giovedì 31 ottobre 2013

Halloween alla Maison Jaune

Se Tegolina avesse deciso di nascere oggi, avrebbe potuto sfoggiare la sua tenuta da Halloween e sfilare per le vie di San Francisco giocando a dolcetto o scherzetto. 
E sicuramente sarebbe stato proprio elegante con uno dei suoi nuovi bodies che ci ha dato Elena qualche tempo fa. 
Vediamo la versione cravattata.

Segue la versione papillon a manica corta, che oggi, con questo bel sole e 21° di temperatura, sarebbe stata davvero perfetta!
E poteva mancare un tocco di arancione? Certo che no! Ed ecco la felpa.
Tutte queste belle cosine le ha cucite proprio Elena che oltre a dedicarsi all'organizzazione di super mega feste a tema che hanno sempre un grande successo, sta facendo anche tutto il possibile per conquistarsi il cuore di Tegolina! =)
Dunque Teg, com'è che non sei ancora nato? Non sei ancora del tutto convinto?
La Maison Jaune sarebbe anche stata pronta ad accoglierti... 
Niente macabri dettagli che l'anno scorso ci avevano fatto rabbrividire; 
niente braccia mozzate e ancora sanguinanti, abbandonate proprio davanti all'entrata; 
niente sorci né pipistrelli sparsi qua e là. 
Quest'anno sono comparse solo delle bellissime zucche di varie forme e colori. Tutto molto più purista! 

Che i padroni di casa avessero paura che facessi un collasso per la paura e mi partisse il travaglio? 
Chiederò...

Tra l'altro, oggi è stato aggiunto un piatto ricco che naturalmente ha destato tutta la mia curiosità.
Che saranno mai questi dolcetti così ben preparati?

Poteva una donna incinta non cedere alla tentazione di assaggiarli? 

Chiedo dunque venia ai bambini golosi che passeranno di qui stasera ma io proprio non ho saputo proprio resistere. Così ho preso giusto due assaggini per provare entrambe le versioni di questi dolcetti fatti in casa. 
Marshmallows ricoperti di cioccolato oppure, come vedete qui sotto, rivestiti di caramello salato, che fa impazzire gli americani... ma non solo gli americani!
 
Ecco, adesso hanno pure la prova. Ho ceduto... sì, ho ceduto alla tentazione. I bambini mi perdoneranno... 
Posso sempre dire che era Tegolina che voleva a tutti i costi assaggiare, no?!
Alla prossima

martedì 29 ottobre 2013

Nove mesi fa

Quasi del tutto indifferenti agli influssi della luna, abbiamo superato incolumi la data prevista per la nascita di Tegolina: 27 ottobre 2013. Evidentemente a Teg non piaceva troppo questo giorno e non gli do nemmeno tutti i torti visti la nebbia e il vento che hanno investito San Francisco in una domenica che aveva decisamente un sapore tristemente autunnale!
Adesso non ci resta che attendere pazienti... e fortuna che sono una persona paziente! 
Pensavo oggi a quanto in fretta mi sembra siano passati questi nove mesi di gravidanza.
Eravamo in Baja California Sur nove mesi fa per visitare questi luoghi incredibili, ancora non toccati dal turismo di massa. Eravamo lì a goderci il magnifico spettacolo che vede protagoniste le balene grigie che nei mesi invernali giungono nelle calde acque messicane per riprodursi e, un anno dopo, per partorire i loro cuccioli e istruirli alla vita del mare. 
Ho trovato emozionante e commuovente quella visione dei dorsi vicini di mamma e piccolo che affioravano sulla superficie della laguna di Puerto Lopez Mateos dal lato dell'Oceano Pacifico.
La mamma insegnava al suo cucciolo ad immergersi e poi a riemergere in superficie, ma la sua grazia non aveva nulla a che fare con quei modi impacciati e goffi del piccolo che cercava, come riusciva ma senza troppo successo, di imitarla al meglio. 
Guardavo accadere tutto questo senza sapere che Tegolina era già dentro di me, come minuscolo uovo fecondato e pronto a cambiare il mio destino. 
A Puerto Lopez Mateos quel giorno ci saranno state circa una cinquantina di balene. Spuntavano una dopo l'altra davanti ai nostri occhi pieni di ammirazione. Il paesaggio, così spoglio, fatto solo d'acqua, del colore del cielo, e d'una sottile striscia di sabbia in lontananza, dava ancora più risalto a quei musi che svettavano improvvisamente sulla superficie piatta della laguna.
Nel totale silenzio che ci avvolgeva, questi mammiferi apparivano e sparivano lentamente, muovendosi con un'eleganza che difficilmente sembra possibile per animali di tali dimensioni. La piccola barca di pescatori che ci portava attraverso la laguna si muoveva lenta per non disturbare questa particolare danza.
In alcuni casi erano gli spruzzi ad attirare la nostra attenzione. E il silenzio veniva rotto da quel suono, che ancora ho nelle orecchie come se lo stessi sentendo proprio ora; si univa al rumore dell'acqua spostata dalle balene e si perdeva nell'aria insieme a quel vapore. 
Apparivano continuamente i dorsi di altri esemplari e non si riusciva a prestare sufficiente attenzione ad una singola balena che subito un'altra catturava gli sguardi.









