domenica 30 giugno 2013

Il Bimby: avventura semiseria di un robot errante

Quando stavamo per trasferirci in America, la nostra amica Madda, che viveva già in California da qualche anno, alla mia domanda: "Ma che cosa devo assolutamente portarmi dietro?", mi rispose così: "Portati qualcosa che pensi possa farti sentire a casa..." 
Ci pensai per giorni, ma non mi venne in mente niente di cui fossi davvero certa. Poi la risentii e mi disse che lei si era portata delle tazze e che, una volta giunta dall'altra parte del mondo, esse contribuirono in parte al suo primo adattamento in loco. 
A quel punto, capii: per me sarebbero state le fotografie, oltre ad un paio di tazzine del mio servizio da caffè da fatine e naturalmente alla mia tazza per la colazione, regalo di Susy.
Un anno e due mesi dopo, mi rendo conto che ciò che mi avrebbe veramente fatto sentire a casa - e che invece fui costretta a lasciare in Italia - sarebbe stato il Bimby! Non so se lo conosciate; si tratta di un robot da cucina che può fare tantissime cose: risotti, pane, pizza, gelato e brioches, tanto per dirne alcune. 
Il rappresentante della Vorwerk che avevo contattato mi disse che la differenza di voltaggio tra gli Stati Uniti e l'Italia non mi avrebbe permesso di utilizzare il Bimby all'estero. Mi rammaricai, non sapete quanto, perchè questo robot da cucina mi è stato regalato per il matrimonio da un folto gruppo di zii e cugini, nonna compresa che tanto ci teneva a vedermi realizzata in cucina e che penso sempre mi guardi da lassù mentre preparo i miei manicaretti! Ma mi rassegnai perchè molti mi avevano detto che gli elettrodomestici italiani non avrebbero funzionato in America e lo lasciai dai miei insieme a tutto ciò che rimaneva in attesa di collocazione. 
Una volta arrivata a San Francisco, grazie a Melina, mamma-blogger da Buffalo (qui per il suo blog) scoprii che invece qualche italiana coraggiosa aveva importato il Bimby in America e pareva funzionasse! Pulce nell'orecchio messa e improvvisamente l'odio nei confronti del rappresentante della Vorwerk che mi ha mentito comincia a montare. 
Ma la certezza l'ho avuta quando per un caffè sono finita a casa di Elena, la WorldWideMom per intenderci (qui per il suo blog). Siamo in cucina e ad un certo punto, buttando l'occhio verso la finestra, vedo il Bimby. Mi pare un miraggio... Lo guardo meglio, è proprio lui. Il mento casca sul tavolo: il dubbio è diventato certezza. Balbetto qualcosa del tipo "M...m...m... ma... ma... quello? Quello? Qui funziona?". Lei tranquilla mi dice che funziona da anni in casa sua, il robot errante che dall'Italia giunse a Las Vegas e da Las Vegas arrivò a San Francisco. Mi racconta di tutte le pappe preparate per i suoi bambini, della pizza, del pane, del lievito di birra fresco che si infila in valigia in Italia.
Deciso: al prossimo viaggio, mi riapproprio del mio robot! 
E così fu. 
A giugno infatti sono ritornata a San Francisco col mio bel robottino dona-gioia-allo-stato-puro, che adesso campeggia placido nella nostra cucina.
Tutto questo per dirvi che se avete un Bimby e vi state trasferendo in America, non lasciatelo a casa: esistono dei trasformatori di energia che costano intorno agli 80$ per l'alto wattaggio (2000W) che vi permettono di utilizzare questo ed altri preziosi elettrodomestici italiani all'estero! Io ho preso questo che a mio avviso ha un buon rapporto qualità-prezzo!
Una volta si diceva "Dove c'è Barilla, c'è casa". Ora io direi con certezza: "Dove c'è Bimby, c'è casa!".
Alla prossima 

Postilla.
Divertente episodio all'aereoporto di Venezia. Mi fermano al controllo per aver individuato nel mio bagaglio a mano un oggetto che viene riconosciuto come pericoloso. La guardia mi invita ad aprire la borsa. Lo faccio. Guardando il Bimby, mi chiede: "Ma che cos'è?". Non faccio a tempo a rispondere che due altri passeggeri che stavano raccogliendo le loro cose gli dicono: "Ma come? Non lo sa?! Il Bimby! Un robot da cucina che fa il risotto, il pane, la pizza..." Leggo sul volto della guardia una certa ammirazione per le prodezze del mio robot errante. E allora aggiungo: "Sa, è un oggetto indispensabile per la mia cucina: me lo sto portando in America!". Lui sorride. Mi chiede se stiamo andando in vacanza, presumendo evidentemente che io non mi possa separare dal mio Bimby neanche un giorno! Gli spiego che viviamo in America e, dopo un anno di separazione, finalmente io e il mio Bimby stiamo tornando a vivere insieme. 
E fu così che il Bimby divenne l'occasione per una chiacchierata tra sconosciuti...

