giovedì 30 maggio 2013

Nella terra dove fioriscono i limoni

Amalfi di notte prende le vesti di un presepe. 
Foto da qui
Le luci delle case, adagiate sulle colline a riempirne i profili s'accendono qua e là nel buio a donare un'apparenza quasi mistica e di certo misteriosa a questi paesaggi che di giorno s'illuminano del giallo dei limoni maturi che pendono dai rami degli alberi. 
Foto da qui
Mi vengono inevitabilmente in mente le parole con cui Goethe in "Viaggio in Italia" descriveva altri luoghi della Penisola utilizzando queste parole così evocative:

Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn,
Im dunkeln Laub die Gold-Orangen glühn,
Ein sanfter Wind vom blauen Himmel weht,
Die Myrte still und hoch der Lorbeer steht?
Kennst du es wohl?
Dahin! dahin
Möcht ich mit dir, o mein Geliebter, ziehn.

Posso tradurvela così...
Conosci la terra dove fioriscono i limoni,
le arance dorate rilucono fra le foglie scure,
una più mite brezza spira dal cielo azzurro,
il mirto sta immobile e alto si erge l’alloro,
La conosci tu forse?
Laggiù, laggiù
Con te, o mio amato, vorrei andare). 
Alla prossima

domenica 26 maggio 2013

Ai piedi del Vesuvio

Living in San Francisco è approdato a Napoli per qualche piacevole giornata vacanziera. 
Foto da qui
Il tempo metereologico in Italia purtroppo fa le bizze e anche la città campana che immaginiamo sempre baciata dal sole si sta lasciando bagnare da qualche goccia di troppo per il mese di maggio. Rimane comunque, ed è quasi inevitabile, il fascino di una terra che tra sole, mare e tesori d'arte riesce comunque a colmare il cuore di bellezza. 
La città è decisamente più caotica di quanto potessi immaginare, i livelli di inquinamento delle strade sono altissimi e il traffico è davvero impressionante, decisamente peggio di quello romano ai miei occhi. 
Ma nonostante tutto questo, il calore della gente ha qualcosa di incredibile, specialmente se visto di rientro dall'America. L'altra sera un signore incontrato casualmente per strada verso mezzanotte, al quale avevamo chiesto delle indicazioni per ritrovare la strada per il nostro bed and breakfast, si è offerto di accompagnarci verso casa visto che ci eravamo persi. Passando davanti a casa sua, ci ha solo indicato la sua abitazione, volendo proseguire insieme a noi per indicarci al meglio la strada. Un impiegato delle poste, gentile e premuroso.
Pare che nessuno si tiri indietro dall'offrire una parola in più. Anzi, a volte ti ringraziano pure per esserti fermato a conversare con loro, come ci è successo ieri con il custode della chiesa di Sant'Anna dei Lombardi, un appassionato d'arte che non vedeva l'ora di poter parlare con qualcuno delle sue considerazioni sulle opere presenti nella "sua" chiesa.
Napoli - Sant'Anna dei Lombardi (foto da qui)
E parlare degli affreschi di Vasari nella Sala del refettorio e degli stalli lignei del coro di metà Quattrocento, ammirando queste perfette opere che ci parlano di tempi in cui la cura del dettaglio era frutto di una infinita pazienza e di una grande abilità tecnica, lascia in bocca il dolce sapore dell'arte italiana. 
Entrare in queste chiese, ammirare questi capolavori, con il naso rivolto verso l'alto, inebriati da sì tanta bellezza, è una cosa che in America non si può fare, non per lo meno secondo questi termini. 
E per me, è come tornare a respirare, dopo tanti mesi d'apnea...
Santa Chiara, chiostro
A Santa Chiara il chiostro medievale ha ritrovato una nuova veste nel Settecento, ricoperto ai quattro lati da affreschi variopinti e da maioliche che tingono di giallo e di blu il centro verdeggiante in cui al profumo degli aranci, dei limoni e dei cedri che scendono dai rami, si unisce il leggero frastuono di guizzanti fontane d'acqua. Un ambiente quasi orientale, che mi ha ricordato i palazzi di Istanbul e le moschee spagnole e ancora, il Portogallo, ma nel quale immagino muoversi, tra le loro preghiere, le clarisse che abitavano questi spazi. Un luogo che dà anche oggi refrigerio alla mente offrendo intimità al pensiero come molti dei chiostri sanno fare, a dire il vero.
E che dire del cibo? Delle mozzarelle fresche e dei pomodori maturi che sanno d'estate anche quando l'estate non è ancora arrivata? Della pizza che profuma di basilico fresco? E dei dolci dalle dimensioni esagerate che arrivano a chiudere pasti già così ricchi di gusto?
Insomma, sono capitata - neanche troppo casualmente - nel Paese dei Balocchi, e mi godo ogni momento qui.
Alla prossima

