venerdì 11 maggio 2012

Quanto mi mancava il profumo della crostata di casa...

Non posso negare che, di tanto in tanto, la nostalgia di casa si fa più forte e forse stamattina, pur essendomi svegliata contenta e con il sole in faccia, ho sentito la necessità di ritrovare un pezzetto di me che avevo lasciato in valigia in attesa che succedesse qualcosa. Credo di averlo ripescato tra un vestito e l'altro, e ora, che è di nuovo con me, mi sento decisamente meglio. 
Di casa, affetti a parte, mi mancano per esempio le biciclettate attraverso la città medievale, che adoravo fare anche più volte al giorno per raggiungere l'Università o le biblioteche sparse qua e là, con i loro manoscritti in attesa di essere aperti e studiati. E mi mancano tanto i profumi della città, quando rientrando dal lavoro e passando tra le case, in mezzo ai locali pronti ad accogliere la clientela, mi passavano sotto al naso il profumino dell'arrosto o delle patate al forno; oppure quando, ancora a casa dei miei, aprivo la finestra dello studio a primavera per fare entrare più luce, e mi arrivava dritto nel naso il profumo della pasta frolla della pasticceria vicina. Ho ancora dentro tutti questi profumi. Non li posso scordare...  fanno parte di me.
Qui, anche quando cammini per strada verso l'ora di cena, senti uscire dalla case dei profumini niente male, ma non sono mai eguagliabili a quelli a cui siamo abituati e che abbiamo nelle narici praticamente da quando siamo nati. 
C'è poco da fare! Purtroppo quando si dice che è questione di abitudine, non si pensa mai che è proprio l'abitudine a fregarci: ci fa sentire dei disadattati quando siamo in giro per il mondo e non troviamo esattamente quel che eravamo abituati a trovare con enorme facilità... Ma oggi sono arrivata a questa conclusione: per adattarsi qui, bisogna ingegnarsi un po'!  Io ho pensato di partire dalla cucina perchè è il luogo che mi è più familiare in una casa, forse perchè mi parla di me, di chi sono e delle mie origini perchè fin da piccola ho amato pasticciare in cucina con il mio Dolce Forno. Credo di aver avuto meno di 9 anni quando preparavo le torte al cioccolato distesa per terra in cucina e le offrivo a mamma e papà e ai nonni che vivevano con noi, con l'orgoglio e la soddisfazione di un grande chef parigino. Eccomi qua, qualche anno dopo, ma sempre con le stesse passioni... 
Oggi quindi mi sono data alla sperimentazione culinaria in una cucina americana: una bella impresa! Perchè mai, penserete. Che impresa vuoi che sia? Vi porto un esempio per spiegarvi il dramma di essere qui volendo a tutti i costi riprodurre quel che si faceva a casa - per sentirsi forse un po' più a casa a così tanti chilometri di distanza - senza riuscirci. Il problema principale consiste nel procurarsi la materia prima. I savoiardi per il tiramisù per esempio, sono merce rara e li trovi solo in alcuni posti, a cifre che si aggirano tra i 2.50$ e i 4.00$ per un pacco grande la metà di quello che siamo abituati a trovare comunemente in Italia in un qualunque supermercato. Ad ogni modo, dopo una rapida occhiata a quello che avevo nel frigo, ho capito che per la crostata non c'erano problemi. Avevo recuperato tutto nel giro di due settimane circa, una cosa alla volta, un pezzo qui, un altro lì, un altro là... perchè qui mica tutti i supermercati hanno del burro simile al nostro, che vi credete??
Secondo problema: gli strumenti a disposizione. Pur avendo una cucina ricchissima di attrezzi di ogni genere, non avevo proprio tutto il necessario: mancavano per esempio una bilancia - mia immancabile compagna di avventure culinarie, senza la quale ho sempre pensato che non avrei potuto fare proprio niente - e un mattarello, anche se di questo alla fine ho fatto a meno (le strisce della crostata sono poco regolari, ma non importa).  Ci piace l'effetto homemade, no?
Altro problema non trascurabile: le unità di misura! Come ben sapete, qui il sistema di misura è diverso: niente metri, litri, grammi, o gradi Celsius per il forno, cari miei! Bisogna resettarsi e ricominciare tutto da capo con piedi, galloni e quant'altro. Io sinceramente non so ancora fare le proporzioni, ma dovremo imparare presto visto che domani andiamo a prendere le misure della casa per cominciare a mettere qualche mobile! 
Insomma, senza una bilancia e con una ricetta in grammi di partenza, come potevo fare? 
Fortunatamente qui in casa ho trovato dei misurini. Quindi ho cercato su internet per avere una spiegazione di tali misure e ho trovato i riferimenti alle quantità rispettive di farina, zucchero, burro o liquidi in un "sito da femmine", Forum al femminile o una cosa del genere. Quindi ho potuto capire che il misurino più grande tiene 140g di farina, 225g di burro o 200g di zucchero. Evviva! Di conseguenza mi sono adattata...  Volevo fare mezza dose di pasta frolla però, perchè non avevo una vera tortiera purtroppo, ma solo un pentolino che si usa sia per il gas che per il forno (qui usano le stesse pentole con manici di ferro per entrambi!).
Ecco quindi gli ingredienti della ricetta - versione americana - per mezza dose di frolla:
1 cup of Flour (=240g di farina)
1/2 cup of Sugar (=100g di zucchero)
1/2 cup of Butter (=una quantità indefinita di burro pari a circa 100g)
1 egg (=1 uovo, per i non inglesofoni)
pure bourbon vanilla extract (=un goccio di estratto di vaniglia, passatomi da Maddi)
Amalgamato il tutto e impastato con tanto amore, ho fatto una bella palletta e l'ho messa a riposare in frigo avvolta nella pellicola. Imburrato e infarinato la padellina, ho steso la pasta che ho poi bucherellato con una forchetta, ci ho steso sopra la marmellata (=300g circa), metà fragola e metà albicocca per finire un barattolo e cominciarne un altro, e poi via in cottura per 20 minuti a 180°. Sì,  bene per i minuti, ma il forno ha i gradi Farenheit, maledizione!! Quindi riprendi la ricerca sul computer... Bene, 180°C=375°F. A posto! Risolto anche questo problema... 
Una volta infornata, mi sono messa in attesa... aspettavo con trepidazione  quel profumo: le mie narici erano pronte e speravano di ritrovare casa...  Il profumino della crostata ha cominciato a inondare ogni stanza dopo 15 minuti di cottura... Ahimè, non era lo stesso profumo  a cui sono abituata, era un profumo nuovo, ma che comunque sapeva di buono... Me lo sono gustato tutto, lasciandomi trasportare su queste dolci note di vaniglia.
Ed ecco qui il risultato finale.
 Ora non resta che assaggiarla e scoprire se il sapore soddisfa il mio goloso palato!
Certo è che questo esperimento mi insegna molte cose: innanzitutto  ho capito che non bisogna concepire questa esperienza americana come una versione mal riuscita della nostra vita italiana. Quello che c'è qui, non c'è in Italia e viceversa! Questo implica che qui non bisogna aspettarsi o sperare di ritrovare casa, perchè la casa ce l'abbiamo, la portiamo dentro di noi sempre... Bisogna piuttosto cominciare ad abituare le narici a nuovi profumi e quindi ad assaporare nuovi gusti, nuove visioni del mondo. Perchè in fondo un viaggio ti arricchisce di nuove percezioni ed è proprio questo il bello, no?  
Alla prossima,
Sabina