Ma la Baja California Sur non è nemmeno solo questo... Si tratta veramente di un luogo incredibile, di cui si potrebbe parlare a lungo... 
Vi sono spiagge meravigliose che tolgono il fiato per la loro bellezza. Spiagge che sembrano pure, nella loro essenza.
Sembrano  luoghi surreali che possono esistere solo nella fantasia di un grande sognatore e invece esistono davvero, e sono lì.
In molti casi si tratta di spiagge quasi del tutto deserte, abitate solo da pellicani e balene che arrivano vicinissime alla riva, e ci si sente quasi degli intrusi nel varcare la soglia di questa natura incontaminata.
Sono luoghi nei quali pirati come Hernan Cortes e Sir Francis Drake nel Cinquecento hanno sostato alla ricerca di preziosi tesori nascosti, che forse sono ancora in fondo al mare. 
E le barche a vela, che ancora si fermano al tramonto tra queste baie, divenendo a loro volta ombre misteriose nel silenzio, risvegliano inevitabilmente il ricordo di tali leggende, ancora del tutto avvolte nel mistero.






Tra questi magici bagliori dorati è stato concepito Tegolina e ora aspettiamo solo che venga al mondo per leggere nei suoi occhi il miracolo della vita.
Alla prossima



venerdì 25 ottobre 2013

Dal baby registry di Teg #8

Da quando vivo qui in California, mi sono resa conto che praticamente tutto quello che vediamo nelle serie tv o nei film americani, diciamo realistici, è proprio preso pari pari dalla realtà, senza troppa fantasia aggiunta. Quindi, quello che ai nostri occhi europei appare piuttosto esotico in questi episodi, in realtà agli americani deve risultare assolutamente normale. L'effetto deve essere quello di Un posto al sole, per dire: avete presente? 
Ecco quindi che nel reparto di pediatria di Grey's Anatomy, la famosa serie che è diventata l'appuntamento fisso serale alla Maison Jaune da qualche mese a questa parte, ma che adesso vediamo solo al venerdì visto che escono settimanalmente le nuove puntate della decima serie (in Italia dovrebbero uscire il prossimo gennaio, tranquilli!), non poteva mancare la sedia per l'allattamento che abbiamo visto utilizzata da Alex Karev!
Questa sedia in legno con doppio cuscino, per la seduta e lo schienale, è sempre presente nelle camere d'ospedale americane e spesso pure nelle case che ospitano dei bebè. Niente di inventato, anche in questo caso quindi. 
Potevo dunque anche solo pensare di togliere a Tegolina il piacere di essere coccolato su una di queste comode poltrone per l'allattamento americane? Anche questo mi sembra faccia parte del nostro tentativo di adattamento alla cultura statunitense! Unico vero problema: il costo di queste belle sedie che generalmente vanno dai 130 ai 600 dollari! 
Fortuna ha voluto che la trovassimo qualche mese fa in un garage sale, una vendita dell'usato che gli americani fanno sotto casa nel weekend per svuotare il loro garage pieno di cose inutilizzate. Pagata 30$, presa, seduta stante =). 
A questo punto però abbiamo chiesto l'intervento di chi poteva, con le sue mani magiche, dare nuova vita a questa poltrona offrendo un rivestimento ai due vecchi cuscini. 
E chi meglio di Cristina poteva aiutarci?
Foto fatte, misure dei cuscini prese sommariamente su questa bozza cartacea digitalizzata e inviata a Padova così come la vedete. Dopo poche ore, arriva la mail di risposta con una serie di domande e di richieste di puntualizzazioni. 
Ahimé, il mio disegno, con le misure prese in modo piuttosto casuale, anche se con una certa logica non certamente sartoriale, non era sufficiente per realizzare un rivestimento preciso...
Ci riproviamo allora e l'intervento più professional di Roberto, che è stato evidentemente coinvolto nel progetto, è risultato fondamentale. Ci arriva pertanto questa foto che vedete sotto con le nuove misure da prendere.
Questa volta i punti significativi sono indicati precisamente e a noi spetta solo di trascrivere le misure dei singoli segmenti: AB, BC, CD, DE, L1, L2, L3... ecc... ecc... 
Ci mettiamo d'impegno e lo facciamo, cercando di essere quanto più precisi possibile pur avendo solo un metro rigido a nostra disposizione e un nastro che usiamo per prendere le misure e riportarle sul metro.
Risultato finale? Questo qui a destra! 
Una nuova versione di questa sedia usata che ora trionfa, tutta pulita, nella cameretta di Tegolina, con il suo bel rivestimento candido che le calza a pennello. 
Pura magia ai miei occhi...
A questo che io considero un vero capolavoro, Cristina e Roberto hanno aggiunto dal Baby Registry il poggiapiedi che generalmente si vende insieme alla sedia per l'allattamento in una versione imbottita, molto più grande e costosa. 
Da qui
Per evitare di spendere 100$ solo per questo dettaglio, ho trovato su Amazon una versione più piccola e più semplice in legno, che spero Teg possa utilizzare anche per raggiungere il lavandino e lavarsi le mani da solo quando sarà un po' più grandicello.
Oltre a questo, sempre dal Baby Registry, Cristina e Roberto ci hanno mandato lo sterilizzatore e i biberon della Philips Avent, un set da paura che non vediamo l'ora di mettere in azione!
Ma oltre a questi oggetti acquistati online, Cristina ci ha mandato anche altri lavoretti d'artigianato da lei prodotti, come quelli che vedete qui sotto. 
Una serie di coloratissimi bavaglini in cotone double face su cui Teg non vede l'ora di lasciare delle fantastiche medaglie di varie forme e dimensioni.
Un lenzuolino cucito dalle mani magiche di Cristina, con una passamaneria tutta orsettosa che sicuramente farà impazzire il Batuffolino con tutti questi dettagli colorati. 

