all'interno di ogni ciclo.
L'idea che sta alla base del libro è che il bimbo deve arrivare sereno - e non stressato - al momento della nanna notturna e perchè questo succeda, tutta la sua giornata deve essere regolata seguendo cicli che vedono susseguirsi pappe, giochi e pisolini a ruota nell'arco delle tre o delle quattro ore. Naturalmente, non è l'orologio solamente a regolare il tutto, ma l'osservazione attenta del bimbo con le sue espressioni, i gesti e i lamenti con i quali suggerisce qual è il passo successivo.
Spiego meglio come funzionano questi cicli. 
Ognuno comincia con il momento della pappa. A questa, seguono le attività, che durano circa un'oretta o un'oretta e mezza. Solitamente,  io prevedo inizialmente un periodo di tempo in cui Teg gioca un po' da solo. Pare che questo momento in cui i bambini sperimentano il gioco per conto loro li aiuti a diventare più sicuri di sè nel tempo e a farsi via via più indipendenti (per questa idea ci siamo ispirati a questo libro preso l'anno scorso alla fiera del libro di cui vi avevo parlato qui). 
Dopo essere stato da solo per un po', Teg richiede la nostra attenzione e a quel punto pretende, direi giustamente, di giocare con uno di noi o con entrambi se siamo disponibili. Tra le attività che facciamo, oltre ai giochi, sono incluse le passeggiate, i giretti al parco, la lettura, i racconti, i viaggi in auto ma anche le lezioni di yoga di cui vi parlavo qui, a cui da poco si sono aggiunte le lezioni di nuoto!
Dopo queste attività, arriva il momento della nanna. La Hogg spiega che anche il sonno dei bambini è regolato da cicli nei quali, dopo 40 minuti, i piccoli escono dal sonno più profondo per entrare in una fase REM in cui il sonno si fa più leggero. Durante il giorno sembra quindi utile aiutarli a fare una serie di pennichelle che devono superare i 40 minuti ma non andare oltre l'ora e mezza. L'autrice suggerisce, per i 6 mesi, di includere nella routine un riposino più lungo che Teg fa generalmente nel primo pomeriggio. 
Al sonnellino corrisponde il momento You per la mamma ovvero quell'intervallo in cui posso riprendere fiato e dedicare un po' di tempo a me stessa, magari scrivendo post come questo oppure leggendo libri terribilmente bambino-centrici ma sicuramente utilissimi in questo periodo. Altre volte il tempo You è interamente mirato al sostentamento familiare e quindi alla preparazione di pranzi-cene-merende-e-quant'altro previsti nei cicli successivi. Altre volte invece si sistema la casa... ma com'è che questa cosa mi è venuta in mente per ultima?
Immagino siate curiosi di sapere che cosa succede alla sera quando i cicli terminano e si avvicina il momento della nanna. L'ultima poppata viene fatta sulle 19, dopo l'ultimo riposino pomeridiano; segue un po' di attività tranquilla per una mezz'oretta o al massimo un'oretta, e poi si va definitivamente a letto. Verso le 23 c'è l'ultimo rimbocco, una seconda poppata che la Hogg chiama dream feed e che infatti Teg fa continuando a dormire. 
Da quando abbiamo iniziato con questa routine, Teg ha cominciato a dormire per otto ore di seguito! Si sveglia una volta di notte ma si riaddormenta rapidamente col ciuccio e il risveglio definitivo avviene al mattino presto. E poi da qui si ricomincia con i cicli giornalieri!
Ho trovato molto sensato quello che scrive la Hogg e soprattutto ho visto presto i risultati e la cosa mi ha sicuramente incoraggiata a perseverare. La cosa forse più difficile da fare, consiste nel mettere a letto Teg ogni tre ore: a volte piange e per me diventa difficile riuscire a restare dentro quel senso di frustazione che prova, non riuscendo ad addormentarsi subito, continuando ad aiutarlo a trovare il sonno. Nel libro però viene suggerito anche un metodo per aiutare il bimbo ad addormentarsi, un metodo che non prevede di lasciarlo piangere finchè non smette - come invece aveva suggerito il nostro pediatra! - ma di prenderlo in braccio e consolarlo, per poi rimetterlo nel suo lettino appena smette, continuando così, su e giù, sussurrandogli un continuo Shhhhhh.... shhhhhhh... shhhhhhh... che dovrebbe rassicurarlo, e battendolo ritmicamente sulla schiena, leggermente, per farlo chetare e aiutarlo a lasciarsi andare al sonno. Questo a noi è servito solo nei primi giorni. Adesso basta mettere Teg nel suo lettino, mettersi di fronte a lui e accompagnare questa fase con un prolungato Shhhhhh.... shhhhhhh... shhhhhhh... che segue il respiro. Dopo poco, Teg cede a Morfeo. E vederlo dormire sereno è una delle cose più belle dell'essere mamma!
Che ne pensate? Easy, no?
Alla prossima
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