martedì 1 maggio 2012

Different Directions

Diciamo che l'immagine che avevo della mia vita futura quando ero ancora una bambina molto immaginifica e brulicante di idee, era quella di una vita che ora potrei definire plain per usare un termine inglese che rende perfettamente il concetto; una vita tranquilla, semplice, senza troppe pretese e che immaginavo come una linea retta continua costituita da una serie infinita di punti, geometricamente e metaforicamente parlando. Insomma, per andare al sodo, pensavo che quando avrei avuto 24 anni mi sarei sposata con l'uomo perfetto - il mio principe azzurro - e avrei avuto dei bambini, tanti bambini, avrei avuto un lavoro onesto che mi avrebbe dato molte soddisfazioni, ma a dire la verità, questo ultimo aspetto era piuttosto secondario nella mia mente. Ad ogni modo, pensavo ad una vita lineare, senza scossoni, senza improvvise virate. 
E invece eccomi qui, dall'altra parte del mondo, con una vita tutta nuova appena cominciata che attende di essere scritta. Ho una tavola bianca davanti per ricominciare, per reinventarmi, per essere me stessa nel Nuovo Mondo. 

Ma ieri mi è capitato di puntare lo sguardo verso l'alto a guardare lo stesso cielo che guardavo da bambina ed ecco cosa mi si è presentato davanti: una lunga scia di un aereo che prosegue dritto indifferente a tutto ciò che gli succede attorno, e poi, poco dietro, la scia di un secondo aereo che, non so perchè, non so come mai, va avanti cambiando continuamente direzione, percorrendo una strada decisamente più fantasiosa e meno scontata, piena di alti e bassi, ma anche del tutto indipendente. 
Non so perchè, ma mi sono naturalmente immedesimata nel secondo aereo. Sono rimasta a osservare la continuazione di quella linea curva, così instabile, così multidirezionale, così creativa, e ho pensato che mi assomigliava molto... Ora come ora, mi sento alla ricerca di una direzione. E mi viene in mente il ritornello della canzone di Elisa intitolata Labyrinth: "And my sense of direction is lost like the sound of my steps", che ora potete ascoltare insieme a me, se vi va: http://www.youtube.com/watch?v=7kHP2uG4otA

Trovo che a questo punto, l'immagine della mia vita che avevo a nove anni non si addica più alla Sabina di oggi, alla persona che sono diventata, anche se, a dire la verità, so di avere trovato il mio principe azzurro e di volere dei bambini, e in questo non sono cambiata affatto! 
Mi sembra che la scelta di vivere questa esperienza negli Stati Uniti non sia stata facile, e non penso che tutti avrebbero avuto il coraggio di farla. Tante sono state le persone che prima della nostra partenza ci hanno detto: "Ah, come vi invidio!", oppure "Ah, anch'io avrei sempre voluto vivere in America per un po'". Prendere in mano la propria vita e cambiarla per renderla ciò che noi vogliamo che sia, non è cosa comune, e sinceramente credo che io stessa non sarei mai riuscita ad affrontarla da sola. Certo è che la vita è una e sarebbe bene fare in modo che fosse - per quanto è nelle nostre possibilità - ciò che noi vogliamo. La virata che abbiamo fatto insieme è stata una scelta relativamente più facile, perchè eravamo in due, ed eravamo pronti a condividere un viaggio, un'avventura come questa.
Quei due aerei mi hanno fatto comunque pensare alle infinite possibilità di direzione che esistono, e al fatto che ogni nostra scelta determina in qualche modo la nostra posizione attuale e il nostro passo successivo. Ho pensato quindi a tutti i diversi cammini intrapresi nel passato e a quelli che sono ancora a nostra disposizione nel presente e nel futuro. Ognuno di noi, a suo modo, comincia un percorso di cui è al contempo protagonista e artefice, quindi spetta proprio a noi decidere per ogni singolo momento. Grande responsabilità che abbiamo, principalmente verso noi stessi! 
Tutto questo mi appare estremamente affascinante e per questo volevo condividere questo pensiero - forse scontato, forse ovvio - con voi.
Al prossimo pensiero,
Sabina

6 commenti:

  1. Eccolo finalmente! Riflessioni emozionanti davvero. Così ho provato a pensare come la vedevo io da bambina la mia vita: girare per il mondo per aiutare i paesi più poveri: E non mi sono mossa da qui! Certo i commenti degli altri sono troppo facili: una scelta che comporta comunque aver capito che siamo solo noi gli artefici del nostro camminare. Sto leggendo un libro che vi piacerebbe: Viaggi e altri viaggi di Tabucchi: si la vita è una sola: dobbiamo ripetercelo spesso. Sai facendo gli elenchi dei libri da spedire, da tenere pronti mi affascinavano quei titoli e gli argomenti di scienza che già da bambina mi facevano seguire a bocca parte le spiegazioni del professore alle medie. Un po' di rimpianto leggendo quei titoli: certe cose non le potrò più studiare......ma tento di leggere e capire fino all'ultimo.........bellissime le scie degli aerei!

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    1. Beh, anche se non hai girato il mondo, mi pare che i più poveri siano stati aiutati! E non solo loro... penso che i propositi che avevi da piccola si siano ben concretizzati e con passione, che è la forza più grande che abbiamo a disposizione!
      Non vedo l'ora di leggere Tabucchi: sono sicura che sarà una lettura che genererà altri pensieri...
      E comunque, non penso sia tardi per cominciare qualunque cosa; tutto è possibile... come quella signora che faceva ginnastica artistica! Potresti iscriverti all'università e seguire i corsi di biologia, penso sarebbe veramente un gran modo di investire tempo e denaro! Così recupereresti quel tempo che non hai avuto qualche anni fa! Ho seguito un sacco di corsi universitari con quelli che all'epoca io chiamavo "Il signore" o "La signora", tedesco, arte, storia moderna... effettivamente solo ora capisco quanto potessero essere contenti di essere lì con noi! =)

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  2. Già! Proprio quando si pensa di aver impostato il pilota automatico e che da lì in avanti la vita sarà una favola perfetta e lineare può capitare di ritrovarsi a precipitare e piroettare, fino a perdere il fiato. Ma pian piano, piroettando, si arriva a pensare che quella vita sognata pieni di idealismo e forse in modo infantile era tutta una costruzione. Perché la vita non è mai semplice. Ma semplici possiamo esserlo noi, avendo il coraggio di piroettare e vivere quello che la vita ci offre. E scopriremo tante cose nuove di noi stessi, della gente, della vita. E magari ci accorgeremo che "l'affanno è solo un respiro che non si rispetta" (Niccolò Fabi) e smetteremo di perdere il fiato finché il nostro volo ci fa scoprire il mondo vero.
    Urca che pensieri pensoni che mi fai pensare! Ma come fai?? Sì, questo post è proprio in cima alla mia classifica! Grazie Sabi

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    1. Non so proprio cosa aggiungere a queste riflessioni così profonde! Posso solo dire che sono felice che i miei pensieri generino pensieri... Bellissima la canzone di Nicolò Fabi che mi hai fatto conoscere e che ho potuto apprezzare come se fossi seduta lì, sulle poltroncine del Pollini, che mi hanno ospitata per tanti concerti, per tanti spettacoli... Grazie Lore, grazie a te!

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  3. ah.. e la luce verde del semaforo sulla foto.. quella sì che è emblematica! Sembra dire: "e vai.. ce la puoi fare!"

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    1. Infatti! Mi pareva che anche il semaforo mi indicasse una certa direzione...

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