Insomma, i regali che stiamo ricevendo per Tegolina sono molto vari. Certo le cose fatte a mano continuano a generare in me una particolare ammirazione perché, per la poca esperienza che ho, so che il tempo, la pazienza, l'impegno che servono per creare tutte queste adorabili cosine sono davvero senza prezzo...

Grazie allora Cristina e grazie Roberto!

Alla prossima 

martedì 22 ottobre 2013

Dal baby registry di Teg #7

San Francisco vista da Twin Peaks
La luna piena non ha sortito alcun effetto nel weekend, se ve lo state chiedendo; eppure, senza paura, noi le siamo andati incontro a Twin Peaks, un'altura costituita da due colline gemelle, di quasi 300 metri di altezza, che sono famose a San Francisco perché offrono una vista spettacolare sulla città.  Esattamente questa vista sulla città, con la Baia sulla destra e i riflessi della luce naturale della luna sull'acqua, che sembrava petrolio, e le luci artificiali del Bay Bridge e di Market Street sulla sinistra.
Insomma, vi dicevo, questa luna per quanto bella fosse non ha avuto effetti collaterali, e io sinceramente comincio a sospettare che Tegolina non stia poi così male lì dove sta... 
Ormai il corso prenatale è terminato da qualche settimana: hanno partorito praticamente tutte le mie "colleghe", ma è tutto nella norma visto che loro avevano la data prevista nella prima metà del mese. Il fatto è che ora, visto che è stata creata una sorta di mailing list tra le neo mamme, continuano ad arrivarmi dei resoconti terrificanti delle ore di travaglio e parto trascorse all'ospedale... e la cosa non è affatto incoraggiante per chi ci deve ancora passare! Ma guardiamo avanti, sapendo che si tratta comunque di esperienze soggettive (o almeno, cercando di convincersi che è così). Dopo tutto, penso davvero che ci sia poco da fare, dato che tutto dipende da una macchina chiamata corpo che farà esattamente quel che vorrà fare, collaborando con Tegolina, quando lui si deciderà. 
Non resta che avere pazienza ed aspettare... 
Nel frattempo, per impiegare al meglio il tempo d'attesa, continuo ad andare al corso di yoga prenatale con lo stuolo di panzone con cui condivido questa splendida esperienza. E settimanalmente ci sono i controlli in ospedale. L'ultima ecografia ci ha mostrato Tegolina in pole position, con la testolina rivolta verso il basso e il sederino all'insù. Oltre alle vertebre della spina dorsale che già qualche settimana fa mi avevano rubato il cuore (qui se volete rileggere il racconto), Teg questa volta ha messo in bella mostra tutte le sue belle costolette. E, per sorprendere l'ostetrica che ci diceva che spesso fanno un controllo specifico per vedere se il piccolo si sta esercitando col respiro, Teg ha dimostrato di essere già ben allenato! Quindi nessun esame aggiuntivo previsto! E bravo Teg!  
Tra le altre cose che continuano a succedere in questi giorni, vi è l'arrivo quotidiano dei regali del Baby Registry
A questo punto posso dire tranquillamente che con i mezzi di locomozione siamo a posto: ovetto e passeggino ci sono arrivati, ancora qualche settimana fa, dai nonni materni.
Pensate che qui, senza l'ovetto dotato di una base per il fissaggio nell'auto che lo fa diventare un infant car seat, non ti permettono nemmeno di lasciare l'ospedale! Ecco quindi che questo risultava proprio indispensabile.  
Per il passeggino abbiamo optato per una versione a tre ruote che ci permetterà lunghe passeggiate anche su terreni sconnessi e magari pure un po' di jogging a tre, cosa che qui è piuttosto comune in città e specialmente nei parchi. 
Quando poi Tegolina sarà un po' più grandicello, lasceremo l'ovetto che diventa infant car seat per passare al car seat vero e proprio, che ci è già stato regalato da Umberto.
Per i bambini fino agli 8 anni è obbligatorio qui in California! Il modello che abbiamo scelto, grazie ai suggerimenti di Tiziana, si adatta per accogliere il bambino da quando è piccino fino ai 32kg: spero quindi ci possa durare un bel po'. 

Ora non ci resta che trovare l'auto... ehm!
Alla prossima
             

sabato 19 ottobre 2013

Dal baby registry di Teg #6

Nel weekend della luna piena.