giovedì 27 giugno 2013

I progressi di Tegolina l'Astronauta

Difficile spiegare a parole quel che si sente quando una piccola vita cresce e si muove dentro di te. Realizzi a quel punto che lui è lì, che c'è davvero e che non solo vive dentro di te, ma si nutre di te, attraverso di te; e nonostante ciò, ne percepisci tutta l'indipendenza, capisci quanto sia diverso da te, e quanto sia grande la sua volontà di vivere e di farsi grande. 
Ho iniziato a percepire i movimenti di Tegolina molto presto, quando molti mi dicevano che non era possibile che già lo sentissi. Eppure, quella scia di bollicine che mi faceva pensare a carezze di ali di farfalla mi diceva chiaramente di essere il risultato dei suoi movimenti nel liquido amniotico. Lui era piccolo piccolo e nuotava in quell'oceano, spavaldo, in esplorazione della sua navicella. 
Poi, via via, i movimenti si sono fatti sempre più frequenti e percepibili e da qualche settimana a questa parte si riesce a sentirlo anche dall'esterno, con un po' di pazienza. Si muove che è un piacere!
Doppler
Abbiamo anche comprato un doppler: un oggetto che si appoggia sulla pancia per ascoltare il battito del suo cuoricino. Costa 32$ circa (=25 euro), ma offre grandi soddisfazioni dalla sedicesima settimana in poi! 
Sembra incredibile ma, oltre al suo cuore che corre rapido e sicuro come un treno, sentiamo chiaramente anche i suoi spostamenti. Lo si sente proprio passare da una parte all'altra, scomparendo nel nulla per poi ricomparire qualche istante dopo, magari da tutt'altra parte, con l'agilità di un abile nuotatore.
Spesso risponde anche agli stimoli esterni: Mozart lo mette in fibrillazione mentre nei confronti di Haydn mostra una certa indifferenza; le ninne nanne lo tranquillizzano sempre, mentre i rumori forti lo agitano. 
Ieri poi sembrava particolarmente desideroso di comunicare con l'esterno e ad ogni colpetto o carezza che gli facevo rispondeva con un calcetto. Siamo andati avanti per un bel po' in questo modo e la gioia della mamma cresceva sempre di più. Mi pare evidente che l'Astronauta in viaggio nella sua navicella stia cercando il contatto col mondo che è qui ad attenderlo!    
Per ore poi è capace di starsene tranquillo e beato, muovendosi così silenziosamente e con una leggerezza tale da non farsi sentire proprio. Mi piace pensare che dorma, sereno, cullato dal movimento dei miei passi o dai suoni generati dal mio corpo e dalla mia voce soprattutto. Mi piace immaginarlo lì dentro al calduccio coccolato dai miei spostamenti e dalle mie attenzioni. Insomma, mi piace saperlo lì dov'è! In ogni suo movimento colgo la sua volontà di esistere e di divenire...
Alla prossima   

P.s.: e se vi steste chiedendo se la mia felpa sia poi arrivata, confermo. Rispedita il venerdì mattina, ho trovato quella della misura giusta nella mia cassetta della posta il lunedì mattina! 