lunedì 13 maggio 2013

La stagione delle calle

Tra aprile e maggio, i tappeti erbosi di San Francisco lasciano spesso intravedere gruppi affollati di candide calle.  
Si susseguono come calici esposti al sole e paiono creare una sorta di sentiero che nell'immaginazione si percorre saltellando da un fiore all'altro, posando il piede leggero sulla corolla senza intaccarla e senza lasciare traccia alcuna. 
San Francisco, Golden Gate Park
La particolarissima luce che investe la città al tramonto rende questo spettacolo ancora più eccezionale, ed è proprio a quest'ora del giorno che amo osservare questi piccoli miracoli della natura che si tingono di calde tonalità di giallo, stagliandosi contro i bagliori di questa luce così particolare. 
Il profilo di questi fiori, così semplici e al tempo stesso sofisticati ed eleganti nelle loro forme nitide e perfette, sembra avvolgerti in un caldo abbraccio che ti trascina al centro della corolla fino a sfiorarne il pistillo con le dita. 
Un tuffo nella profondità di questa calla e all'improvviso non vedi altro che questo candido biancore che ti stordisce, ti disorienta e ti affascina al tempo stesso. 
Mi piace perdermi in questi pensieri, assaporando il gusto dei riflessi dorati della luce magica di San Francisco, che sembra poter impreziosire dettagli che riconosci come comuni ma che sanno offrire una nuova e rivisitata immagine di loro stessi solamente qui.
Alla prossima

giovedì 2 maggio 2013

L'altalena

Al parco giochi di Franklin Square situato tra i quartieri di Mission e Potrero, oggi ho visto una bambina sull'altalena. Volava, quasi a toccare il cielo con le dita dei piedi, in una soleggiata e calda giornata che sapeva tutta d'estate.  
L'ho guardata per qualche minuto e ho capito esattamente che cosa provava con i piedi sospesi per aria, i capelli nel vento, le mani strette a quelle corde e gli occhi rivolti al cielo. 
Immagine presa dal web
Mi accorgo che molte delle emozioni che provavo da bambina sono ancora intatte dentro di me. Sembra che il tempo non le abbia sapute scalfire. E in particolare, l'emozione che è legata indissolubilmente a questo vivido ricordo sull'altalena in uno dei giardini padovani che più mi sta a cuore è ancora perfettamente integra e oggi si è ripresentata. 
Vedendo quella bambina sull'altalena, ho sentito la spinta forte e decisa di mio papà, che quasi mi lanciava nel mondo con un messaggio sicuro: "Non avere paura: toccherai il cielo con le dita, proprio come stai facendo ora". Guardavo gli alberi avvicinarsi, ascoltavo il fruscio delle loro foglie mosse dal vento e quasi mi sembrava di sfiorarle anch'io come il vento. Andavo e venivo, seguendo il moto perpetuo dell'altalena, che speravo fortemente potesse non fermarsi mai. E guardavo il parco dall'alto, fissavo gli altri bambini, le corse, i giochi verso i quali avrei rivolto la mia attenzione una volta scesa. Ma non volevo scendere... Puntavo dritto al cielo e gridavo: "Più forte! Più forte!". 
Sono attimi di eterno che non posso scordare, che ritrovo anche qui nei volti di bambini americani sconosciuti, che mi sembra assaporino quell'emozione e la vivano in tutta la sua intensità.
Alla prossima 
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