Pare che con la luna piena ci siano maggiori possibilità di dare alla luce il proprio figlio. Credenze popolari, generate dall'idea che vi sia uno stretto rapporto tra il ciclo lunare e quello mestruale femminile, e basate sul fatto che la luna, avendo una certa influenza sul moto dell'acqua, deve averla anche sul liquido amniotico. Ripeto: credenze popolari. 
Che facciamo quindi in questo weekend di luna piena? 
Rimaniamo vicini all'ospedale, per carità!
Ma no, dai... facciamo finta di niente. Sì, proviamo a fare finta di niente e viviamo il weekend come se niente dovesse succedere, come se questa attesa di nove lunghi mesi non fosse ormai agli sgoccioli. Del resto, non è che al momento io abbia potere alcuno nel decidere quando sarà il momento giusto per Tegolina... quindi ripeto: facciamo finta di niente e scordiamoci di questa luna piena che mette solo che ansia... ma la valigia rimane a due passi dall'uscio di casa, che è meglio!
Fatto sta che queste credenze popolari hanno comunque finito con l'accelerare i lavori alla Maison Jaune: il montaggio delle cassettiere è stato terminato in un baleno e ora i cassetti sono tutti pieni di body, canottierine, tutine, calzettini e quant'altro, tutto lavato e pronto per l'uso. Pare ancora che sia passato un tornado nelle varie stanze, ma a questo ci penseremo nei prossimi giorni. Bisogna anche lasciarsi qualcosa da fare per impegnare l'attesa, no?
Sappiate comunque che grazie al Baby Registry, il guardaroba di Teg si sta arricchendo di interessanti dettagli. 
Sono arrivati per esempio i cappellini in cotone dai nonni paterni. Non vedo l'ora di vederli addosso a Teg! Hanno entrambi questo buffo nodino in alto che mi fa pensare che il Batuffolino (detto anche Polpetta o Pistacchio nelle ultime settimane), sembrerà un piccolo elfo della foresta! 
Tra l'altro, si tratta di un nodino non puramente estetico: sciogliendolo il cappello diventa più lungo e quindi dovremmo essere in grado di utilizzarlo per un tempo più lungo.
Al grande freddo hanno pensato invece Cinzia e Nicola che ci hanno preso questo bellissimo completino in pile, con interno pecoroso morbidissimo. 
Cinzia è un'amica di vecchia data e tanti sono i ricordi che mi legano a lei: ci rivedo al liceo a scambiarci i diari per lasciare traccia di noi su quelle pagine a quadretti; siamo ai tempi dell'università a recitare a memoria un brano dalla Tempesta di Shakespeare (e, faccio notare, che io avevo volontariamente scelto di fare la parte dell'ubriacone!); a questo è seguito il tempo delle lauree e quindi delle gioie condivise, in cui i piccoli passi fatti, ci tenevano vicine anche quando non ci vedevamo più tanto spesso... Adesso skype, che come sempre accorcia le distanze, ci ha rimesso una di fronte all'altra a suon di chiacchiere tra donne. 
Sempre a Cinzia e a Nicola dobbiamo anche questo simpatico tris di calzettini che presto Teg sfoggerà ai suoi piedi.   
Ancora di animaletti si parla, ma in questo caso, utili per il bagnetto! 
Questi ci sono arrivati da Fabio, Domenico e Susanna, a cui devo non solo questo regalo, ma anche un sacco di consigli che arrivano da chi tre mesi fa ha affrontato quello che ora stiamo per affrontare noi. 
Il trio in questione, che ci è venuto a trovare lo scorso aprile, con Fabio che era ancora nella pancia della sua mamma (qui il racconto di quello splendido giro di esplorazione che abbiamo fatto insieme tra oceano, lagune di acqua dolce e salata e distese verdeggianti piene di fiori californiani), ha pensato bene di farci anche un altro regalo che non vediamo l'ora di vedere addosso a Teg. Del resto, come mi scriveva Susanna, "Non vi era regalo più azzeccato di questo!".  E come si potrebbe dire il contrario? 
Presto, su questa rete, potrete ammirare Tegolina nel suo abito da tegolina!
Grazie a tutti! 
Vi teniamo aggiornati sugli effetti della luna, promesso.
Alla prossima

mercoledì 16 ottobre 2013

Dal baby registry di Teg #5

Credevate fossimo spariti perché Tegolina aveva deciso di venire al mondo prima della data prevista, eh? 
No, tranquilli: è tutto sotto controllo, più o meno... 
Alla Maison Jaune però fervono i preparativi per accogliere il piccoletto: la casa è completamente sotto sopra e pare sia passato un tornado che non ha mancato di investire tutte le stanze a disposizione. Si sta cercando in effetti di capire come gestire al meglio gli spazi, che sono quelli che sono; sono quindi in fase di montaggio giusto un paio di cassettiere che siamo andati a recuperare all'Ikea lo scorso weekend e che ci permetteranno di trovare una degna sistemazione per il guardaroba di Teg; i regali, che continuano ad arrivare dal Baby Registry, trovano sistemazioni provvisorie ovunque e a volte spariscono per riapparire solo dopo qualche giorno, ma sempre dove non te lo aspetti; ci sono vari lavori di pittura in fase di completamento o che attendono di essere cominciati prima che partano le doglie... e insomma, siamo nel bel mezzo di una baraonda. 
Ma è tutto sotto controllo, più o meno...
In compenso, il lettino di Teg è praticamente pronto. 
Sono arrivati il materasso e il copri materasso nuovi, le lenzuola e la copertina che ci hanno regalato i nonni paterni e Cristina e Roberto. 
Il tocco di classe lo dà la giostrina con carillon che suona la famosa ninna nanna di Brahms di cui vi parlavo anche qui, che ci ha regalato Mariaceleste.
Il mercato americano offre una vastissima gamma di giostrine, generalmente stra-colorate e piene di animali di varie dimensioni, forme e colori. Sinceramente, preferivamo che sopra alla testa di Tegolina pendesse un aggeggio iper-stimolante visto che puntiamo sul farlo addormentare nel suo lettino, più che nell'intrattenerlo lì dentro, quindi abbiamo optato per una versione più sobria della giostrina che speriamo possa accompagnare meglio l'inizio dei suoi sogni. E non è stato facile trovarla! 