3 commenti:

  1. Si, carissima Sabina il senso del viaggio sta è davvero quello che esprimi nelle ultime righe che hai scritto! Ciao e grazie di farci partecipi delle tue emozioni. ciao ciao

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  2. E brava Sabina, concordo con le tue conclusioni, anche se so che la nostalgia sa farsi sentire! E qualcosa sui profumi! Per me sono proprio un veicolo di ricordi....un profumo mi ricorda la situazione che ho vissuto con quel profumo in un altro momento. In gennaio giro in bici nel centro di Padova in cerca del profumo di calicantus. E mi capita che un profumo mi porti invece lontano, come al mare, in montagna, in qualche paese dove un profumo simile mi ha avvolta. Esempio: il profumo delle mimose e degli eucaliptus mi riporta in campeggio, quello di violette nei fossi dove giocavo da piccola......cosi è. Per quanto riguarda i profumi di mangiare, è anche vero che in ogni posto ci sono delle cose buone e non si abbandonano certo le origini se ad Ascoli si mangiano le olive fritte, a Bari le focacce, a Baia Domizia le pizze o in Olanda il pane speziato. Nuove percezioni, nuovi profumi, tutto dentro di noi....aspettando la prossima curiosità!

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  3. Mmmm secondo me è venuta buonissima! Per ritrovare lo stesso odorino preciso tu fai una bella lista di biscotti, marmellate delle marche che più vi piacciono e noi spediamo :) ...magari per il burro meglio evitare!

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