sabato 9 giugno 2012

Un altro punto di vista

Padova
Sono tornata a passeggiare tra le mie viuzze medievali, tanto agognate, tanto attese, tanto menzionate durante la permanenza estera, e all'improvviso mi sono accorta che i miei occhi ora notano cose diverse. 
Sono bastati un paio di mesi lontano da Padova perchè la mia percezione della vita, degli altri, delle cose cambiasse. 
Ieri per esempio ero ferma al semaforo: aspettavo che diventasse verde per proseguire. Osservavo la gente che attraversava la strada  o ferma all'angolo di Piazza Insurrezione, in attesa del verde per i pedoni. Mi sono stupita nel notare una certa omogeneità nel vestire, nell'apparire, nel camminare... "Ma come?" - ho pensato - "nemmeno un uomo nudo all'incrocio?". E ancora: "Ma dai! Tutti con le maniche corte! Che stranezza!". 
Sì, perchè a San Francisco questo non succede mai: c'è chi passa con shorts e infradito, seguito da qualcuno che porta il cappotto. Pare non ci siano criteri definiti per l'abbigliamento e sembra che ognuno faccia un po' come gli pare, senza badare troppo al fatto che se è estate "bisogna" vestirsi leggeri, mentre se è inverno va messo il berretto di lana. Passeggiando per la città quindi ti capita di vedere qualunque cosa. E se all'inizio questo un po' ti stupisce, specialmente se sei un'italiana abituata ad abbinare i colori, che sta attenta a non mettere insieme il nero e il blu, che evita il calzino bianco sotto al pantalone - il calzino bianco si usa solo in palestra, dai! - dopo un po' questa incredibile varietà ti sembra normale e finisce che ti stranisci nel vedere che tutti indossano abiti di cotone perchè fa caldo. 
In California ci chiedevamo a cosa fosse dovuta tanta differenza. Ci siamo risposti che forse la diversità nel vestire riflette la grande varietà etnica, per cui ovviamente un'americana d.o.c., abituata a convivere a San Francisco col vento gelido dell'Alaska, non si accorge nemmeno che l'aria è fredda e, vedendo il sole e il cielo azzurro, si mette i sandali e la canottiera; mentre una fijiana presente da quarant'anni in America non riesce comunque a indossare la canotta per uscire e quando fa proprio caldo, al massimo porta una maglia con la manica a tre quarti. E gli italiani? Gli italiani se ne vanno ancora in giro con la felpa! Forse ci serve ancora un po' di tempo per abituarci... 
Ora mi sembra che sia strano qui: com'è possibile che tutti percepiscano il caldo allo stesso modo? 
Sabina    
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