Eccola qui, montata, sopra al lettino.

All'inizio però Teg dormirà nello snuggle nest, una specie di mini culla che si può mettere nel letto matrimoniale e che generalmente si utilizza nei primi mesi di vita. Qui è davvero molto usato! 
Noi lo abbiamo trovato su Craigslist, un sito molto noto negli States, nel quale vengono pubblicati gli annunci di chi vuole vendere qualcosa di usato. Nello stesso sito, avevo trovato l'annuncio della vendita di Peggy l'anno scorso, ricordate?
Siamo stati anche parecchio fortunati, lo devo dire: per pochi dollari abbiamo trovato uno snuggle nest che è stato utilizzato solo un paio di volte dalla prima figlia di una signora tutta precisina che ha tenuto benissimo il lettino in questione. Vedremo se Tegolina apprezzerà il suo primo giaciglio! Averlo vicino dovrebbe essere un po' più comodo nei primi tempi per l'allattamento. Poi, appena possibile, passerà nel lettino a godersi anche la sua bella giostrina con le stelline cicciotte azzurre!

venerdì 11 ottobre 2013

Dal baby registry di Teg #4

Ma qui ogni giorno è Natale! 
Ogni mattina il corriere lascia sull'uscio della Maison Jaune scatole e scatoloni per Tegolina, e alla sera, in una sorta di rituale ormai ben collaudato, apriamo i regali. Devo dire che è sempre una sorpresa perché, anche se nel Baby Registry di Amazon compaiono via via gli acquisti fatti e i fautori dello shopping, non sappiamo mai che cosa è veramente in arrivo perché i prodotti non giungono nell'ordine d'acquisto.
Gli zii d'America, Madda & Marco, hanno optato per due oggetti utilissimi, che ci immaginiamo ci possano servire molto presto.
Innanzitutto la fascia porta bambino, che qui si chiama wrap baby carrier. Si tratta di una fascia in cotone che viene utilizzata per portare a spasso il bambino tra gli 0 e i 5 mesi. Ce l'aveva consigliata Chiara, un'amica italiana che fa l'ostetrica e tiene diversi corsi prenatali e postnatali a Padova e dintorni, e noi ci siamo lasciati convincere!
Rispetto al classico marsupio, questa fascia avvolge meglio il bambino specialmente quando è ancora piccolino e permette di rassicurarlo con il calore corporeo, mantenendo vivo quel contatto di pelle tra mamma e bambino (o tra papà e bambino) che nei primi mesi di vita è fondamentale.  
La fascia può essere sistemata in modi diversi, illustrati tutti sulla scatola che, a dire la verità, non abbiamo ancora avuto il tempo di aprire. Verosimilmente dovremo sperimentarne almeno alcuni, imparando quindi a maneggiare bene la fascia e vedendo anche Teg come preferirà essere avvolto e portato in giro. 


Un altro fantastico regalo che ci è arrivato dagli zii d'America è la mitica sdraietta!
Immaginando la giornata tipo insieme a Tegolina, ipotizzo che non voglia dormire sempre e ci potranno essere dei momenti in cui vorrà stare sveglio e guardarsi intorno in modo indipendente. 
Ecco quindi che la sdraietta tornerà utile per piazzarlo nelle varie stanze della Maison Jaune per offrirgli nuovi sguardi sul mondo che starà via via scoprendo. Abbiamo scelto una sdraietta con l'archetto removibile, pensando che comunque avrà già molti stimoli attorno a lui, e che può seguire la sua crescita potendosi trasformare in una seggiolina vera e propria. 

Grazie quindi agli zii d'America! Il destino ha voluto che un anno e mezzo fa ci ritrovassimo in questa parte di mondo a condividere questa avventura californiana, una fortuna che davvero pochi amici hanno... Il regalo più bello sarà quello di avervi vicini all'arrivo del Batuffolino che già vi ha conquistati!

 
  

