lunedì 12 novembre 2012

L'isola felice

Prima di arrivare in California, pensavo che in America se li sognassero i nostri prelibati prodotti italiani. E sono partita da Padova credendo che qui avrei patito la fame, e mi sarei dovuta abituare a prodotti americani concepiti per il mercato americano. Avrei quindi dovuto rinunciare per un po' al piacere di cucinare all'italiana. 
Mi sono dovuta ricredere e oggi vi presento le mie constatazioni a sette mesi di distanza dal nostro approdo in terra straniera
Mi aspettavo ad esempio di trovare la pasta, perchè immaginavo che gli americani ne fossero ghiotti, ma di certo non potevo immaginare che ci fosse persino da scegliere tra una marca e l'altra. E non immaginavo nemmeno che avrei potuto trovare il pesto alla genovese, i funghi secchi, l'olio d'oliva extravergine o il provolone, la mozzarella, la scamorza affumicata, il prosciutto crudo, la mortadella o la ricotta fresca, di tanto in tanto, e persino tutto il necessario per lo spritz. 
Non si trova tutto nello stesso negozio, bisogna sapere dove andare a cercare, ma dopo aver esplorato il territorio, tutto diventa più semplice perchè sai che da una parte troverai un prodotto e da un'altra ne troverai un altro; così per la pasta e i formaggi vai lì, mentre per il pesto e le olive nere vai di là. E con la mia Peggy che è dotata di un fantastico e super-capiente cestino, nessun posto è veramente lontano: basta solo tenere conto delle salite che possono essere davvero ripide!
Per la nostra zona poi esiste anche una comunità virtuale che si chiama Italians-by-the-Bay e che è in realtà una comunità assai reale perchè costituita principalmente da italiani che vivono e lavorano nell'area di San Francisco. Ve ne avevo già parlato tempo fa in un altro post. Ci si iscrive gratuitamente a questo gruppo e si comunica via e-mail. Ogni tanto capita che qualcuno scriva sulla bacheca comune per chiedere: "Hei, scusate: dove posso trovare l'Aperol? Ne avrei bisogno per l'aperitivo a casa!". Io stessa ho potuto offrire una risposta a questa domanda e, a mia volta, avevo contattato i membri del gruppo per sapere dove potevo trovare una buona polvere da caffè in città. Mi avevano risposto davvero in tanti quella volta, offrendomi talmente tante informazioni, a titolo completamente gratuito, che ancora non sono ancora riuscita ad andare in tutti i negozi che mi hanno consigliato! Questo genere di solidarietà facilita decisamente la vita ai meno esperti e ti sprona a condividere le notizie utili che sei riuscito ad accumulare durante la tua esperienza, anche solo per ricambiare il favore ricevuto.  
Al supermercato bisogna prestare un po' di attenzione alle etichette e riconoscere la differenza tra il Made in Italy - che è veramente italiano - e il Product of Italy, che invece è prodotto americano che si cerca di spacciare per italiano (anche se di italiano non ha proprio nulla solitamente)  
Volendo fare la difficile, potrei dire che l'aceto balsamico, anche quando si legge che è proveniente da Modena, niente ha a che vedere persino con il peggiore aceto che possiamo trovare in circolazione in Italia. Per lo meno per quanto ho visto e provato sinora. In Italia lo acquistavo anche al discount a volte e non mi pareva poi così male, mentre qui ci siamo salvati solo con una preziosissima bottiglietta da 14$ recuperata alla Festa coloniale italiana e che ora conserviamo "per le grandi occasioni!". 
Non dovete pensare però che in tutta l'America le cose funzionino così. Da quel che leggo e da quello che mi dicono coloro che hanno vissuto o che attualmente vivono in altri stati dell'America (chiedo conferma però ai colleghi bloggers sparsi qua e là negli Stati Uniti), pare che San Francisco sia un'isola felice da questo punto di vista. Sinceramente? Sono molto felice di vivere nell'isola felice! 
A volte, di un piatto di pasta condita con il sugo al basilico fatto in casa con i pomodori freschi, non so proprio fare a meno, lo confesso. Mi sembrano piccoli piaceri quotidiani che aiutano a rendere più familiare quel mondo ancora in scoperta che continuo a percepire come straniero, forse perchè estraneo a ciò che avevo vissuto negli anni italiani che hanno preceduto questa esplorazione.
Alla prossima,
Sabina

6 commenti:

  1. Da un'isola all'altra: anche qui a Manhattan non possiamo lamentarci, si trova tutto, anche se come ben scrivi bisogna sapere dove andare e sapere che costa tutto di piu'. Visto il successo che ha avuto qui, magari Eataly aprira' anche a San Francisco!

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    1. Mi hanno parlato di Eatitaly e non mi dispiacerebbe trovarlo vicino a casa! Finora i ristoranti italiani che abbiamo provato ci hanno abbastanza deluso, vuoi per le ricette adattate al pubblico americano, vuoi per i costi esorbitanti dei piatti! La pizza a 16$ mi fa ancora soffrire...

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  2. Trovo davvero tutto molto piacevole e gustoso sapere che anche dall'altra parte del mondo si possano gustare le prelibatezze che sono nelle nostre radici....anche solo un buon pomodoro e basilico!! ;-) .....grazie per le indicazioni anche dei due tipi di made :-D ciaooooooooooo

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    1. Effettivamente anch'io mi stupisco ancora quando trovo i tortellini agli spinaci al supermercato! Non lo avrei mai pensato... miracolo della globalizzazione!

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  3. Intanto invidio la comunita' di cui fai parte, chissa' se ne esiste una anche qui. A Miami trovo anche io tutto, l'unico limite per ora sono i latticini: formaggi e mozzarella sono insipidi, non sono ancora riuscita ad assaggiarne uno degno di nome e che non mi ricordi ogni singolo istante quanto sia distante la madrepatria :D

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    1. I latticini che troviamo qui non sono paragonabili naturalmente alle delizie fresche di giornata che si possono gustare in Puglia o in Campania, ad esempio. Però devo dire che non sono male... e sicuramente appaiono più commestibili ai nostri occhi dei formaggi americani che ci pare abbiano tutti lo stesso identico sapore! :-/

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