venerdì 21 giugno 2013

Acquisti online: cambi e restituzioni

Credevate che d'ora in poi non avrei fatto altro che parlarvi di Tegolina, eh? E invece no! Siete salvi - forse ancora per poco - dalle considerazioni di una futura mamma italiana trapiantata a San Francisco. E Tegolina so che mi perdonerà, conoscendo la mia natura didascalica...
Quest'oggi vi parlerò quindi degli acquisti online qui negli States, basandomi su storie di vita vissuta!
Old Navy
Ho comprato qualche giorno fa questa felpa che era in offerta sul sito della Old Navy. Mi è arrivata a casa in tre giorni netti! Solo che l'avevo presa in crescere, immaginandomi quale volteggiante mongolfiera di qui a qualche mese. Ho decisamente esagerato e, una volta indossata, mi sono resa conto che era troppo grande, anche in prospettiva! 
Panico. 
E adesso che faccio? 
Dentro al pacco trovo il foglio relativo all'ordine, nel quale leggo: Need to return an item? (To make an exchange, see back of invoice) (=Hai bisogno di restituire un prodotto? Per effettuare un cambio, guarda dietro alla ricevuta). Scopro quindi che restituzioni e cambi sono completamente gratuiti. 
Per il cambio, in particolare, devi chiamare il servizio clienti per prenotare il nuovo prodotto di cui hai bisogno, scegliendo nuova taglia, colore o modello, a seconda dei casi. Ti viene quindi chiesto di comunicare alla signorina della Old Navy al telefono anche i dati della tua carta di credito con cui verrà effettuato questo secondo acquisto. Direte voi: Ecco la fregatura! Ti fanno comprare una seconda felpa così tu spendi due volte!
E invece no.
Ecco invece come funziona: una volta pagato il secondo ordine, si saluta la signorina della Old Navy. Si entra nel sito alla ricerca della voce Orders and returns (=ordini e restituzioni) per trovare le istruzioni da seguire per la restituzione. 
Innanzitutto bisogna pensare all'etichetta.  
Etichetta? 
Sì, andrà incollata all'esterno dello stesso pacco che conteneva originariamente la felpa. Compili nella schermata dei campi obbligatori (nome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e numero dell'ordine da restituire) che compariranno sull'etichetta alla voce mittente, mentre in automatico si presenterà sul foglio che stamperai il nuovo destinatario, ovvero il servizio restituzioni. L'etichetta va quindi incollata sullo stesso pacco. Pur essendo stato aperto, questo può essere riutilizzato per la restituzione. Sulla busta si legge infatti: You can reuse this bag for returns or another use. Simply remove tape and fold flap down (=Puoi riutilizzare questa busta per le restituzioni o per altri usi. Semplicemente, rimuovi la striscia di carta e ripiega l'estremità su se stessa). 
Dentro alla busta rimetti la felpa con la ricevuta dell'acquisto compilata includendo i motivi che giustificano la restituzione. Nel mio caso io ho specificato che la taglia era troppo grande ma vi sono molte alternative per spiegare perchè il prodotto non andava bene.
Non è necessario aggiungere francobolli alla busta: è già pronta per essere spedita! 
A questo punto direte voi: Sì, ma adesso ti tocca andare all'ufficio postale. 
E io vi rispondo: No, cari miei! Qui la posta affrancata non occorre mica portarla alla posta o cercare disperatamente una buca delle lettere per spedirla!
Succederà così: il postino passerà da casa come ogni mattina e troverà fuori dalla mia cassetta della posta la mia busta affrancata; capirà quindi che dovrà ritirarla ed effettuare lui la spedizione per me e io non dovrò fare assolutamente niente.  Facile no?
Quando Old Navy riceverà la felpa restituita, provvederà a restituirmi i soldi spesi con il primo acquisto riversandoli sulla mia carta di credito. Nel frattempo la mia nuova felpa è già stata spedita - e mi è arrivata una mail di conferma dell'avvenuta spedizione - e la riceverò di qui a qualche giorno.
In tutto questo, io sono rimasta a casa, comodamente seduta alla mia scrivania con davanti computer e telefono. 
Accidenti alla comodità: sento già che ho voglia di acquistare qualcos'altro. 
Tegolina, serve niente?!?
Alla prossima

mercoledì 19 giugno 2013

Tegolina

Cari lettori, vi presento Tegolina: 
20 centimentri circa di lunghezza per 300 grammi circa di peso; profilo adorabile, panciotta adorabile, bracciotti e manine adorabili. Questa è la dolcissima creatura che sta crescendo dentro di me da qualche mese a questa parte e che si sta facendo ogni giorno più grande. Il batuffolino in questione si muove, sgambetta, agita braccia e gambe, si gira e si rigira, si accovaccia appallottolandosi su se stesso, lasciando perplesse le ecografe che per riuscire a riprenderlo devono avere ottimi riflessi e non lasciarsi sfuggire quell'unico attimo di tregua che il piccolo ha previsto nel passaggio da una posa ad un'altra. Insomma, sembrerebbe essere nel complesso un bimbetto piuttosto vivace!
L'avventura americana si arricchisce quindi di nuove sfumature, portando nella mia vita nuove emozioni, inattese e certamente meravigliose. 
Tempo fa vi raccontavo del viaggio in Baja California Sur (qui l'introduzione, il primo giorno, il secondo e il terzo se volete ripercorrere alcune delle tappe). Ero del tutto ignara del fatto che da quel luogo sarei tornata con il dono più prezioso che la vita potesse farmi. Ora ogni dettaglio di quel viaggio progettato con lo scopo di andare a vedere quei luoghi in cui le balene grigie vanno ad accoppiarsi e dove, un anno dopo, ritornano a partorire, si tinge inevitabilmente di altri colori. 
Mentre guardavo muoversi in quelle acque tiepide, per chi viene dai mari artici, quei grossi e aggraziati mammiferi, vedendo quelle madri insegnare ai loro cuccioli ad immergersi, con un'eleganza dei movimenti ancora assente nei loro piccoli, di certo non immaginavo che anch'io di lì a poco avrei scoperto di avere un cucciolo da proteggere, accudire e crescere. E invece Tegolina era già lì, dentro di me, e immagino osservasse con piacere quello spettacolo che riempiva gli occhi della sua mamma di sincera commozione. 
Ecco quindi come è iniziato questo nuovo percorso: un'avventura dentro ad un'avventura e una delle gioie più grandi che si possano provare nella vita.
Alla prossima     
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