martedì 2 aprile 2013

Quando la Pasqua ha un che di internazionale

Una pila composta da una serie quasi infinita di fette di mortadella tagliata fina fina, all'italiana, per un totale di un chilogrammo in tutto; una serie profumata di filoncini di pane fresco e qualche bottiglia di vino rosso ad accompagnare il tutto. Nel frattempo, sulle braci accese, carne arrostita sul fuoco e verdure, avvolte nella stagnola, in cottura tra i carboni.
Dove siamo?
Siamo al barbeque di Pasqua insieme ad un centinaio di ragazzi provenienti da tutto il mondo. Età media, tra i trenta e i quarant'anni. Altissima la percentuale di italiani in questo bel gruppo, ed ecco che si spiega anche la presenza della deliziosa mortadella! Oltre agli italiani, c'erano spagnoli, francesi, orientali e solo qualche americano.
La festa pasquale è stata organizzata da alcuni ragazzi della Stanford University a Huddart Park, nella contea di San Mateo, a circa un'ora di distanza da San Franciscoo, in direzione sud. 
Sotto a questo capannone in legno che ci ha protetti da qualche goccia di pioggia caduta nella tarda mattinata è arrivato ogni ben di Dio: dallo tzatziki greco a versioni alternative di erbazzone, pizza e pasta fredda, dalle uova di cioccolato alla pastiera napoletana, e al fudge americano. Ognuno ha portato qualcosa di buono da condividere e il risultato finale è stato certamente di sapore internazionale!
Eravamo immersi nel verde, con grandi prati erbosi che si estendevano sulle colline, circondati da maestosi alberi dalle folte chiome
Dopo pranzo, sono partiti i giochi, come la caccia alle uova pasquali colorate, nascoste in ogni dove da quel birbante del coniglietto pasquale secondo una tradizione attualmente molto in voga in America ma originariamente importata dall'Europa.
E poi ancora, ci si è dati al salto della corda che ha riscosso grandissimo successo con più saltatori in contemporanea alla ricerca dell'impresa del secolo, e anche alla pallavolo che, con il campo a disposizione proprio dietro al capannone, non poteva non essere considerata!  
Naturalmente si è anche ballato seguendo le briose note di un gruppo di italiani che con chitarre, tromba, sax, cembalo e bongo, hanno dato vita ad una band improvvisata e assolutamente niente male. 
E così, via di taranta e tarantella fino a far girare la testa.
Insomma, è stata proprio una piacevole giornata all'aria aperta che ha reso la nostra Pasqua una Pasquetta anticipata che qui in America purtroppo non viene festeggiata.  
E così la tradizione italiana si è trasformata in una festa multiculturale e multicolore ravvivata da sonore risate e allegri applausi!
Alla prossima  

5 commenti:

  1. Vedo che il tempo meteo e' stato molto simile a quello italiano...ah questa primavera che tarda... Comunque hai descritto un bel quadretto: proprio vero, non sono i luoghi ma le persone che rendono bella una giornata ;))))))))

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  2. Bisogna proprio dire che pane e mortadella hanno sempre il loro fascino e..profumo!

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  3. Ah, che divertente! Io sono appena arrivata in Italia e ho già voglia di tornare :-(

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