giovedì 7 giugno 2012

Cinque, nessuno, cinquecentomila

Cinque colleghi al bar. 
Cinque persone completamente diverse. 
Cinque diversi modi di pensare. 
Cinque diversi modi di essere, di apparire. 
Ma uniti da un unico grande desiderio: un caffè, da gustare, da assaporare, in piedi, di fronte al bancone.


E fu così che partirono le ordinazioni:

"Un caffè normale".
"Un caffè lungo".
"Un macchiato, freddo".
"Ah, per me un macchiato caldo".
"Un macchiatone!".
"Un cappuccino, grazie".

Scusate, ma a me, dopo tutto questo, è venuto da sorridere... 

Strana la vita padovana vista dagli occhi di chi ha trascorso qualche tempo lontano da qui. Ciò che mi è sempre apparso come una naturale consuetudine, che non mi ha mai stupita-sorpresa-sconvolta, oggi cattura la mia attenzione e diventa soggetto e oggetto dei miei pensieri. 

Penso per un attimo a chi considera gli italiani dei grandi intenditori di questa intensa bevanda scura, a chi da lontano non sospetta che esistano tante varianti. Ma penso anche a chi sogna un buon caffè alla mattina e si sveglia, versa quella polvere così scura e profumata nella caffettiera, rispettando ogni granello quasi come se si trattasse di un essere vivente. La polvere in America costa cara e quindi la si conserva come se fosse una spezia preziosa...
Ogni mattina quelle piccole tazzine - che a San Francisco si possono trovare solamente al bar - diventano misteriosi scrigni nei quali si raccolgono ricordi ed emozioni intrisi in ogni goccia che, sfiorandoci le labbra, riporta in superficie l'essenza del gusto italiano.
Mi dispiace quasi che qui in Italia il caffè venga dato per scontato, che non ci accorgiamo del grande privilegio che abbiamo ogni volta che ne beviamo uno. 
Sappiamo esattamente dove trovare quello noccioloso, quello con la schiuma, quello con la cremetta, e ogni volta scegliamo dove andare a seconda del momento, della voglia da soddisfare.
Piccoli dettagli, piccole storie di vita quotidiana che però fanno la differenza. Forse, nonostante il poco tempo trascorso lontano, "Qualcosa è cambiato" per citare un gran bel film e il mio modo di vivere, di pensare, di vedere il mondo attorno non è più quello di due mesi fa. Potenza del viaggiare!
Alla prossima,
Sabina


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