mercoledì 9 ottobre 2013

Patente californiana. Step 2: Pratica

Eravate rimasti alla teoria per la patente californiana, che i due italiani (e mezzo) avevano superato brillantemente lo scorso settembre (leggete qui se vi manca questo racconto!). 
Beh, oggi toccava alla pratica... 
Foto presa da qui
Abbiamo optato per questo ufficio del DMV (Department of Motor Vehicles) in Fell Street, nel centro della città, giusto perché a noi il traffico americano ci fa un baffo! L'ufficio era già addobbato per Halloween e ovunque sbucavano mostri, ragnatele, scheletri e lapidi fittizie. Davvero incoraggiante come inizio!
Dopo aver consegnato le carte all'interno, siamo usciti nel parcheggio antistante per l'esame vero e proprio. Anche per questo, ve lo devo dire, si era dovuto studiare un po' ieri sera... 
Immagine presa da qui
Studio e ripasso della terminologia tecnica innanzitutto: lo sapevate ad esempio che il parabrezza in americano è detto windshield? o che il volante si chiama steering wheel
Bisognava poi leggere anche le informazioni utili per il superamento della prova, giusto per capire che cosa ci attendeva. Fortunatamente la motorizzazione ha un sito molto chiaro che spiega esattamente che cosa ci si deve aspettare dalla pratica (se siete curiosi ecco qui il link). Mi è venuto anche da pensare che agli americani non piacciano troppo le sorprese, per lo meno quando si tratta di dover superare una prova...
Il mio esame di oggi è cominciato quando una ragazza dai tratti orientali che indossava grandi occhiali da sole, camicia a fiorellini rosa, pile abbinato color rosa shocking, jeans e un paio di scarpe nere tacco dieci (d'ora in poi chiameremo l'esaminatrice del DMV "la robotica"), si è avvicinata con fare deciso all'auto che avevamo preso a noleggio per l'occasione. La robotica parla come un robot programmato ad uccidere, ecco il perché del suo simpatico soprannome. 
Mi chiede di visionare le carte che ho appoggiato sul cruscotto come mi aveva suggerito di fare il responsabile dell'ufficio. Mi fa apporre una firma sulla pagina iniziale di questo foglio su cui segnerà, per tutta la durata dell'esame, le mie riprovevoli mancanze.
Successivamente invita il marito, che mi sedeva accanto, a scendere dall'auto. Lo riconosce, visto che lo aveva esaminato e promosso poco prima. Io a quel punto, per rompere il ghiaccio, aggiungo: "Oggi c'è la famiglia al completo!". 
Ma alla robotica non è concesso di sorridere, così la mia battuta cade nel silenzio. 
La robotica non ha tempo da perdere e deve piuttosto verificare con me che l'auto, già usata per l'esame del marito, sia ancora (a venti minuti di distanza dal suo esame!) perfettamente funzionante in tutte le sue parti. Dice quindi: "Adesso controlliamo le frecce... destra e sinistra... i fari anteriori e posteriori... il clacson, prego... ora il freno a mano... andiamo con i tergicristalli... le luci di emergenza... Va bene, è tutto a posto". 
Tiro un sospiro di sollievo, soprattutto perché non ci sono stati fraintendimenti: lo studio del vocabolario è servito!
A questo punto la robotica mi chiede di fare i segnali fuori dal finestrino, quelli che vanno fatti in caso di sole accecante (ve ne parlavo sempre qui, se ricordate): braccio sinistro verso l'alto per indicare la svolta a destra; braccio in fuori per la svolta a sinistra; braccio rivolto verso il basso per indicare un rallentamento o uno stop in corso. Butto fuori dal finestrino il braccio sinistro e faccio i tre gesti richiesti, ma la robotica non si accontenta e noto che mi sta guardando male, quindi capisco che vuole che glieli spieghi bene ad uno ad uno. Così riparto e li rifaccio spiegandomi meglio. 
Mi avvisa che a quel punto sta per salire in macchina. Mi dice di non accenderla prima che lei sia seduta accanto a me. Apre la porta, entra e si accomoda. 
Mi spiega che la prima prova consiste nella retromarcia e la cosa non mi coglie impreparata visto che anche il marito aveva cominciato l'esame così. La robotica mi fa pertanto posizionare l'auto tra due righe parallele bianche segnate per terra e via con la retro. Procedo lentamente... ma quando mi dice di fermarmi, mi accorgo di essere andata storta, leggermente storta. Mi si gela il sangue nelle vene ma m'illudo che lei, la robotica, non se ne sia accorta. Questa mossa invece mi costerà in realtà ben 3 errori sul suo libro nero. Argh!
Usciamo dal parcheggio, nessun pedone nel raggio di un miglio, quindi mi immetto nella strada. Siamo on the road. La robotica ed io. Appassionatamente. Mi fa guidare per circa un quarto d'ora per le vie del centro e in questo breve lasso di tempo, succede tutto quello che di più terrificante si possa immaginare per un esame pratico della patente: incrocio donne, vecchi e bambini che mi attraversano la strada; imbranati in seconda fila che vogliono parcheggiare e mi obbligano al cambio improvviso di corsia; messicani alla guida di imponenti camion che non intendono darmi la precedenza perché sono troppo impegnati a parlare al telefono... Ritorno improvvisamente alle paure dei miei 18 anni. Ma chi l'avrebbe detto, all'epoca, che qualche anno più tardi mi sarebbe toccato un altro esame per la patente dall'altra parte del mondo?! E io che credevo di aver chiuso con certe esperienze...
Si susseguono i semafori, gli incroci, gli stop, le precedenze da dare e da ricevere, i cambi di corsie, le svolte a destra e a sinistra. A me viene il mal di testa per quanti giri abbiamo fatto. Ma la robotica non perde un colpo: verifica tutto, controlla tutto, e sempre con aria indifferente in un silenzio che definire tombale sarebbe poco! 
Non vola una mosca dentro l'auto, nemmeno quando Tegolina punta il sederino in fuori togliendomi quasi il respiro... Non è una situazione facile, ma tengo duro e cerco di non buttare l'occhio sul foglio che la robotica tiene in mano per segnare gli errori... ma la tentazione è davvero grande. Penso che in questo caso sia meglio non sapere e mi convinco che sto guidando bene, che non devo preoccuparmi, che anzi, la robotica sarà orgogliosa di me e Teg!
A questo punto ho proprio perso il senso dell'orientamento e non so assolutamente dove siamo. La robotica mi dice che devo entrare nel parcheggio della motorizzazione poco più avanti ma l'ingresso, naturalmente, è ostruito: un altro imbranato piazzatosi nel posto sbagliato mi impedisce di entrare e ciò fa sì che io mi prenda una bella strombazzata da un messicano frettoloso dietro di me. Evviva! Lascio l'auto nel parcheggio a pettine e la robotica, con il suo bel foglio in mano, comincia a farmi il resoconto dell'esame: "Ecco, allora... quando siamo partite hai fatto questo errore, poi quando eravamo a quell'incrocio lì avresti dovuto fare questo... agli stop ti devi proprio fermare, non solo rallentare fino quasi ad essere ferma... A quell'incrocio, anch'io avrei fatto lo stesso, ma te lo devo segnare errore perché avevi tu la precedenza e quello col telefono proprio non lo dovevi far passare! Adesso fammi contare gli errori che hai fatto così vediamo se sei passata [...] Sì, sei passata!"
Fortuna che ero seduta: altrimenti penso che sarei stramazzata al suolo. 
CE L'ABBIAMO FATTA!
Ora come ora, ho come l'impressione che anche questa volta Tegolina ci abbia messo lo zampino... dite che abbia capito che con l'auto la sua esplorazione della città sarà sicuramente più ad ampio raggio?
Alla prossima (dis-)avventura     

