venerdì 13 luglio 2012

Il viaggio

Ho iniziato a leggere Caffè Trieste. Colazione con Lawrence Ferlinghetti di Olga Campofreda, una scrittrice contemporanea che scopro essere nata nel 1987! A questo punto, provo una grandissima invidia per questa donna, lo ammetto.
Comunque, procedo con la lettura gustandomi ogni pagina di questo racconto ambientato in una San Francisco che ormai un po' conosco e che quindi mi si visualizza davanti agli occhi attraverso le descrizioni dell'autrice. 
Mi è piaciuta molto la pagina iniziale nella quale sono riportate le parole dell'ammiraglio Cristoforo Colombo tratte dalla sua relazione del primo viaggio verso le Americhe. Le voglio condividere:

E mi partii dalla città di Granada, il giorno dodici del mese di maggio dello stesso anno 1492, di sabato, e venni alla città di Palos, che è porto di mare, dove armai tre navi assai atte a simile impresa. E partii dal detto porto, assai ben rifornito di molte provviste e ciurme il giorno tre del mese di agosto del detto anno, un venerdì, mezz'ora prima del levar del sole, e presi la via delle isole Canarie delle Vostre Altezze, che sono nel detto mare Oceano, per prendere lì la mia rotta e navigare tanto da giungere alle Indie, e portare l'ambasciata delle Vostre Altezze a quei Principi e adempiere a ciò che così mi era stato ordinato, e per questo pensai di tenere scrittura di tutto questo viaggio assai puntualmente, giorno per giorno e di tutto quanto facessi e vedessi e succedesse, come di qui in avanti si vedrà. E ugualmente, Signori Principi, oltre a scrivere ogni notte ciò che succederà di giorno e di giorno quanto si navigherà di notte, ho in proposito di fare una nuova carta di navigazione, sulla quale segnerò il mare intero, e tutte le terre del mare Oceano e tutto al suo posto, e con il loro vento, e di comporre un libro e mettere tutto, conforme al vero, per pittura, con latitudine dell'equatore e la lingitudine occidentale, e soprattutto è d'uopo assai che io oblii il sonno e stia all'erta nel navigare, che è cosa di importanza e di molta fatica. 

Tanti sono i temi che emergono da questo brano, a cui mi sono sentita da subito particolarmente vicina. Forse quello che più mi colpisce, e su cui mi sono pertanto soffermata più a lungo, è il tema del viaggio come esplorazione e resoconto, e quindi come scoperta da rendere nota, ma anche come avventura vissuta con fatica e tuttavia capace di offrire nuova conoscenza.

Quando siamo in partenza, non sappiamo mai esattamente dove ci porterà il nostro peregrinare perchè, pur conoscendo la meta del viaggio, ignoriamo il percorso che ci indurrà quasi certamente al cambiamento. 
Ciò che conta veramente durante un viaggio, è il viaggio in sè, come scriveva Kavafis nella sua poesia intitolata Itaca.

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri 
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle, coralli, ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi 
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso,
già tu avrei capito ciò che Itaca vuole significare.

Ho conosciuto questa poesia per merito di mio marito, e spero sinceramente possa essere anche per voi fonte di nuove riflessioni.
Alla prossima,
Sabina

1 commento:

  1. Si conviene sempre mettersi in viaggio, anche se si tratta di un giro in bici senza meta!

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