giovedì 1 novembre 2012

Svelato l'arcano mistero

Curiosi di sapere com'è andata a finire la storia del nostro padrone di casa che voleva imparare l'italiano? 
Eh sì, perchè la storia ha avuto veramente una fine, nonostante paresse non voler finire mai. 
Non sapete di cosa sto parlando perchè non avete letto i miei ultimi racconti?
Vi perdono, ma recuperate subito:
Qui la storia intitolata 'Caro Babbo';
Qui invece la storia dal titolo 'The ring, ovvero l'anello'.
Per coloro che sono invece al passo coi tempi e quindi sanno esattamente di che cosa io stia parlando... possiamo procedere.

Eravate rimasti alla mia epica frase con cui lo salutai l'altro giorno: "Mi dovrai spiegare però il motivo di tutte queste domande!"
Beh, oggi ecco la resa dei conti. La verità è finalmente venuta a galla e vi devo proprio dire che Babbo Natale... non c'entra proprio niente!


Che cosa c'entra allora la Callas? Giacomo Puccini? L'aria dall'opera intitolata "Gianni Schicchi" del 1917-18?
Adesso ve lo spiego.
Ecco qui le parole di quest'aria:

O mio babbino caro,
Mi piace è bello, bello;
Vo' andare in Porta Rossa
a comperar l'anello!
Sì, sì, ci voglio andare!
E se l'amassi indarno,
andrei sul Ponte Vecchio,
ma per buttarmi in Arno!
Mi struggo e mi tormento!
O Dio, vorrei morir!
Babbo, pietà, pietà!... 

Ci siete?  
Avete capito allora a che cosa si riferiva il nostro padrone di casa? Perchè era così tanto interessato a parole italiane quali 'Babbo', 'Caro' e 'Anello'? 
Il cerchio si chiude, con me dentro. 
Oggi sono rimasta incastrata sulle scale per la parafrasi di quest'aria, con traduzione simultanea in americano. Non fosse bastato questo, all'uomo mancavano concetti chiave come 'Arno', 'Firenze', 'Ponte Vecchio'. 
A noi basta sentire certe parole per avere subito pronte nella mente delle immagini. Associamo alle parole pensieri e ricordi che non tardano a fare capolino tra le idee. 
Un americano invece si appassiona dell'opera, ma per lui certe parole in una lingua completamente sconosciuta in cui si fa riferimento a concetti altrettanto sconosciuti, rappresentano un vero mistero.
Conclusioni: se mi va male con la ricerca, comincio a insegnare l'italiano qui partendo dai libretti dell'opera. Prima li conquisto con la musica e poi insegno loro la lingua. E al momento, sono pure convinta che possa davvero funzionare visto l'entusiasmo di oggi. Con un certo orgoglio ho mostrato al nostro padrone di casa le foto di Firenze, di Porta Rossa, del Lungarno, di Palazzo Vecchio per contestualizzare meglio il discorso. 
E con altrettanto orgoglio, quando mi ha chiesto da quale parte dell'Italia veniamo noi, gli ho mostrato Padova, e il cuore mi si è colmato di gioia.
Alla prossima,
Sabina  
   

3 commenti:

  1. Ma che bella questa interpretazione!

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  2. Visto che sorpresona imprevedibile? Siamo del tutto allibiti

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  3. Bellissimo finale per una storia davvero curiosa. Si l'opera italiana è una ricchezza conosciuta in tutto il mondo, che dovremmo curare e preservare al massimo.Lo sentivo alla radio qualche settimana f. Invece in Italia tagliano i fondi ai teatri e spesso devono chiudere. Non sappiamo veramente valorizzare il patrimonio che abbiamo di qualsiasi natura sia! E poi ti capita per caso di ascoltare entusiasmo e curiosità a S: Francisco!

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