martedì 8 ottobre 2013

Attività zen

Esistono attività particolarmente rilassanti che ti permettono di unire l'utile al dilettevole. Da poco io ho realizzato che uno dei miei passatempi preferiti, che mi permette di ritrovare pace e tranquillità, isolandomi completamente dal mondo circostante, consiste nel trovarmi qualcosa da fare in cucina. Mi sono accorta che questa si trasforma in qualche modo in una sorta di spazio zen che non necessita di sabbia, rastrello e sassetti orientali per farmi stare meglio. Il vantaggio di questa particolare forma di rilassamento consiste nel risultato finale, che può essere apprezzato (o disprezzato, a seconda dei casi) da coloro che possono godere (o dispiacersi) del prodotto finale.
Quest'oggi l'esperimento in atto - perché sempre di esperimenti si tratta! - prevedeva un tentativo di risoluzione di uno dei problemi che affligge noi poveri italiani all'estero: la mancanza di biscotti "sani". Non che i cookies americani non siano buoni, ma di certo non sono adatti ad essere inzuppati nel latte al mattino e la quantità di burro che contengono, alla lunga, diventa davvero insopportabile. Ecco quindi che si comincia a rimpiangere i prodotti da forno italiani e quei mitici biscotti del Mulino Bianco che qui arrivano solo nella versione mignon, che purtroppo costa un accidenti! 

Mi sono quindi cimentata con una ricetta nuova per arrivare a realizzare dei biscotti che si avvicinano vagamente alle famose macine. 
Ingredienti
- 500 gr di farina
- 50 gr di maizena
- 1 bustina di lievito vanigliato
- 250 gr di zucchero a velo
- 200 gr di burro
-1 uovo
- 7 cucchiai di panna liquida


Procedimento
Mescolate la farina, la maizena, lo zucchero e il lievito in una ciotola.
Aggiungete il burro ammorbidito per un minuto nel micronde e impastate fino a che otterrete un composto ben amalgamato.
Aggiungete l'uovo e la panna e impastate ancora finché l'impasto non risulterà omogeneo.
Realizzate una palla con l'impasto e lasciatela riposare in frigorifero per 30 minuti circa.
Riprendete l'impasto e stendetelo col mattarello sopra ad un foglio di carta da forno. Lo spessore finale deve essere di circa 5 mm.
Utilizzate un bicchierino di piccole dimensioni per realizzare dei biscotti tondi (attenzione: nel forno lieviteranno e aumenteranno di dimensione!). Per il buco centrale, potete utilizzare l'imboccatura stretta di un imbuto.
Adagiate i biscotti su un foglio di carta da forno che poi poserete nella pirofila e cuoceteli nel forno preriscaldato a 180º per 10 minuti.
Con un paio di infornate, dovreste ottenere una bella montagna di biscotti per la colazione e la merenda!
E se come me siete italiani attualmente negli States... siete salvi!!
Io per oggi sono a posto con lo zen: domani, prova pratica della patente... servivano un po' di biscotti di incoraggiamento! 
Alla prossima
 

 

giovedì 3 ottobre 2013

L'universo di Tegolina l'Astronauta

Jane, la maestra di yoga prenatale, ci diceva una cosa bellissima ieri: 
"Voi mamme siete l'universo del vostro bambino. Il ritmo del vostro battito cardiaco e del vostro respiro, i rumori creati dalla vostra digestione, il vostro movimento, il suono della vostra voce... costituiscono il suo universo. E il vostro bambino conosce bene questo meraviglioso universo che voi avete creato per lui".
Immagine presa da qui
Con queste parole in mente, sono andata al corso prenatale all'ospedale. Ormai siamo arrivati al nono e penultimo incontro del gruppo, gli appuntamenti sono diventati settimanali e abbiamo già perso per strada qualche coppia, visto che due di noi hanno già partorito. 
Se ben ricordate, la scorsa settimana ci hanno fatto una rapidissima quanto inattesa ecografia grazie alla quale abbiamo potuto esaminare da vicino la schienotta di Tegolina e il suo cuoricino (ve ne parlavo qui). Quindi ieri, dirigendoci verso l'ospedale per il corso, pregustavamo il momento in cui ci avrebbero proposto di fare un'altra ecografia: la dipendenza da questi piccoli assaggi, che ci permettono di godere della visione idilliaca di questo bimbetto, è ormai molto forte! Probabilmente saremmo rimasti delusi se ciò non fosse accaduto, ma fortunatamente... è accaduto!

E fu così che vedemmo di nuovo il piccolo Teg! 

Il cicciotto se ne sta ancora a testa in giù, com'è giusto che sia a questo punto. Tiene la schiena appoggiata alla mia pancia ma qualche volta, com'è successo l'altra sera, si gira su se stesso all'improvviso creando una specie di depressione in corrispondenza del mio ombelico: pare che in questo caso sia la sua pancia ad essere rivolta verso l'esterno! 
Ma torniamo all'ecografia del piccolo astronauta in viaggio nel suo universo. Questa volta ci ha mostrato la sua testolina, quindi il cranio, il cervello e anche il suo bel visetto di profilo, accanto al quale teneva il suo braccetto allungato. Tenerino lui! 
Mi si è accesa la lampadina: ecco quindi che cos'è che ogni tanto sbuca dal mio fianco! Poggiando la mano sulla pancia, sentivo che quella protuberanza era una parte più ossuta e magra rispetto alla schiena o al sederino, ma non ero certa potesse trattarsi del suo braccio. Si tratta proprio di quello invece e ora lo sappiamo per certo! 
Scusate, ma a questo punto devo assolutamente dire due parole a mio figlio:
"Teg, tesorino, non vorrai mica uscire a mo' di Superman con il braccino allungato in avanti, spero! Sai bene che lo ha fatto già Nicolò di Bussola qualche settimana fa (qui se volete leggere il racconto della nascita di questo adorabile cucciolo). Quindi Teg, stammi a sentire: se vuoi farti ancora un po' di coccole in questi giorni, va bene, la mamma è pienamente d'accordo, ma poi comincia a prepararti in posizione siluro, con le braccette belle adese al tuo corpicino... fidati: conviene a te e anche a me!! E ti assicuro che non occorre essere Superman per esplorare questo nuovo universo nel quale verrai catapultato: basterà che tu sia te stesso!"  
Alla prossima

mercoledì 2 ottobre 2013

Dal baby registry di Teg #3


L'ago della bilancia


Ci sono amicizie sincere che sanno crescere nel tempo e accompagnarti nei giorni di sole e di tempesta;
amicizie che possono rendere gradevoli e sopportabili anche i momenti più difficili dell'esistenza;
amicizie che, in sostanza, possono fare la differenza.
Mica facile incontrarle, anzi! Ci sono molti falsi lungo il cammino che distraggono non poco l'attenzione... ma alla fine, quando emerge sulla superficie la vera essenza di un rapporto, quelle che ti restano in mano, sono le amicizie su cui puoi veramente contare.
Ecco quindi che queste possono davvero costituire l'ago della bilancia...

Per questo motivo sono particolarmente contenta che Tegolina abbia ricevuto questo regalo da Chiara, accompagnata da Fede e Niccolò.
La nostra è un'amicizia che è cominciata sui banchi universitari ed è continuata negli anni attorno ai tavolini degli spritz nelle piazze padovane, nutrendosi incessantemente di chiacchiere e confessioni, di parole anzi... di fiumi di parole, ma anche di gesti, di sorrisi e lacrime, di abbracci e talvolta anche di distanze che non hanno mai determinato un allontanamento. 
Negli ultimi anni abbiamo abbandonato gli spritz per passare agli aperitivi analcolici, i discorsi spesso sono caduti sulla gravidanza, il parto e i bambini, perché la vita ci ha portate a vivere questa avventura una di seguito all'altra, ma ciò che non sono cambiati sono la stima reciproca e il sostegno che non ci siamo mai negate l'un l'altra, anche quando le situazioni che vivevamo erano completamente diverse. In questo, sento che la nostra amicizia ha avuto e ha tuttora un peso nella mia vita... 
E proprio di peso parla questo regalo che ci è arrivato qualche giorno fa da Padova. 

Questa bilancia elettronica, super professional, può registrare il peso di Teg in libbre o in chilogrammi (così possiamo essere pronti alle interrogazioni del pediatra americano senza dover fare ogni volta i conti!) e, una volta tolto il piatto superiore, diventerà una bilancia normale sulla quale potremo pesare Teg anche quando sarà più grandicello.
Questo, per lo meno, fino a quando raggiungerà i 20 kg, la capacità massima di questa bilancia. 
"Speriamo che ci stia almeno per qualche mese" scrivono Chiara, Fede e Niccolò nel biglietto che accompagna il regalo.  E io rispondo: "Dite bene ragazzi: questo ciccione sta crescendo a dismisura e continua a mettere su chili da una settimana all'altra! Io speriamo che me la cavo"...

Grazie di cuore a voi tre!
  

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